LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Archivio per 29 Giugno 2008

SPAGNA CAMPIONE D’EUROPA, L’ULTIMA “SODDISFAZIONE” DI DONADONI

Pubblicato da peppecaridi su 29, Giugno, 2008

http://www.gazzetta.it/Fotogallery/Tagliate/2008/06_Giugno/29/fina/30.JPG21 giugno 1964: si gioca al Santiago Bernabeu la finale dell’Europeo organizzato in Spagna, tra la stessa Spagna padrone di casa e l’URSS. La partita sembra voler finire 1-1 ma mentre si sta per prospettare la realtà dei tempi supplementari, a pochi minuti dal novantesimo arriva la rete di Marcelino che regala il primo trofeo internazionale della storia alla nazionale di calcio Spagnola: l’Europeo.

Oggi, dopo altri 44 anni senza vittorie, la Spagna vince gli Europei 2008, quelli di Svizzera e Austria, battendo per 1-0 la Germania in finale: sale così a 2 l’albo d’oro della Spagna per quanto riguarda i Campionati Europei, e questo fantastico gruppo giovane e tecnicamente da brividi adesso ha una seria ipoteca di super-favorito per i Campionati del Mondo del Sud Africa (2010), anche perchè in Spagna c’è tanta fame di vittorie e non è mai arrivato un trionfo mondiale.

Le “furie rosse” hanno assolutamente meritato questo titolo perchè hanno espresso il miglior calcio del torneo dalla prima all’ultima partita, vincendo e segnando con tutti tranne che con l’Italia campione del mondo, unica squadra in grado di trascinare i neo campioni d’Europa fino ai calci di rigore.

http://www.gazzetta.it/Fotogallery/Tagliate/2008/06_Giugno/29/post/25.JPGEd è questa l’ultima soddisfazione di Roberto Donadoni, ormai ex ct azzurro: la vittoria e lo strapotere Spagnolo dà all’Italia un primato che non è da poco, e cioè il fatto di esser stati gli unici ad affrontare il team di Aragonès senza perdere e senza prendere goal in 120 minuti.

Aggiungerei, senza neanche rischiare mai o senza neanche farli entrare nella nostra area di rigore.

E, aggiungerei ancora, che tutto questo è vvenuto nonostante quella sera avessimo una formazione ampiamente rimaneggiata: senza Cannavaro, Pirlo e Gattuso: tre titolari fondamentali.

Donadoni esce così ancor più a testa alta e i successi della Spagna dimostrano che a volte bisogna anche saper perdere e riconoscere i meriti degli avversari, che non per forza dipendono da demeriti dei propri beneamini.

L’Italia ha costretto la Spagna allo 0-0 dopo 120 minuti, è stata inoltre in quella partita la formazione che ha avuto le due occasioni da rete più nette e clamorose dell’incontro (gli Spagnoli sono stati pericolosi solo con i tiri da fuori), nonostante il predominio territoriale e di possesso palla degli avversari Iberici.

Ma siamo stati gli unici a non fargli esprimere il loro gioco, a bloccarli e aggredirli, a saperci difendere contro quella corazzata mostruosa.

http://www.gazzetta.it/Fotogallery/Tagliate/2008/06_Giugno/29/post/11.JPGIker Casillas, portiere e capitano della Spagna campione d’Europa, ha commentato il cammino della sua squadra fino alla vittoria finale di ieri sera all’Ernst Happel Stadium di Vienna.

Senza dubbio il match con l’Italia è stato il più duro, ma soprattutto il più emozionante. Noi poi siamo arrivati in finale e alla fine è arrivata la vittoria, dopo 44 anni. Ci renderemo però conto solo dopo qualche giorno di tutto questo. Siamo stati una squadra solida - ha detto il giocatore ai microfoni di Rai Sport - avremmo meritato anche il secondo gol, nonostante fossimo inferiori a livello fisico, abbiamo giocato un buon calcio. Non so se ora si aprirà un ciclo, sicuramente è una vittoria molto importante. Portare a casa la coppa è un traguardo molto importante. Vedremo ora cosa succederà nel cammino per i Mondiali del 2010″

Fossimo in un Paese un pò più maturo ed equilibrato, ci saremmo tenuti stretti Roberto Donadoni, un allenatore che ha sbagliato qualcosa all’inizio ma che ha avuto l’umiltà e la modestia di correggere subito gli errori e di rimediare in corsa. Uno dei CT più sfortunati di sempre della Nazionale, che ha però saputo fare di necessità virtù ed è uscito a testa alta dall’Europeo, con gran dignità.

http://www.gazzetta.it/Fotogallery/Tagliate/2008/06_Giugno/29/post/14.JPGAvremmo potuto goderci le magìe di Fernando Torres, Sergio Ramos, Iker Casillas, Xavi Hernandez, Xavi Alonso, Iniesta, Daniel Guiza, Marcos Senna, Silva e tutti gli altri protagonisti spagnoli con passione calcistica e riconoscenza del merito.

