LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Archivio per 17 Giugno 2008

E I MIRACOLI A VOLTE SI REALIZZANO: GRANDE ITALIA

Pubblicato da peppecaridi su 17, Giugno, 2008

Aveva ragione Buffon: “Ci ringrazierete”. E li ringraziamo. Li ringraiamo per le magiche emozioni che continuano a farci vivere con tanto cuore, tanta classe, tanta grinta e una qualità eccelsa.

Un’Italia perfetta ha battuto la Francia con un meraviglioso 2-0 che è però bugiardo rispetto a un dominio territorale, fisico, atletico e tattico: sarebbe potuta finire 6-0.

E adesso gli azzurri volano ai quarti: domenica si gioca contro la Spagna di David Villa e Fernando Torres, un’altra rivale temibilissima come se non fossero bastate le tre avversarie del girone di ferro. Ma stavolta è dentro/fuori, un pò come stasera, un pò come sempre quando vinciamo perchè ci piace soffrire per trionfare.

All’inizio di quest’Europeo era tutto troppo bello, troppo roseo per continuare a vincere come al mondiale di due anni fa. Serviva qualcosa, una polemica, una difficoltà un bastone tra le ruote: altrimenti che Italia saremmo ?

E così è stato. Tutti giù in critiche contro Donadoni che però ha saputo rimediare con grande dignità agli errori commessi ed è principalmente suo il merito se ha rialzato l’Europeo da solo, contro tutto e tutti, insieme ai giocatori che hanno sempre creduto in lui. E che finalmente viene premiato anche da un risultato dopo la splendida prova contro la Romania, e il secondo tempo, volenteroso ma sfortunato, contro gli Olandesi.

Ma ancora non è finita: il percorso fino a Vienna è lungo e impervio, non c’è tempo per godere della gioia di questa meravigliosa serata perchè c’è subito la Spagna e non solo: eventualmente arrivassimo in semifinale potremmo vedercela nuovamente con l’Olanda di Van Basten: quell’Olanda che s’è comportata bene, pur giocando con tutte le riserve, battendo 2-0 la Romania facendo il proprio dovere, lasciando a Svezia e Danimarca (Euro 2004) il disonore e la vergogna per un biscotto che ci cacciò fuori da quell’Europeo senza che avessimo perso una partita.

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Buzzanca ce la fa: Messina ritrova un Sindaco, e spera che duri tutta la legislatura

Pubblicato da peppecaridi su 17, Giugno, 2008

di Peppe Caridi

E’ Giuseppe Buzzanca il “nuovo” Sindaco di Messina. Lo spoglio non è ancora ufficialmente completato, ma mancano poche sezioni e il candidato del centrodestra supera il 51% che gli garantisce l’elezione al primo turno senza ricorso al ballottaggio. Così Messina ritrova un Sindaco dopo che nello scorso autunno il comune era stato commissariato e affidato a Sinatra.

Genovese, candidato del Pd, si ferma al 38% dei consensi e costringe la sinistra ad abbandonare l’ultima speranza che aveva per la Sicilia: dopo il tonfo in tutte le otto province in cui si votava e nei Comuni di Catania e Siracusa, la possibilità del ballottaggio a Messina era l’unico arpiglio per mettere una toppa alla batosta ricevuta dal centrodestra: ma anche Messina ha confermato il trend Regionale di grande fiducia nei confronti della coalizione attualmente al governo, guidata da Silvio Berlusconi.

E’ stata una notte di passione, tiratissima, che ha lasciato tutti con il fiato sospeso. Le operazioni di spoglio sono andate avanti con molta lentezza, e addirittura ad un certo punto sembrava scontato il ballottaggio perchè alcune voci davano Buzzanca al 49%: invece il candidato del Pdl, esponente di Alleanza Nazionale, ce l’ha fatta: Messina ritrova così un Sindaco dopo gli ultimi tribolati anni in cui si sono susseguiti due commissariamenti.

Buzzanca era già stato eletto Sindaco di Messina il 25 maggio 2003 con il 54% dei consensi, ma era decaduto per una condanna per peculato d’uso dopo pochi mesi, nel novembre dello stesso anno.

