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L’inchiostro è il mio campo, su cui posso scrivere valorosamente; la penna, il mio aratro; le parole, la mia semente.

Escursione in Aspromonte: tra Montalto e la Cupola di San Silvestro – 14 agosto 2006

Pubblicato da peppecaridi su 27, Luglio, 2008

14 Agosto 2006: fantastica escursione nel cuore dell’Aspromonte…
Data: Martedì, 15 agosto @ 00:48:42 CEST
Argomento: Parchi e Riserve

ASPROMONTE: TRA MONTALTO E LA CUPOLA DI SAN SILVESTRO!

Ecco a voi un’appassionante racconto di un’altrettanto emozionante e suggestiva giornata di trekking nel cuore dell’Aspromonte.
Da Reggio Calabria fino a Montalto, 1.957 mt slm, e poi giù a guadare torrenti nella Valle del Gallico, all’interno dell’area comunale di Santo Stefano in Aspromonte, tra la grotta-cupola di San Silvestro ed il Mulino della vecchia fiumara navigabile: una giornata in mezzo alla natura, ma con tanta arte, storia, cultura, mitologia ed, ovviamente, poesia…

Di buon ora al mattino, Lunedì 14 Agosto 2006, partiamo da Reggio Calabria Città verso il cuore dell’Aspromonte: è una giornata bellissima, fresca, limpida, pulita: l’ideale per l’escursione ed il trekking che abbiamo organizzato io e mio cugino con le nostre rispettive fidanzate.

Siamo nel cuore del Mediterraneo, e secondo le coordinate scientifiche, proprio Montalto, con i suoi 1.957mt slm, è il punto esattamente centrale del bacino Mediterraneo.

Abbiamo la fortuna, da Reggio Calabria Città, di poter raggiungere un posto così bello e storico, in pochissimo tempo.
Ed allora partiamo subito.
Ecco dove ci troviamo di preciso, nell’area dello Stretto di Messina tra Sicilia e Calabria:

Ecco, nei due nuclei cerchiati di rosso, il Paese di Santo Stefano in Aspromonte, e più sulla destra, Montalto dalla sua magnifica altitudine.

Qui siamo in viaggio, il Paese immortalato in questo scatto è quello di Sant’Alessio d’Aspromonte, a 595mt slm, sempre nella Vallata del Gallico.

Il Gallico è un torrente molto bello e suggestivo, che sfocia nell’omonima località marittima a Nord di Reggio Calabria, sempre nello Stretto.
Il fiume, negli ultimi 4-5 anni sempre scorrevole anche nei mesi estivi, ha avuto momenti di estrema sofferenza negli anni ‘80 e ‘90 quando rimaneva secco per i mesi estivi e, in alcune stagioni, addirittura da maggio fino ad ottobre, come nel 1989, nel 1990 e poi ancora nel 1998 e nel 1999!

Successivamente possiamo ricordare l’alluvione del Dicembre 2003 quando la fiumara andò in piena, distruggendo ripetutamente degli argini, creando tantissimi danni per tutto il proprio corso, e travolgendo un’automobile, con un cittadino Reggino che purtroppo è rimasto ucciso dalla furia delle acque, quando poi l’onda di piena è giunta a valle!

Risaliamo tutta la vallata fino a Gambarie d’Aspromonte, 1.310 mt slm, con la macchina a soli 40 minuti di distanza da Reggio Città.

Ecco qualche immagine della magnifica Gambarie:

Qui siamo invece a quota 1.348 mt slm, al bivio per Montalto, 4km ad est di Gambarie.

Dal bivio fino a Montalto, sono circa 15 chilometri di strada abbastanza stretta, molto ripida, tortuosa ma affascinante: completamente immersa nella natura, e per fortuna tenuta benissimo, con un discreto manto stradale in asfalto.
Da lì si arriva ai piedi di Montalto in meno di 25 minuti.

Ai piedi di Montalto, abbandoniamo (finalmente!) le automobili: siamo a quota 1.830 mt slm, e bisogna slire fino in cima per un dislivello di quasi 130 mt slm.