Invece siamo qui a rammaricarci per l’aver “perso” un Europeo che non si capisce dov’era scritto “doveva essere nostro”, come se dovessimo vincere sempre (la Spagna erano 44 anni che non vinceva!! E non ha mai vinto un mondiale!! Noi ne abbiamo vinti quattro, di cui l’ultimo appena due anni fa!!) e come se la colpa di tutto ciò (?) fosse di quell’uomo: quell’unico ct che è riuscito (nonostante le pesantissime squalifiche e i gravi infortuni) a bloccare i campioni d’Europa Spagnoli, che hanno annientato tutte le altre squadre che hanno affrontato in quest’Europeo.

Tutte, tranne l’Italia di Donadoni.

( foto http://www.gazzetta.it )

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Aegyptiaca: dal Nilo allo Stretto, da Mantova a Reggio Calabria dal 29 giugno al 28 settembre, una selezione della collezione egizia Acerbi

Pubblicato da peppecaridi su 29, Giugno, 2008

Image Hosted by ImageShack.usE’ davvero suggestiva la mostra ”Aegyptiaca: dal Nilo allo Stretto” inaugurata questa sera che, sino al 28 settembre, arricchira’ le sale del terzo piano del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, le stesse che sino a poco tempo fa ospitavano alcune opere che adesso di trovano all’interno della pinacoteca comunale. Si tratta di una selezione accurata, proveniente dalla collezione egizia Acerbi del Museo Civico di Palazzo Te di Mantova. La decisione di ospitare a Reggio la pregiata raccolta infatti, e’ frutto dell’accordo tra le due Amministrazioni comunali, Reggio e Mantova, di un percorso costruito nell’ambito di scambi culturali che, all’insegna della capacita’ di dialogo, hanno portato a Mantova alcuni preziosi reperti provenienti dal Museo di Reggio per l’esposizione ”La forza del bello’ e, appunto, nella nostra citta’ parte della collezione Acerbi. Alla cerimonia di inaugurazione della mostra, oltre al Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti, all’assessore ai grandi eventi Antonella Freno, ed al consigliere comunale Nino Zimbalatti, c’erano la Soprintendente per i Beni Archeologici della Calabria, Caterina Greco il vicesindaco di Mantova Paolo Gianolio ed il Presidente del Centro Palazzo Te, sempre di Mantova, Enrico Voceri.

