LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

L’inchiostro è il mio campo, su cui posso scrivere valorosamente; la penna, il mio aratro; le parole, la mia semente.

30 e 31 luglio 2008: le splendide foto di una timida Messina ricca d’arte, storia, cultura e tradizione.

Pubblicato da peppecaridi su 1, Agosto, 2008

“Vos et ipsam civitatem benedicimus”: con questa frase finisce la lettera scritta in ebraico dalla Madonna patrona di Messina (la Madonna della Lettera, appunto) in risposta a un’altra missiva, scritta da alcuni cittadini messinesi quando, nel 42 d.C., andarono in Palestina per chiedere la protezione di Maria.

La Madonna rispose alla lettera inviandone un’altra, arrotolata e legata con una ciocca dei suoi capelli: quando i messinesi tornarono nello Stretto la condivisero con i loro concittadini, gioiosi del fatto che la Madonna lodava la loro fede, fradiva la loro devozione e assicurava a loro la sua infinita protezione.

Messina è splendida.
All’imbrunire più che mai, con quelle luci e quei colori a metà tra grande città metropolitana e area sottosviluppata del mezzogiorno.

Il porticciolo turistico è davvero elegante e piacevole, il mare dello Stretto limpido e pulitissimo. Come sempre.

Il flusso di traghetti per la Calabria, tramite con il resto del mondo, è continuo:

Eleganti barconi ormeggiati sotto la “Passeggiata a mare”:

Ed eccola la Madonna della Lettera. “A Madunnina” come la chiamano i messinesi.

La batteria Masotto e il piccolo anfiteatro che collega la passeggiata al mare:

Nello sfondo il Palazzo della Prefettura e Cristo Re:

Il mare. Sulla destra le luci della zona falcata, nello sfondo la periferia nord di Reggio:

Il Palazzo della Prefettura, Cristo Re e la cima di Antennamare, 1.127 metri sul livello del mare, la vetta più alta dei Peloritani nord/orientali, quelli vicini a Messina. I “colli”.

La fontana del Nettuno, a piazza dell’Unità d’Italia, con alle spalle il Palazzo della Prefettura.

La fontana del Nettuno è stata realizzata nel 1557 da Montòrsoli, ed è una delle opere d’arte più importanti e attraenti di Messina.
In passato era girata verso le mura spagnole della città, poi fu rivolta verso la Palazzata del Gulli fino al terremoto disastroso del 1783, dopo di che venne sistemata di fronte alla Palazzata del Minutoli, ed era girata verso la città con la quale sembrava voler comunicare il sentimento del vicino mare.

Dal 1934 in poi è invece stata spostata nella piazza dell’Unità d’Italia, è rivolta verso il mare e con quella mano tesa sembra volerlo tenere a distanza dopo lo tsunami disastroso provocato dal terremoto del 1908.
Effettivamente la città dopo quel disastro ha perso, soprattutto negli ultimi decenni (dopo gli anni ‘60 e ‘70) quel contatto con il mare che l’aveva fatta grande nella storia.

LA fontana simboleggia il Dio Nettuno nell’atto di calmae le acque agitate dello Stretto incatenando le sirene di Scilla e Cariddi, rappresentate rispettivamente alla destra e alla sinistra del dio Nettuno guardando la statua come la si vede nelle foto:

La batteria Masotto:

La fontana della passeggiata a mare, opera del maestro Ranieri Wanderlingh:

Qualche scatto alla splendida Chiesa Annunziata dei Catalani, che si trova nel cuore della città ed è situata all’altezza che Messina aveva un tempo, un paio di metri più in basso rispetto ad ora.

Originaria del dodicesimo secolo, è una perla dell’arte arabo-normanna con addirittura alcune componenti bizantine: è uno dei pochi monumenti che hanno resistito alle devastazioni dei terremoti e ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, pesanti su Messina.

La vista verso nord/ovest … ci dirigiamo proprio dove c’è …

Piazza Duomo!!!

Da cui si vede un angolo suggestivo di Cristo Re:

Il Duomo:

La piazza con Montalto a sinistra e Cristo Re a destra. In primo piano la splendida Fontana di Orione, sempre di Montorsoli:

Ed ecco la splendida statua dell’immacolata, realizzata su una stele marmorea barocca dallo scultore messinese Giuseppe Buceti nel diciottesimo secolo.
La statua è stata spostata nella piazza dell’immacolata alle spalle del Duomo, ma prima del terremoto del 1908 si trovava a piazza Pentedattilo, di fronte al Palazzo dei Leoni, sul corso Cavour.

Il monumento è eretto per devozione alla Madonna dopo il miracolo dei bambini caduti dalla vara e rimasti illesi proprio a piazza Pentedattilo nelle processioni di 1681 e 1738.

Questa è dedicata all’amico Diego! Smile

Tra le vie che ricordano l’antica Roma …

Arriviamo lateralmente al Municipio …

Il favoloso Palazzo Zanca:

Un altro bell’aspetto dello Stretto e di Messina: il mare, la natura, l’ambiente.

Acqua pulitissima accanto all’attracco delle Caronte, alla rada San Francesco, dov’è in costruzione il nuovo lungomare:

Sembra Copacabana !!!

Peppe Caridi

6 Risposte a “30 e 31 luglio 2008: le splendide foto di una timida Messina ricca d’arte, storia, cultura e tradizione.”

  1. Diego detto

    Favolose!! Un abbraccio…

  2. ENZA detto

    Come sempre sei bravissimo.Enza

  3. spettacolariiiiiii!!
    sempre grande peppe! :D

  4. DaNNy detto

    Belle foto ma un piccolo appunto… quello alla batteria masotto non è un piccolo anfiteatro ma uno sbarcadero.

  5. salvo detto

    sei più messinese tu di tanta gente che vive in questa città..
    ONORE A TE!!

    Un messinese emigrato per motivi di studio.

  6. LUNA detto

    come non poter ammirare con tanto orgoglio e commozione foto cosi belle di una citta che ha fatto sognare tante civilta nei secoli..sei grandioso e bravissimo..e grazie per avermi regalato qualche angolo della mia citta’..grazie grazie..
    ma soprattutto EVVIVA MARIA…ahahahha (riferito alla vara ovviamente..ahahha)

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