Basket: Capo d’Orlando e Napoli escluse dalla serie A
Pubblicato da peppecaridi su 20, Settembre, 2008
Il consiglio federale esclude campani e siciliani dal prossimo campionato perché non avevano la documentazione in regola: potranno ripartire dai campionati regionali. Massima serie a 16 squadre
ROMA, 20 settembre 2008 – Terremoto in serie A: Napoli e Capo d’Orlando sono state escluse dalla serie A su decisione del consiglio federale, riunitosi oggi a Roma, che ha revocato l’ammissione per le due squadre che non avevano la documentazione in regola per l’iscrizione ai campionati. Per entrambe le società, che potranno appellarsi alla camera di conciliazione del Coni, ci sarà ora la possibilità di ripartire dai campionati regionali ovvero dalla ex C2. Nei giorni scorsi Napoli era già stata penalizzata di 15 punti mentre per Capo d’Orlando c’era in corso un’inchiesta per valutare la regolarità della posizione dei contributi Enpals. In virtù della convenzione tra Fip e Legabasket non sono previsti ripescaggi e quindi si profila un campionato di serie A a 16 squadre.

Enzo Sindoni, presidente di Capo d’Orlando, con Gianmarco Pozzecco. Ciam/Cast
















giuseppe detto
Mi dispiace un casino, sopratutto per Capo d’orlando, una realtà così piccola che era riuscita a realizzare un sogno!!! Dispiace anche che l’unica partita di serie A che sono riuscito a seguire dal vivo, è stata appunto Capo d’Orlando – Napoli…non vorrei aver portato sfortuna ad entrambe le squadre!!!
alessio detto
Sud “Frantumato” dalla Lega Basket
La società Orlandina basket interviene, attraverso il presidente Enzo Sindoni, sulla decisione odierna del Consiglio Federale, di escludere la squadra dal prossimo campionato. “Posso dire e assicurare che il 5 ottobre Capo d’Orlando giocherà a Cantù come previsto dal calendario. Siamo in Serie A e ci resteremo” dice il presidente dell’Upea. “È una decisione che contesteremo a ogni livello e siamo confortati dalle dichiarazioni di Maifredi perché si tratta nel nostro caso di pagamenti non effettuati e quindi scaduti, ma abbiamo dimostrato e torneremo a dimostrare che il pagamento non era dovuto”. Secondo Sindoni il provvedimento è stato “stimolato dal fatto che un campionato a 17 squadre sarebbe stato un problema per tutti, ma Capo d’Orlando non è un agnello sacrificale. Richiederemo immediatamente la sospensiva della delibera al tribunale amministrativo competente e ricorreremo alla Camera di Conciliazione. Sono convinto che ci metteremo poco a riaffermare le nostre ragioni”. Intanto la società raccoglie con rammarico la comprensibile decisione della squadra di non partecipare al Torneo Lo Forte a Messina, in programma oggi e domani.
“Questo- conclude il presidente- è il primo dei danni subiti dalla società e dei quali chiederemo conto”.
Mario Maione, presidente della S.S. Basket Napoli, reagisce cosi, in riferimento al provvedimento emanato oggi dal Consiglio Federale, “Adesso basta! Questa incredibile decisione assunta oggi dal Consiglio Federale non solo nei confronti della mia società, ma presa anche in totale dispregio di una città e di una piazza importante come Napoli, nonché le amarezze accumulate in questo ultimo periodo, mi spingono a drastiche nonché indifferibili sofferte decisioni. E’ arrivato il momento di mollare tutto e lasciare, a chi sarà più fortunato, questa mia creatura.
Per questi lunghi ma indimenticabili sette anni ho da solo, e ribadisco da solo, sostenuto con le mie forze questa immensa passione, rilanciando ad alti livelli la pallacanestro a Napoli e contribuendo in maniera determinante alla crescita di tutto il movimento cestistico regionale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Certo avrò commesso qualche errore, come l’anticipazione di alcuni milioni di euro per partecipare all’Eurolega, somma di cui oggi il club è ancora creditore, ma chi non opera non sbaglia, e senza mai poter contare sul concreto contributo delle istituzioni locali e delle forze politiche, sono sempre cocciutamente andato avanti da solo nell’esclusivo interesse della città di Napoli e dei suoi impareggiabili appassionati di basket.
Ed è proprio a loro che voglio rivolgere un sentito e commosso personale ringraziamento per tutto quello che hanno fatto nei confronti della mia squadra in questi anni. Ed è esclusivamente per loro che saranno comunque intraprese in tutte le sedi competenti le più opportune azioni per tutelare fino in fondo il nome della città e del Basket Napoli, vittime oggi di una decisione assurda, ingiusta ed incomprensibile”.
Due realtà importanti, meno la prima, quanto la seconda che, memore dei tempi di Taurisano, Mc Dowell, Stefano Sbarra, lo scarso ma rappresentativo,220 cm di altezza Tonino Fuss, degnamente sostituito dall’”analogo” Massimo LaTorre, Marco Bonamico, Jerome Allen, la “macchinetta realizzatrice” Penberthy e tantissimi altri, vanta un passato ed un presente di storia, apprezzabile ed invidiabile.
L’Orlandina invece è squadra di un decennio di storia scarso nel panorama cestistico “che conta”, non dimentichiamo però che,, pur avendo attualmente dei validi dirigenti e un buon presidente, rimane una team societario creazione interamente dello storico Alessandro Fantozzi, mente tecnicamente eccelsa sul parquet e idem al di fuori.
Ma che congiura è questa? Prima la Viola Reggio Calabria, poi Napoli e Capo D’Orlando, infine a chi toccherà? Ad Avellino magari? Nulla di più facile. Non devo essere io a rammentare che tantissime società militanti la massima serie hanno riscontrato problemi di iscrizione, illeciti inerenti le documentazioni, ritardi sui pagamenti, nessuno escluso, anche le grandi, come la Virus Bologna, la Scovolini Pesaro, la Benetton Treviso ed altre.
In tutto questo cosa ha fatto la Federazione? Ausiliando e tutelando Pesaro nella proposta di una B1, idem con la Virus Bologna, per un ‘altro illecito la Benetton è stata penalizzata di parecchi punti in classifica a campionato in corso, lo stesso anno della Viola, per lo stesso motivo, la Pallacanestro Livorno, ha avuto un -1 in classifica di Legadue il medesimo anno della rinuncia nero arancio. Dove si vuole arrivare? Di esempi eclatanti negli ultimo 10 anni se ne contano parecchi, anche a livelli di categorie inferiori. Che modo è questo di politicizzare il basket escludendo le piazze stroriche ed incisive del Sud? Ma dove si vuole arrivare? Forse staremmo tutti meglio se si facessero due gironi in serie A, uno “Roma-sud” e uno “Roma –nord”, per organizzare una bella finale scudetto “secca” , tra le vincenti dei due gironi. Potrebbe essere un idea? Sicuramente tanti problemi si risolverebbero senza bisogno di calcolare “gl’illeciti” delle squadre del sud. Siamo d’accordo che al nord c’è più ricchezza, quindi più soldi, ma è ugualmente inaudito non pensare che le squadre settentrionali non provino a “calcolare i loro illeciti” per risparmiare o per “saldare la falla del proprio scafo”.
Il basket è malato e la “degenza” pare non voler accorciare i tempi. Dove arriveremo? Non certo a quei bei tempi floridi dove forse si vedeva maggiore “cattiveria agonistica” e meno “mafia nella Lega Basket”.
Alessio Marrari