Image Hosted by ImageShack.usChi era Acerbi e la sua collezione: Giuseppe Acerbi nacque a Castelgoffredo, poco lontano da Mantova, il 3 maggio del 1773. Laureato in legge, amante della geografia, della storia naturale e dei viaggi, si spinse a soli venticinque anni fino alla Lapponia e al Capo Nord, redigendo una completa relazione dell’impresa. Di mentalita’ progressista, venne apprezzato dallo stesso Napoleone che gli affido’ la carica di Addetto alla Legazione della Repubblica Italiana. Fu costretto tuttavia ad allontanarsi presto dalla Francia, a causa di alcune lamentele del governo svedese, indignato per certi suoi taglienti giudizi, contenuti nella famosa relazione. Si trasferi’ quindi a Vienna, dove venne nominato nel 1815 Console Generale d’Austria a Lisbona. Non avendo mai di fatto esercitato questo incarico, si stabili’ a Milano dove fondo’ la nota rivista Biblioteca Italiana; i suoi scritti vennero presto tacciati di conformismo da parte dei redattori del Conciliatore, che, opponendosi all’ispirazione neoclassica del foglio da lui diretto, accusarono il diplomatico di guardare con troppo favore all’Austria. Al contrario, oggi si puo’ affermare che egli mantenne sempre uno spirito libero: il nipote Giovanni, futuro generale garibaldino, venne da lui educato secondo questi principi.
Image Hosted by ImageShack.usLa sua attivita’ di egittologo inizia nel 1826, quando, dopo aver ottenuto la carica di Console Generale d’Austria in Egitto, si trasferisce ad Alessandria. L’Acerbi subisce immediatamente il fascino dell’antichissima civilta’ dei faraoni e percorre il paese a piu’ riprese, completando meticolosi taccuini di viaggio e raccogliendo numerosi manufatti di un certo valore. Questa opera di ricerca continua fino al 1834, quando una malattia agli occhi lo costringe a ritornare in Italia, dove muore nel 1846. La collezione mantovana e’ solo una delle numerose raccolte che il letterato esploratore dono’ a vari musei e istituzioni della penisola. Mantova possedeva gia’, alla fine del Settecento, due statue egizie: Acerbi aggiunse a questo piccolo patrimonio ben quattrocento pezzi, regalati alla citta’ nel 1840.
Questi, in breve, gli esemplari piu’ notevoli della collezione. Nella statuaria occorre ricordare almeno la sfinge acefala, il gatto bronzeo forgiato ai tempi della XXVI dinastia, la testa regale appartenente al medesimo periodo e, soprattutto, la magnifica immagine di una dea (riprodotta nella fotografia). Quest’ultima, forse opera di un artefice della XX dinastia, rivela un perfetto equilibrio tra il blocco della testa, mosso dalla capigliatura incisa con finezza, e il busto aggraziato che sembra leggermente torcersi su se stesso. Proseguendo, incontriamo diverse statuette in bronzo che raffigurano varie divinita’, in special modo Osiride; nel gruppo, rintracciamo anche un curioso esemplare in gesso di epoca romana con le fattezze del
Image Hosted by ImageShack.usdio Bes, una specie di satiro di origine fenicia. Gli oggetti di un corredo funebre possono poi suscitare la curiosita’ del turista e dello studioso: accanto al dio Anubi, sotto forma di cane del deserto, si radunano molti piccoli falchi, animali legati al culto sovrano del dio Sole. Sempre nella prospettiva del rito funerario, la collezione annovera numerose statuette shuebte, posate nella tomba per servire e aiutare il morto nelle incombenze quotidiane. I vasi canopici con testa di animale o di uomo contenevano invece le viscere tolte al cadavere, secondo un preciso schema di ripartizione sacra. Infine, notiamo la presenza di alcuni vasi in terracotta, in alabastro e in bronzo. Numerosissimi gli amuleti e i sigilli, e interessanti alcuni esempi d’arte ellenistica: una testa femminile, una stele recante invocazioni magiche, un cinghialino in terracotta azzurra e nera.
Da: http://www.giovannipasetti.it/scrigno/dea.htm

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GuadagnoRisparmiando ti regla un MacBook Air

Pubblicato da peppecaridi su 29, Giugno, 2008

http://www.guadagnorisparmiando.com/wp-content/uploads/2008/06/mbasplashtiregala.jpg

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LA MIGLIORE STAZIONE METEO DEL MONDO …

Pubblicato da peppecaridi su 29, Giugno, 2008

Con questa è impossibile sbagliare.

http://www.meteoweb.it/images/Weatherman.jpg

:)

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PECHINO 2008: FNSI, IL DIRITTO DI CRONACA NON E’ IN VENDITA

Pubblicato da peppecaridi su 29, Giugno, 2008

http://www.meteoweb.it/images/giornalismoiornale1.jpg(AGI) – Roma, 28 giu. – Il diritto di cronaca “non si compra ne’ si acquista“.

E’ quanto Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, ribadira’ giovedi’ 3 luglio in occasione del convegno “Meno 30 a Pechino.

La missione dei giornalisti ai Giochi olimpici”, in programma nella sala Tobagi. “Campionato europeo di calcio o reality? E forme di censura strisciante avanzano? Le domande sono d’obbligo – lamenta Siddi nell’intervento, anticipato nella sua sintesi dalla Federazione – dopo che nel circuito internazionale non sono mai arrivate immagini di ‘contorno’ diverse dallo spettacolo calcistico che avrebbero fatto vedere anche qualcosa che si desiderava non accadesse: l’irruzione in campo, a Basilea, di un dimostrante pro-Tibet nel secondo tempo della semifinale Germania-Turchia; il balzo nel terreno di gioco di un tifoso e fumogeni durante Austria-Croazia, a Vienna”.

“Solo chi era allo stadio – nota il segretario generale – o chi era collegato alla tv svizzero-tedesca, presente con una propria regia indipendente, ha potuto vedere e sapere. Perche’? Il motivo e’ forse nel fatto che quest’anno le immagini trasmesse in diretta sul circuito internazionale sono in mano all’Uefa, l’ente calcistico organizzatore?