 Per l’accusa, Buzzanca all’epoca in cui era presidente della provincia, nel 1995, dieci anni prima, utilizzò l’autoblù per cominciare il suo viaggio di nozze, viaggiando con la moglie da Messina a Bari da dove poi si sarebbero imbarcati per la crociera da sposini.

La città ha dovuto subire il lungo commissariamento di Bruno Sbordone che, vivendo a Pordenone, ha seguito le vicende della città a fasi alterne, venendo nello Stretto soltanto un paio di giorni alla settimana.

Nel dicembre 2005 ci sono state le ennesime elezioni comunali: al primo turno Luigi Ragno, candidato del centrodestra, sembrava prevalere su Francantonio Genovese, candidato del centrosinistra, anche se di pochissimo: 45,95 a 45,76 grazie ad un voto disgiunto ( Genovese prese il 45,76% di voti ma le liste che lo appoggiavano si fermarono a 37,65% così come Ragno si bloccò al 45,95% nonostante le liste della Casa delle Libertà arrivarono al 55,61%): nel ballottaggio vinse Genovese con il 54% dei voti, e così un sindaco di centrosinistra andrò a governare un consiglio comunale in cui la maggioranza era ampiamente di centrodestra.

Nell’ottobre 2007, però, dopo meno di due anni dall’insediamento di Genovese a Palazzo Zanca, ecco un nuovo colpo di scena: il Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Sicilia annulla le comunali del 2005 accogliendo il ricorso del candidato a sindaco Antonio Di Trapani e della lista del Nuovo Psi di Gianni De Michelis esclusi dalla competizione elettorale.

 E adesso, dopo altri mesi di commissariamento da parte di Gaspare Sinatra caratterizzati dall’emergenza rifiuti, Messina ritrova un Sindaco e sceglie nuovamente Buzzanca, con l’auspicio e la speranza che però stavolta duri tutta la legislatura.

Oltre ai proclami da campagna elettorale, Buzzanca dovrà subito vedersela con alcune emergenze come quella della Feluca, l’azienda che cura la Rete Civica di Messina, i cui dipendenti non ricevono lo stipendio da quasi quattro mesi (Sito internet del Comune di Messina: dipendenti non pagati dal 1° marzo) e quella relativa al Messina Calcio, che rischia di fallire se non aiutato e supportato dal Comune.

Buzzanca comunque completa con la sua vittoria il quadro elettorale delle Amministrative in Sicilia, con numeri che sono da capogiro per tutti.

Capogiro per il centrosinistra, che sembra annegare in una terra dove comunque ha sempre stentato a stare a galla, ma anche per il centrodestra che deve cercare di non soffrire le vertigini: adesso ha una grande responsabilità governando praticamente ovunque: la Regione, tutte le nove Province, i Comuni più importanti e anche la stragrande maggioranza dei comuni medio/piccoli.

Al comune di Messina il centrodestra vince con il 51% dei consensi, in quello di Catania con il 54% e in quello di Siracusa con il 56%. A Catania inoltre ottiene un 26% il candidato Sindaco di “La Destra” e il centrosinistra praticamente scompare.

Ecco i dati definitivi (tranne Messina e Siracusa) per le Province con le percentuali dei Presidenti eletti, tutti del centrodestra, e le somme dei consensi in percentuale tra le liste che fanno capo ai tre movimenti principali del centrodestra: il Pdl, l’Mpa e l’Udc:

Provincia di Catania
Giuseppe Castiglione 77,62% (Mpa 35,32%; Pdl 33,51%; Udc 8,46%)

Provincia di Messina
Nanni Ricevuto 76,01% ( Pdl 20,79%; Mpa 15,30%; Udc 7,99%) (738 sezioni su 778 )

Provincia di Palermo
Giovanni Avanti 72,30% (Pdl 30,55%; Udc 22,29%; Mpa 12,10%)

Provincia di Siracusa
Nicola Bono 69,33% ( Pdl 25,75%; Udc 21,92%; Mpa 14,90%) (342 sezioni su 421)

Provincia di Agrigento
Eugenio Benedetto D’Orsi 67,88% (Mpa 26,05%; Pdl 21,78%; Udc 14,89%)

Provincia di Trapani
Mimmo Turano 65,79% (Pdl 28,59%; Udc 20,16%; Mpa 16,46%)

Provincia di Caltanissetta
Giuseppe Federico 63,50% ( Mpa 21,73%; Pdl 20,41%, Udc 17,26%)

Provincia di Enna
Giuseppe Monaco 53,87% (Pdl 18,62%; Mpa 13,48%; Udc 9,42%)

A più tardi con i dati definitivi del Comune di Messina, i risultati delle liste e i Consigieri Comunali.