Qui inizia la scalata verso Montalto. C’è il percorso – sentiero, tranquillo, lungo circa 15 minuti, con la staccionata, non molto ripido.
Ma noi conosciamo un altro percorso, molto più corto (arriviamo sù in 5 minuti,passeggiando) ma molto molto ripido, con degli scaloni impressionanti.
Sembra di salire verso il cielo!!

Ma arriviamo subito in cima!!! Che scenario magnifico!!!
E’ il tetto del Mediterraneo, ma sembra il tetto del mondo: un posto bellissimo, fantastico.

Inutile spendere altre parole, le fotografie parlano da sè:

Ecco un panorama verso Sud/Ovest: si vede benissimo l’Etna!!!

Il panorama verso Sud!!

I bellissimo boschi di un verde lussureggiante.

In cima accanto al Redentore, c’è anche una gigante e bellissima bussola fissa direzionale, con l’indicazione geografica di tutte le Città più importanti del mondo, e la loro direzione.

Ancora il panorama:

L’Etna ed uno zoom su di essa:

Ecco qui invece il paesaggio delle zone interne dell’Aspromonte:

Un altro piccolo sentiero, sulla cresta della montagna, e si arriva al secondo e al terzo piazzale con la vista verso Nord/Ovest: nelle giornate più limpide si vede l’Appennino Calabro compreso Pollino e Catena Costiera!
Purtroppo c’è un pò di foschia, ma il paesaggio è ugualmente emozionante e poetico!

Dopo qualche ulteriore scatto, scendiamo da Montalto.
A metà strada, però, tra Monte Nardello e Monte Basilicò, c’è questo bellissimo punto panoramico da cui si vede lo Stretto, il mare, la Sicilia, l’Etna…
E’ uno spettacolo:

Dopo un lauto pranzo, nel pomeriggio ci dirigiamo a Santo Stefano in Aspromonte, torniamo nella Vallata del Gallico da cui siamo partiti, e intraprendiamo un sentiero bellissimo che ci dovrebbe portare alla Cupola (o Grotta) di San Silvestro.

Prima di entare nel cuore del Reportage Fotografico del Trekking verso la Cupola, è bene ricordare la storia di San Silvestro (che fu Papa Silvestro), e che qui riporto di seguito:

Silvestro fu Papa tra il 314 e il 335 d.C.
Silvestro, oggi Santo, era un eremita che viveva in Aspromonte, in un locale molto sperduto all’interno di una Valle Aspromontana con vicino un grosso fiume naviabile.

Si narra che Silvestro vescovo di Roma (314-335 d.C.) ,per fuggire le persecuzioni dei cristiani ordinate dall’imperatore Costantino ( 306-337 d.C.) si sia rifugiato in una grotta negli anfratti dell’ Aspromonte e probabilmente nelle vicinanze della confluenza di due fiumare.

L’imperatore Costantino fu però colpito dalla lebbra ed i medici più preparati dell’impero non riuscirono a curarlo per ben 12 anni, quando, per tre notti consecutivamente, fece sempre lo stesso sogno: due persone interamente vestite di bianco gli dicevano che l’avrebbe potuto guarire soltanto l’acqua di Papa Silvestro.

Allora Costantino mandò un generale a trovare Silvestro,e quando il generale arrivò in Aspromonte e trovò Silvestro, quest’ultimo pensò di esser stato scoperto e che sarebbe stato ucciso, allora chiese al generale di poter celebrare l’ultima messa.

Prima, però, andarono in un campo lì vicino a seminare le rape.

Tornati nella Grotta di Silvestro, durante la messa, nel momento dell’elevazione, la croce di ferro che era dietro l’altare, si è sospesa nel vuoto e s’è illuminata, emanando luce.

Il generale rimase colpito da questo particolare e rimase ancor più colpito quando, dopo la celebrazione eucaristica, Silvestro gli disse di andare a raccogliere le carote (come potevano mai esser cresciute in così poco tempo?) eppure c’erano le carote, e questo passa alla storia come “il miracolo delle rape”.