Brutti segni, brutti tempi, se anche nello sport si tende a cancellare cio’ che non si desidera, a negare la rappresentazione della realta’ perche’ il reality resti intatto, secondo desideri.

Si espropria lo spettatore del diritto di assistere al vero per costringerlo, come nel Truman show, in una bolla, facendogli credere che solo cio’ che gli e’ dato di vedere, accade e il resto non esiste”. “Gli episodi denunciati da alcuni giornalisti e dalle televisioni svizzera e austriaca – conclude Siddi – inquietano per il nuovo senso comune che, artificialmente, si puo’ creare quando l’informazione e’ eterodiretta da interessi estranei al diritto prioritario del cittadino spettatore e utente alla completa e informazione.

Alla vigilia delle Olimpiadi in Cina, su cui molti voci si levano perche’ siano rimosse le censure a Internet e perche’ sia garantito ai giornalisti l’accesso alle fonti e a libero movimento, e’ importante segnalare gli episodi del circo calcistico per far valere da subito alte misure di attenzione, anche in considerazione della portata che assumera’ il nuovo grande evento mondiale per il rispetto o meno dei diritti umani.

A giornalisti ancora una volta e’ chiesto di essere testimoni e di resistere a pressioni e tentazioni di vario genere per assicurare un’informazione puntale e di qualita’.

La credibilita’ dell’informazione vale piu’ di qualche pallone milionario e di un altrettanti milionari affari di diritti televisivi”.

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GIORNALISMO: l’Albo sostituisce la laurea e i contratti di lavoro saranno a termine anche per l’ordinaria attività. Dura protesta della Fnsi

Pubblicato da peppecaridi su 29, Giugno, 2008

Giornalisti e Uffici
Stampa della P.A.,
Art. 46 del dl 112/2008:
“Si prescinde dal requisito
della laurea per attività
che debbano essere svolte
da professionisti
iscritti in Ordini o Albi”.
Conta il curriculum.

di Franco Abruzzo

http://www.meteoweb.it/images/giornalismoiornale.jpgMilano, 26 giugno 2008. Schiarita per la presenza dei giornalisti negli uffici stampa della P.A:: non c’è bisogno obbligatoriamente della laurea specialistica o quadriennale per farne parte. L’articolo 46 del dl 112/2008 (“decreto legge Tremonti”, entrato ieri in  vigore) afferma testualmente: “Si prescinde dal requisito della comprovata specializzazione universitaria in caso di stipulazione di contratti d’opera per attività che debbano essere svolte da professionisti iscritti in Ordini o albi o con soggetti che operino nel campo dell’arte, dello spettacolo o dei mestieri artigianali, ferma restando la necessità di accertare la maturata esperienza nel settore”. In sostanza conta il curriculum, che dà la misura della “maturata esperienza” del giornalista candidato a lavorare in un ufficio stampa pubblico. In sostanza il Consiglio dei ministri ha fatto proprio il parere del Dipartimento della Funzione pubblica (Pres. Cons. Min. Circ. n. 2/2008 – GU n. 143 del 20.6.2008) e quello della Corte dei Conti della Lombardia (“Partendo dal dato letterale, è opportuno, innanzitutto, osservare che la norma parla di “particolare e comprovata specializzazione universitaria”. Ebbene, non vi è nessun espresso preciso riferimento testuale alla laurea o ad altro specifico diploma accademico.Il che induce a ritenere che ciò che rilevi per il legislatore sia piuttosto, ed essenzialmente, il possesso, da parte del destinatario dell’incarico, di conoscenze specialistiche di livello equiparabile a quello che si otterrebbe con un percorso formativo di tipo universitario”).

Nel frattempo era accaduto che due giornalisti professionisti lombardi non hanno ottenuto il rinnovo del contratto di collaborazione da altrettante amministrazioni comunali comasche  in virtù di una interpretazione rigida dell’articolo 7 (comma 6) del Dlgs n. 165/2001 (già dlgs n. 29/1993) così come modificato dalla legge 24 dicembre 2007 n. 244 (Finanziaria per il 2008): “Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche – dice il comma 6 – possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione universitaria”.