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Tramonto di luna dietro l’Etna: notte tra 16 e 17 giugno 2008

Pubblicato da peppecaridi su 17, Giugno, 2008

Sono le 04.00 passate …

Ma come si fa a dormire se guardando dalla finestra c’è uno scenario così ?
La luna tramonta dietro il vucano attivo più alto d’Europa!!!

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Sempre più stretto il legame tra la Sicilia e il centrodestra di Berlusconi

Pubblicato da peppecaridi su 17, Giugno, 2008

di Peppe Caridi

Otto su otto. En plein del centrodestra targato Pdl – Mpa – Udc in Sicilia che conquista le due storiche “Province rosse” di Enna e Caltanissetta e conferma Palermo, Catania, Trapani, Siracusa, Agrigento e Messina dopo che nello scorso aprile s’era affermato anche a Ragusa.

Adesso il centrodestra, titolare del governo nazionale, in Sicilia amministra tutto: la Regione e le nove Province Regionali.

La sconfitta era “attesa”, “annunciata” come dicono gli stessi esponenti del Partito Democratico e della sinistra tutta, ma sono proprio loro ad aggiungere che non ci si aspettava “una batosta di questa portata, è un disastro”.

I dati, effettivamente, sono netti e marcati, anche se ancora non completamente definitivi.

Impetuosi per il centrosinistra, più che soddisfacenti per il centrodestra.

Nella provincia di Palermo il centrodestra si conferma con Giovanni Avanti che sarà Presidente, lanciato da un 74% di consensi ( 31% Pdl, 20% Udc, 14% Mpa).

A Catania Giuseppe Castiglione sarà il nuovo Presidente della Provincia, con un risultato plebiscitario che supera il 78% ( 30% la somma delle liste legate all’Mpa, 22% Pdl, 10% Udc).

Raggiunge addirittura l’80% tondo tondo Nanni Ricevuto a Messina (18% Pdl, 18% la somma delle varie liste legate all’Mpa, 7% Udc ecc. ecc.)!

A Siracusa trionfa Nicola Bono con il 70% (26% Pdl, 22% Udc, 15% Mpa).

A Trapani vince Mimmo Turano con il 65% dei consensi (30% Pdl, 20% Udc, 16% Mpa).

Ad Agrigento Eugenio Benedetto D’Orsi con il 68% (23% liste Mpa, 22% Pdl, 14% Udc).

A Enna è Giuseppe Monaco a vincere con il 55% dei consensi (20% Pdl, 13% Mpa, 9% Udc) e infine a Caltanissetta Giuseppe Federico ottiene un sorprendente 64% (21% liste Mpa, 20% Pdl, 7% Udc).

 E’ ancora incerto l’esito nei tre comuni capoluogo in cui si è votato (Catania, Messina e Siracusa), ma così come a Siracusa sembra lanciato verso la vittoria il candidato Sindaco del centrodestra Roberto Visentin anche a Catania Raffaele Stancanelli (Pdl) dovrebbe farcela al primo turno, e comunque dietro di lui c’è Nello Musumeci di “La Destra”, saldamente avanti rispetto al candidato del Partito democratico, Giovanni Burtone che ha parlato nelle ultime ore di una “città che è ammalata, ma non ha intenzione di farsi curare. E’ come se i cittadini fossero in luna di miele con il centrodestra”.

