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Archivio per 6 Luglio 2008

“Cuba cadrà tra un anno e io sarò lì, vivo o morto”

Pubblicato da peppecaridi su 6, Luglio, 2008

di Vittorio Macioce – www.ilgiornale.it

I giorni sulla Sierra Maestra non li ha mai rinnegati, ma sono i suoi ricordi «sbagliati». Carlos Franqui arriva vestito di lino bianco, cammina lento, con quello sguardo che percepisce in fretta tutto l’orizzonte e i baffi bianchi da vecchio signore del popolo. È arrivato a 86 anni con un grande vuoto nell’anima, un pezzo di isola caraibica che lui continua a sognare da lontano, con un grammo di nostalgia e una montagna di sensi di colpa. Cuba è una truffa, un cocktail sbagliato, che affoga la libertà in pessimo rum e in qualche succedaneo della Coca-Cola. Franqui non beve mai Cuba libre: «È una menzogna». Parla un italiano colto, lento, con un lieve accento ligure. «Era il ’63. Lascio Cuba con la mia famiglia. Pensavo di non tornare più a casa. Passo quasi un anno ad Albissola Marina, vicino a Genova. Mi sentivo in paradiso. Mi viene a trovare il mio amico Valerio Riva, con lui c’è Feltrinelli. Mi dicono: Fidel vuole scrivere il diario della Rivoluzione. Rispondo: e io che c’entro? Feltrinelli sorride e dice: devi scriverlo tu. Insomma, mi tocca fare il negro di Castro. L’accordo è: il 66 per cento a Fidel, il 33 a me. Torno a Cuba. Per fortuna quel libro non lo scriverò mai».
Franqui è il grande vecchio dei dissidenti cubani. L’uomo che più di tutti ha deluso il líder máximo. Era con Fidel sulla Sierra. Era il direttore della radio ribelle, il punto di riferimento dei giovani che sognavano una Cuba diversa, libera da Batista, dalla dittatura, dalle classe sociali rigide e dalla fame. È lui che dirige, dopo la conquista de L’Avana, il giornale della rivoluzione. È un intellettuale con contatti in tutto il mondo: Sartre, Picasso, García Márquez. Ma ben presto si accorge che la rivoluzione è una beffa. Fidel non è diverso da Batista, anzi la sua dittatura è ancora più totalitaria. Cominciano i massacri senza processo dei vecchi nemici e poi di tutti quelli che non sono d’accordo con il grande capo. La rivoluzione mangia i suoi figli. Franqui vede sparire i suoi amici, muore Camilo, il volto coraggioso della guerriglia, un’ombra troppo grande per Castro. Il Movimento 26 luglio, la resistenza cittadina, perde i suoi vertici. Huber Matos viene condannato a 20 anni di galera perché non condivide la svolta comunista. E anche Carlos capisce che è il momento di andare via. Scappa come un ladro un giorno del 1968. Non vedrà più Cuba. «Sono stato un uomo fortunato. Sono partito da un paesino dell’oriente cubano, tra galli, palme altissime, celibas gigantesche e riti santeri. Ho studiato e scritto libri. Ho una famiglia bellissima e sono invecchiato bene. Il mio dolore è che sono uno di quelli che ha distrutto la sua patria. Non me lo perdonerò mai».
Castro ormai è un ectoplasma. E dicono che Raùl sarà il Gorbaciov di Cuba.
«Fesserie. Raùl segue la lezione cinese. Semina qui e là qualche libertà economica per sopravvivere. Ora a Cuba si può possedere una casa, le auto, i telefonini, il computer. Peccato che nessuno abbia i soldi per acquistare tutte queste cose. Castro ha tolto il respiro a un popolo e a una terra. La Cuba di Fidel è un bosco di marabù, un arbusto con radici profondissime, quasi impossibili da sradicare. I contadini ci combattono senza speranza. Perfino gli animali fuggono da questi boschi».