A quel punto i due si incamminarono verso Roma, e Silvestro portò con sé la croce di ferro, che poi arrivato in una località di campagna nel cuore dell’Aspromonte, sotterrò nel terreno. In quel luogo giurò che se non sarebbe stato ucciso, avrebbe fondato un santuario proprio lì, ritrovando la croce di ferro.

Arrivato a Roma, rimase sorpreso dal racconto di Costantino e gli disse che le due figure vestite di bianco erano gli angeli Pietro e Paolo, e parlando dell’acqua si Silvestro si riferivano all’acqua battesimale: allora Costantino si battezzò, si convertì al cristianesimo e guarì dalla lebbra.

A quel punto donò a Silvestro Roma, donò al Papa il potere di Roma ed in quel momento nacque il potere temporale della Chiesa, e lui andò in oriente, a Bisanzio, spostando lì la sede dell’Impero. Intanto un toro dell’Aspromonte con le sue corna trovò la croce di ferro di Silvestro, ed i contadini del luogo fondarono lì il santuario di Polsi, che in greco significa “elevazione della croce”, ed i tori nella zona divennero sacri, per questo si parla di “mucche sacre”.

Solo successivamente, per altre vicissitudini, a Polsi fu venerata la Madonna della Montagna, ma la Croce di Ferro è ancora lì attualmente a Polsi, visitabile da tutti.

La Grotta – Cupola di San Silvestro è rimasta abbandonata a se stessa per molto tempo, ma adesso è accessibile con un pò di cammino.

Ecco cosa abbiamo trovato con noi mentre percorrevamo la strada che dalla zona alta di Santo Stefano, ci avrebbe portato alla Cupola.

Un bellissimo corvo:

Qui siamo al Passo delle 2 Fiumare: sono due fiumare differenti, una che proviene dalla valle tra Monte Scirocco e Monte Basilicò, un’altra dalla valle tra Monte Basilicò e la Sella Entrata, e qui insieme si fondono per creare il Gallico, fiume una volta navigabile, oggi ridotto a fiumare (anche se in netta ripresa negli ultimi 5-6 anni, ma è ancora troppo poco per poter dire se sta tornando ai vecchi fasti!):

Ed eccoci finalmente alla Cupola!!!

Questo posto è un paradiso: la vegetazione è amazzonica, ci sono le liane e intorno ai tronchi degli alberi, le foglie si formano a causa dell’umidità proprio nella corteccia.
E’ umido ma freschissimo, il sole filtra pochissimo.
C’è un laghetto fantastico, e la fiumara che scorre è un incanto.

Dopo un pò di sosta, ed un “mezzo” bagno nel laghetto (se non avessimo mangiato, sarebbe stato totale, anche se l’acqua misurava +6°C in superfice ed era davvero ghiacciata da bloccare la circolazione sanguigna nelle gambe), riprendiamo e stavolta andiamo verso Sud, percorrendo la fiumara fino al vecchio Mulino, Mulino oggi circa 20 metri lontano dal letto della fiumara, ma se si chiama Mulino (con tanto di ruota), aveva bisogno dell’acqua e quindi i fiume era profondo almeno 20 metri ed era navigabilissimo, anche pochi secoli fa, visto che la struttura del mulino risale al diciottesimo secolo dopo Cristo!!!!!!!!!!!!

Ecco proprio il Mulino:

Vivere così in mezzo alla natura è stato davvero bellissimo ed emozionante, speriamo di avere presto occasione e modo di poter intraprendere escursioni simili in altri bellissimi angoli di Aspromonte, area piena di storia, arte, cultura, tradizioni, mitologia, leggende, natura, panorami mozzafiato, architettura, scultura e … immancabile, la poesia.
Quotidiana poesia!

Aspromonte, terra da scoprire, terra da gustare.

Fotografie e Reportage di Peppe Caridi

Una Risposta a “Escursione in Aspromonte: tra Montalto e la Cupola di San Silvestro – 14 agosto 2006”

  1. Mariagrazia detto

    La grotta di San silvestro è qualcosa di meraviglioso ma ancora più divertente è l’escursione:l’ho fatta l’anno scorso in occasione della manifestazione “università nel territorio”

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