Ha scritto il ministro della Funzione Pubblica nella circolare 2/2008: “Si ritiene, inoltre, opportuno richiamare l’attenzione su alcune disposizioni specifiche tra cui l’articolo 9 della legge 150/2000, relativo ai specifici requisiti previsti per gli addetti stampa”. L’articolo 9 della legge 150/200 afferma che gli uffici stampa sono costituiti da personale iscritto all’albo nazionale dei giornalisti anche “estraneo alla pubblica amministrazione in possesso dei titoli individuati dal regolamento di cui all’articolo 5, utilizzato con le modalità di cui all’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993 n. 29 (oggi dlgs 165/2001)”. Il regolamento è il dpr n. 422/2001, il quale prevede giornalisti laureati come responsabili degli Uffici stampa pubblici e  giornalisti anche non laureati quali redattori degli stessi Uffici stampa. Ora l’articolo 46 del “decreto Tremonti” ha fatto chiarezza in maniera nitida, senza possibilità di equivoci. Ed ecco qui sotto il testo dell’articolo 46:

Dl 112/2008. Art. 46. (Disciplina di riduzione delle collaborazioni e consulenze nella pubblica amministrazione)

1. Il comma 6 dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dal decreto legge 4 luglio 2006, n. 233, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e da ultimo dall’articolo 3, comma 76, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è così sostituito: “6. Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione universitaria, in presenza dei seguenti presupposti di legittimità:

a) l’oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall’ordinamento all’amministrazione conferente, ad obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell’amministrazione conferente;

b) l’amministrazione deve avere preliminarmente accertato l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno;

c) la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata;

d) devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione.

Si prescinde dal requisito della comprovata specializzazione universitaria in caso di stipulazione di contratti d’opera per attività che debbano essere svolte da professionisti iscritti in Ordini o albi o con soggetti che operino nel campo dell’arte, dello spettacolo o dei mestieri artigianali, ferma restando la necessità di accertare la maturata esperienza nel settore.

Il ricorso a contratti di collaborazione coordinata e continuativa per lo svolgimento di funzioni ordinarie o l’utilizzo dei collaboratori come lavoratori subordinati è causa di responsabilità amministrativa per il dirigente che ha stipulato i contratti. Il secondo periodo dell’articolo 1, comma 9, del decreto legge 12 luglio 2004, n. 168 è abrogato.”

2. L’articolo 3, comma 55, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 è così sostituito: “Gli enti locali possono stipulare contratti di collaborazione autonoma, indipendentemente dall’oggetto della prestazione, solo con riferimento alle attività istituzionali stabilite dalla legge o previste nel programma approvato dal Consiglio ai sensi dell’articolo 42, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267”.

3. L’articolo 3, comma 56, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 è così sostituito: “Con il regolamento di cui all’articolo 89 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono fissati, in conformità a quanto stabilito dalle disposizioni vigenti, i limiti, i criteri e le modalità per l’affidamento di incarichi di collaborazione autonoma, che si applicano a tutte le tipologie di prestazioni. La violazione delle disposizioni regolamentari richiamate costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale. Il limite massimo della spesa annua per incarichi di collaborazione è fissato nel bilancio preventivo”.

Art. 21 del dl 112/08:
contratti di lavoro a termine “anche se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro”.
Norma in contrasto con direttiva  Ue.
Deciso no della Fnsi.

Roma, 26 giugno 2008.  «La Fnsi esprime un giudizio negativo sul decreto legge n. 112 del 25 giugno, pubblicato oggi sulla GazzettaUfficiale, che all’articolo 21 regola le “Modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato” e manifesta forti preoccupazioni sull’introduzione della possibilità di stipularequesto tipo di contratti senza specifiche necessità industriali ma riferendoli anche alla ordinaria attività del datore di lavoro». È quanto si legge in una nota diffusa dalla Federazione nazionale della stampa. «Questo decreto – che non tiene in conto la dignità   del lavoro e il diritto alla stabilità – anziché risolvere i problemi del precariato aumenta e allarga le condizioni del lavoronon stabile, accentuando le contraddizioni di un mercato del lavoro che non sarà reso più flessibile ma – se possibile – ancora più   precar io», si legge nella nota. La Fnsi giudica «grave la scelta   del governo di impiegare lo strumento del decreto legge per modificare la legge 247 del 2007 che regola una materia sensibile quale quella del lavoro a tempo determinato. E, peraltro, questo decreto appare suscettibile di contrasto con la direttiva europea numero 70 del 1999 che permette il ricorso al lavoro a tempo determinato solo in presenza di ragioni oggettive, non riconducibili ad attività ordinaria. La Fnsi chiede pertanto al governo di ripristinare il metodo del dialogo con le parti sociali». (Adnkronos)

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