Che tipo è Raùl Castro?
«È uno che ha studiato da sergente nelle caserme del vecchio regime. Sulla Sierra lo chiamavamo il casquito, recluta di Batista. Non è mai cambiato».
Perché lascio Cuba?
«Avevo fatto la rivoluzione per cambiare il mondo. Mi sono accorto di aver combattuto solo per soddisfare la megalomania di Castro. Nel ’63 volevo già andarmene. Fidel mi licenziò dal giornale. Ma la mia redazione era una grande famiglia. Scioperarono contro il dittatore e lui fu costretto a riprendermi».
Qual è l’ultima cosa che le ha detto Castro?
«Carlos sei un uomo fortunato. Sei un uomo libero, non schiavo come me del potere. So che sarai sempre fedele alla rivoluzione. Non deludermi. Qui puoi scrivere. Fare tutto quello che vuoi».
E lei?
«Il giorno dopo feci le valigie. Lui la prese male. Cancellò il mio volto da tutte le foto ufficiali. Nessuno osò più pronunciare il mio nome in sua presenza. Distrusse il museo di arte moderna che avevo fondato. Cancellò le mura della mia casa».
Lei andò via un anno dopo la morte di Che Guevara. Da quanto tempo non lo vedeva?
«L’ultima volta ci siamo visti a Parigi. Era il 1965. Il Che era ormai un uomo solo. In guerra con il mondo. Era già pronto per il suo ultimo azzardo in Bolivia. Castro lo lasciò andare con quattro ragazzotti, mentre a Cuba c’era il cuore dei rivoluzionari di professione. Voleva la sua morte. E l’ha avuta. Ernesto mi mandò a chiamare. Mi mise un braccio sulla spalla e sussurrò: “Con Fidel né divorzio né matrimonio”».
Un consiglio che non ha ascoltato?
«Non fanno per me le mezze misure. Il rivoluzionario Guevara, spietato e fanatico, è diventato un mito del consumismo, con il suo volto stampato sulle magliette. Una beffa».
Le manca Castro?
«Mi manca?».
Eravate amici.
«Castro ha avuto un solo amico: Fidel. L’unica cosa che gli auguro è di smettere di soffrire. Presto».
Tornerà mai a Cuba?
«Facciamo una scommessa. Tra un anno il regime cadrà. Ho 86 anni e non so quanto tempo mi resta da vivere. Ma io tra un anno tornerò a casa: vivo o morto».

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TRANSEUROPA. UN CONTINENTE IN PRIMA PAGINA

Pubblicato da peppecaridi su 6, Luglio, 2008

TRANSEUROPA. UN CONTINENTE IN PRIMA PAGINA


[05 lug 08]

Emergenza energetica, petrolio alle stelle, carovita, inflazione. La Banca centrale europea alza i tassi dello 0,25 per cento che toccano il 4,25 per cento, il punto più alto da sei anni. Le questioni si intrecciano fra notizie, commenti, analisi e soprattutto dossier sulla questione energetica che è sempre più al centro degli incontri internazionali. Di questo si era parlato nel recente vertice Ue-Russia in Siberia, e sulla definizione di una politica energetica comune europea si misura (tra le altre cose) il semestre di presidenza francese.

La dipendenza energetica italiana.
Ci pare opportuno, questa settimana, partire dall’Italia, facendo uno strappo alla regola di questa rubrica che riporta articoli e commenti ripresi dalla stampa straniera. Ma lo stato delle cose italiane ci sembra un buon punto di partenza per affrontare la più complessa situazione energetica europea. Nel nostro Paese si dibatte sulla utilità di riaprire una stagione nucleare abortita dal voto referendario alla fine degli anni Ottanta e il nuovo governo sembra intenzionato a porre questo tema fra le priorità della sua azione. Nessuno meglio di Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni, è in grado di fornire il quadro della situazione italiana: lo fa in questa intervista di Mario Calabresi su Repubblica.

La Merkel vuol rinunciare alla rinuncia al nucleare.
Nucleare in primo piano anche in Germania. A Berlino, il precedente governo rosso-verde aveva deciso di interrompere la produzione di energia dalle centrali nucleari nel 2020. Erano gli anni del petrolio a poche decine di dollari e il grande impulso che l’industria tecnologica del Paese ha dato alle energie alternative sembrava poter compensare la produzione nucleare. Senoché l’esplosione dei prezzi petroliferi e le preoccupazioni per le emissioni di gas stanno lentamente modificando il pensiero dell’opinione pubblica. E così, secondo la Zeit, la cancelliera ha deciso di portare nella prossima campagna elettorale il tema della rinuncia alla rinuncia del nucleare. Obiettivo: contenere i costi energetici e continuare a privilegiare una produzione che (scorie a parte) ritiene meno inquinante. E ovviamente mettere in difficoltà su questo punto i socialdemocratici, che alla fuoriuscita dal nucleare non vogliono rinunciare. Sempre dalla stampa tedesca due dossier speciali sulla crisi energetica: dallo Spiegel e ancora dalla Zeit. E dal settimanale economico Wirtschafts Woche le conseguenze per il settore automobilistico: diventerà sempre più conveniente l’auto elettrica. Anche perché, come dice il presidente di Gazprom sempre allo Spiegel, aumenti massicci si prevedono a breve anche per il gas.