Un po’ più incerta la situazione a Messina dove l’outsider Fabio D’Amore (ex Udc, ex Presidente del Consiglio Comunale, candidato con l’appoggio di tre liste civiche) è dato intorno al 10% e potrebbe rivelarsi l’ago della bilancia decisivo nella sfida tra Giuseppe Buzzanca (Pdl), in vantaggio per ora appena sopra il 50%, e Francantonio Genovese (Pd), dato sotto il 40%: se Buzzanca non ce la facesse al primo turno, si dovrebbe tornare a votare tra due settimane per un altro ballottaggio, dopo quello che lo stesso Genovese vinse nel 2005 nel corso di quelle elezioni che poi furono annullate e che hanno causato il secondo commissariamento del comune di Messina nel giro di 3 anni, nello scorso autunno.

A prescindere da come finirà a Messina e dai dati definitivi dei tre comuni principali, i numeri sono molto chiari.

80% in Provincia di Messina, 78% in Provincia di Catania, 74% in Provincia di Palermo, 70% in Provincia di Siracusa, 68% in Provincia di Agrigento, 65% in Provincia di Trapani, 64% in Provincia di Caltanissetta e 55% in Provincia di Enna: un brivido di passione per il centrodestra; di … freddo per il centrosinistra che dovrà senza dubbio sedersi intorno ad un tavolo e ragionare sui motivi della batosta.

All’interno del Pd c’è grande fermento: i dalemiani sono già scesi in campo per dare battaglia alla leadership di Walter Veltroni, additandolo come responsabile di quest’ennesima batosta del centrosinistra.

Arturo Parisi, ad esempio, ex ministro del governo Prodi, s’è espresso in modo abbastanza duro, chiedendosi come si fa di fronte ai risultati siciliani “a non riconoscere che il partito rischia di essere travolto da una dinamica dissolutiva”.

Ma anche all’interno del centrodestra non sono tutte rose e fiori.

 Il Presidente della Regione Lombardo, terminata la campagna elettorale, euforico per il grandioso successo dell’Mpa che gli dà una forza complessiva nell’isola che sfiora il 20%, s’è potuto liberare da un peso e ha immediatamente cambiato toni nei confronti del governo e di Berlusconi: “mi aspetto che nella copertura finanziaria per l’abolizione dell’Ici da parte del governo nazionale ci sia un mutamento profondo” ha dichiarato, “dato che i siciliani continuano a investire prospettive e speranze nel governo Berlusconi. Non si puo’ pagare l’Ici degli italiani – ha tuonato Lombardo – con i soldi che servivano per le strade o per altre infrastrutture importanti per l’isola e mi auguro che l’emendamento del Mpa induca il governo, prima della prova d’aula, a modificare questa impostazione e che si trovino altrove le risorse”: in altre parole ha voluto minacciare di votare contro il governo in parlamento se non viene accettato l’emendamento, proposto dall’Mpa, di modifica dell’impostazione di recupero di fondi finanziari per l’abolizione dell’Ici.

Non dovevano essere elezioni dal significato “politico”: e infatti non lo sono state. Anzi, molto probabilmente, come avevamo già anticipato su Strill, in Sicilia c’è stato il classico effetto d’onda lunga del Governo Berlusconi, insediato da poco a Palazzo Chigi.

In realtà però lo scenario politico che si apre a seguito di quest’ennesima tornata elettorale si dimostra alquanto infuocato, non tanto per lo scontro politico tra i due schieramenti quanto per le incomprensioni interne (in alcuni casi possiamo parlare di veri e propri contrasti) all’interno delle coalizioni o degli stessi partiti: da un lato per questioni territoriali, localistiche e geografiche (è il caso del centrodestra), dall’altro per un intreccio tra ambizioni personali e ricerca di un’identità ancora poco definita.

L’unica certezza è che il centrodestra di Silvio Berlusconi è una grande realtà in Sicilia, Regione che si conferma sempre di più la roccaforte principale della coalizione guidata dall’attuale premier: “la Regione più azzurra d’Italia” come recitavano dei manifesti che proprio Berlusconi fece attaccare in tutte le città siciliane dopo le politiche del 2006, ringraziando comunque nonostante la sconfitta quella popolazione siciliana che gli aveva dato grande fiducia.

Ne avrà lasciati un po’ per quest’altro giro ?

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