
di Peppe Caridi
E’ Giuseppe Buzzanca il “nuovo” Sindaco di Messina. Lo spoglio non è ancora ufficialmente completato, ma mancano poche sezioni e il candidato del centrodestra supera il 51% che gli garantisce l’elezione al primo turno senza ricorso al ballottaggio. Così Messina ritrova un Sindaco dopo che nello scorso autunno il comune era stato commissariato e affidato a Sinatra.
Genovese, candidato del Pd, si ferma al 38% dei consensi e costringe la sinistra ad abbandonare l’ultima speranza che aveva per la Sicilia: dopo il tonfo in tutte le otto province in cui si votava e nei Comuni di Catania e Siracusa, la possibilità del ballottaggio a Messina era l’unico arpiglio per mettere una toppa alla batosta ricevuta dal centrodestra: ma anche Messina ha confermato il trend Regionale di grande fiducia nei confronti della coalizione attualmente al governo, guidata da Silvio Berlusconi.
E’ stata una notte di passione, tiratissima, che ha lasciato tutti con il fiato sospeso. Le operazioni di spoglio sono andate avanti con molta lentezza, e addirittura ad un certo punto sembrava scontato il ballottaggio perchè alcune voci davano Buzzanca al 49%: invece il candidato del Pdl, esponente di Alleanza Nazionale, ce l’ha fatta: Messina ritrova così un Sindaco dopo gli ultimi tribolati anni in cui si sono susseguiti due commissariamenti.
Buzzanca era già stato eletto Sindaco di Messina il 25 maggio 2003 con il 54% dei consensi, ma era decaduto per una condanna per peculato d’uso dopo pochi mesi, nel novembre dello stesso anno.
Per l’accusa, Buzzanca all’epoca in cui era presidente della provincia, nel 1995, dieci anni prima, utilizzò l’autoblù per cominciare il suo viaggio di nozze, viaggiando con la moglie da Messina a Bari da dove poi si sarebbero imbarcati per la crociera da sposini.
La città ha dovuto subire il lungo commissariamento di Bruno Sbordone che, vivendo a Pordenone, ha seguito le vicende della città a fasi alterne, venendo nello Stretto soltanto un paio di giorni alla settimana.
Nel dicembre 2005 ci sono state le ennesime elezioni comunali: al primo turno Luigi Ragno, candidato del centrodestra, sembrava prevalere su Francantonio Genovese, candidato del centrosinistra, anche se di pochissimo: 45,95 a 45,76 grazie ad un voto disgiunto ( Genovese prese il 45,76% di voti ma le liste che lo appoggiavano si fermarono a 37,65% così come Ragno si bloccò al 45,95% nonostante le liste della Casa delle Libertà arrivarono al 55,61%): nel ballottaggio vinse Genovese con il 54% dei voti, e così un sindaco di centrosinistra andrò a governare un consiglio comunale in cui la maggioranza era ampiamente di centrodestra.
Nell’ottobre 2007, però, dopo meno di due anni dall’insediamento di Genovese a Palazzo Zanca, ecco un nuovo colpo di scena: il Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Sicilia annulla le comunali del 2005 accogliendo il ricorso del candidato a sindaco Antonio Di Trapani e della lista del Nuovo Psi di Gianni De Michelis esclusi dalla competizione elettorale.
E adesso, dopo altri mesi di commissariamento da parte di Gaspare Sinatra caratterizzati dall’emergenza rifiuti, Messina ritrova un Sindaco e sceglie nuovamente Buzzanca, con l’auspicio e la speranza che però stavolta duri tutta la legislatura.
Oltre ai proclami da campagna elettorale, Buzzanca dovrà subito vedersela con alcune emergenze come quella della Feluca, l’azienda che cura la Rete Civica di Messina, i cui dipendenti non ricevono lo stipendio da quasi quattro mesi (Sito internet del Comune di Messina: dipendenti non pagati dal 1° marzo) e quella relativa al Messina Calcio, che rischia di fallire se non aiutato e supportato dal Comune.
Buzzanca comunque completa con la sua vittoria il quadro elettorale delle Amministrative in Sicilia, con numeri che sono da capogiro per tutti.
Capogiro per il centrosinistra, che sembra annegare in una terra dove comunque ha sempre stentato a stare a galla, ma anche per il centrodestra che deve cercare di non soffrire le vertigini: adesso ha una grande responsabilità governando praticamente ovunque: la Regione, tutte le nove Province, i Comuni più importanti e anche la stragrande maggioranza dei comuni medio/piccoli.
Al comune di Messina il centrodestra vince con il 51% dei consensi, in quello di Catania con il 54% e in quello di Siracusa con il 56%. A Catania inoltre ottiene un 26% il candidato Sindaco di “La Destra” e il centrosinistra praticamente scompare.
Ecco i dati definitivi (tranne Messina e Siracusa) per le Province con le percentuali dei Presidenti eletti, tutti del centrodestra, e le somme dei consensi in percentuale tra le liste che fanno capo ai tre movimenti principali del centrodestra: il Pdl, l’Mpa e l’Udc:
Provincia di Catania
Giuseppe Castiglione 77,62% (Mpa 35,32%; Pdl 33,51%; Udc 8,46%)
Provincia di Messina
Nanni Ricevuto 76,01% ( Pdl 20,79%; Mpa 15,30%; Udc 7,99%) (738 sezioni su 778 )
Provincia di Palermo
Giovanni Avanti 72,30% (Pdl 30,55%; Udc 22,29%; Mpa 12,10%)
Provincia di Siracusa
Nicola Bono 69,33% ( Pdl 25,75%; Udc 21,92%; Mpa 14,90%) (342 sezioni su 421)
Provincia di Agrigento
Eugenio Benedetto D’Orsi 67,88% (Mpa 26,05%; Pdl 21,78%; Udc 14,89%)
Provincia di Trapani
Mimmo Turano 65,79% (Pdl 28,59%; Udc 20,16%; Mpa 16,46%)
Provincia di Caltanissetta
Giuseppe Federico 63,50% ( Mpa 21,73%; Pdl 20,41%, Udc 17,26%)
Provincia di Enna
Giuseppe Monaco 53,87% (Pdl 18,62%; Mpa 13,48%; Udc 9,42%)
A più tardi con i dati definitivi del Comune di Messina, i risultati delle liste e i Consigieri Comunali.