E Sarkozy e Brown lanciano nuovi impianti.
E se in Francia Nicolas Sarkozy annuncia concretamente la costruzione di un secondo reattore nucleare della terza generazione EPR (Le Monde), dalle pagine dello scozzese The Scotsman il premier Gordon Brown affronta la questione dicendo che ci vorrebbero almeno mille nuovi impianti nucleari nel mondo, suscitando la ferma opposizione dei verdi. Un corsivo del Financial Times solleva però una questione politica, accusando i leader di non voler dire la verità ai propri cittadini: e cioè che l’unica soluzione realistica è convincersi che bisogna risparmiare energia. Una posizione condivisa dalla tedesca Zeit: chi risparmia vince.

Economia, la Germania cresce, la Spagna affronta la sua prima crisi.
L’economia europea non conosce tuttavia situazioni omogenee. E si può registrare una finale di clacio a ruoli invertiti. A un estremo c’è la Germania, i cui fondamentali vanno a gonfie vele e la Grosse Koalition lascerà in eredità un bilancio pubblico di cui essere orgogliosi: in più il comparto industriale tira e la disoccupazione cala continuamente tanto da essere tornata ai livelli del 1992 (ma dallo Spiegel, in inglese, riportiamo le preoccupazioni per i mesi futuri). Dall’altro c’è la Spagna, che sull’onda della crisi dei mutui sta incontrando la sua prima crisi economica dopo anni di ininterrotta crescita. L’Economist ci racconta come i cittadini se ne stiano accorgendo mentre il governo continua a sottovalutare il problema. El Mundo riporta i timori dei lavoratori. Però intanto la nazione in festa si gode meritatamente la coppa europea di calcio: ecco gli speciali di Marca ed El Pais.

Il partito di Erdogan in tribunale.
In Turchia giorni movimentati per l’Akp, il partito del premier Erdogan e del capo di Stato Gul. Il tribunale sta valutando se vi siano gli estremi per metterlo al bando con l’accusa di voler imporre nel Paese la sharia. Ne parlano diffusamente la Bbc e Today’s Zaman che riporta i verbali di difesa del partito. Mentre lo Spiegel riporta indiscrezioni dei media turchi che parlano di un putch sventato contro Erdogan.

Un caso ad Amburgo riapre le polemiche su etica e morte.
Si apre in Germania un caso apparentemente simile a quello vissuto in Italia con Welby. Un ex senatore locale di Amburgo, Roger Kusch, ha aiutato una anziana signora di settantanove anni a morire fornendole una dose letale di cocktail antimalarico e riprendendo tutto con un video. Il caso però è parecchio diverso. Perché la signora in questione, Bettina Schardt, non era per nulla malata. Semplicemente non aveva alcuna voglia di finire i suoi giorni in un pensionato per anziani. L’accusa è di assistenza al suicidio. Kusch ha rilanciato dichiarandosi disponibile ad assistere altre persone che volessero togliersi la vita. Il dibattito che si è scatenato riguarda il diritto o meno a decidere quando morire. Intanto la cancelliera ha preso posizione contro qualsiasi azione di suicidio assistito. Da International Herald Tribune, Cicero, Süddeutsche Zeitung, Spiegel.

Viaggi: birra a Praga, sole in Puglia.
Per i viaggi, gioco incrociato fra nord e sud. Vi mandiamo a Praga per assaggiare le migliori birre d’Europa con il reportage in italiano di CafféBabel. E vi spediamo in Puglia a godere sole, mare e arte con i consigli in tedesco della Süddeutsche Zeitung. Se invece volete soltanto divertirvi, secondo la Bbc potete scegliere sulla cartina un qualsiasi punto della Danimarca. Stando allo studio americano non correte davvero il rischio di annoiarvi.

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Ascea, nel Cilento, combatte così l’obesità: le calorie sotto controllo nei menu

Pubblicato da peppecaridi su 6, Luglio, 2008

SALUTE A TAVOLA – http://lacittadisalerno.repubblica.it/
Il sindaco di Ascea:
“Calorie sotto controllo nei menu”
Rizzo: “Così potremo combattere l’obesità che sta diventando un fenomeno sempre più diffuso e portatore negli anni di numerose patologie”

Indicare nei menu le calorie di ogni piatto per tutelare la salute del consumatore: con questi obiettivi il sindaco di Ascea, Mario Rizzo, medico, ha emanato ieri un’ordinanza – la prima in Italia ed in Europa con queste caratteristiche – con la quale ha obbligato, nel territorio comunale, i ristoratori a redigere e proporre ai clienti, un menu giornaliero, in cui per ogni piatto sia indicata la quantità di calorie. Ascea come New York, dunque, dove qualche mese fa era stata adottata, per iniziativa dell’assessore alla Sanità Thomas Frieden, una iniziativa analoga poi impugnata dalla Corte federale; ma con il risultato che importanti catene ristorative come Starbucks e Subway si erano nel frattempo adeguate alla norma.
La presa di posizione del sindaco di Ascea rientra in un più ampio progetto di educazione alimentare mirata a promuovere la sana alimentazione e dunque il consumo di olio extravergine di oliva, pesce azzurro, ortaggi, legumi del Cilento e verdure, le cui linee saranno presentate nella Borsa Verde 2008, che si terrà a Vallo della Lucania dal 24 al 26 ottobre.
Per l’assessore provinciale alla pesca, Carmine Cennamo è encomiabile il progetto del sindaco ed auspica che, soprattutto sui ristoranti di mare, l’iniziativa venga seguita anche da altri primi cittadini. «E’ necessario puntare a diffondere una dieta fatta di pesce azzurro, che ancora non risente del depauperamento degli stock ittici e che soprattutto ancora si trova a prezzi accessibili; ed inoltre, il consumo di pesce azzurro è davvero la prima soluzione per una sana e corretta nutrizione», aggiunge Cennamo.
«Con questa ordinanza, la prima in Italia e nell’Ue – spiega il sindaco Rizzo – voglio riaffermare il diritto alla salute pubblica insieme con la tutela dell’economia del territorio; il rischio obesità è davvero molto rilevante, se si considera che la Campania, nonostante la diffusione della dieta mediterranea, sarebbe oggi al primo posto tra le regioni italiane per percentuale di ragazzi obesi».
Anche perché, si legge nell’ordinanza, «secondo i dati della Commissione europea, diffusi in occasione della giornata mondiale dell’alimentazione, le malattie collegate direttamente all’obesità sono responsabili di ben il 7% dei costi sanitari dell’Ue, essendo l’aumento di peso un importante fattore di rischio per molte malattie come diabete, ipertensione, infarto, cancro». Rizzo ricorda che «secondo la società italiana dell’obesità, il trend attuale porterà nel 2025 l’obesità infantile al 12,2% (+205%)». Tutti a tavola, dunque, con l’occhio e la mente al menu, dunque.

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ERUZIONE SULLA NEVE, IN PATAGONIA ERUTTA IL LLAIMA

Pubblicato da peppecaridi su 6, Luglio, 2008

Eruzione sulla neve

immagine genericaLingue infuocate che rigano la candida neve della vetta del Vulcano Llaima. Ecco l’incredibile panorama a cui si è potuto assistere, nei giorni scorsi, nelle Patagonia cilena, il celebre vulcano di 3.125 metri è tornato a dare spettacolo con una nuova eruzione.

L’ultima esplosione del Llaima, con cenere e lapilli, risale al primo gennaio. In quella occasione fu necessario evacuare i paesini e i villaggi circostanti, nonchè i turisti che risiedevano al Conguillio National Park.

Ora, il vulcano si è risvegliato. E ha dato luogo ad una suggestiva esibizione che lascia senza fiato. Ma i pericoli derivanti da questa eruzione sono molteplici, e principalmente legati alla paura che lo scioglimento della neve possa provocare smottamenti e allagamenti nei paesi e nelle valli circostanti.

Emanuela Brindisi

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