
a cura di Peppe Caridi
Si torna alle urne in Sicilia e Sardegna: dopo le politiche e le amministrative in alcune Province e Regioni dello scorso aprile, domani e dopodomani si voterà per l’elezione dei Presidenti e dei Consigli Provinciali di otto province Siciliane e dei Sindaci e dei Consigli comunali di 148 Comuni in Sicilia (di cui 40 con popolazione superiore ai 10.000 abitanti e tre capoluoghi di provinciali) e di 34 Comuni in Sardegna, di cui uno con popolazione superiore ai 15.000 abitanti e un capoluogo di provincia.
In Sicilia sono chiamati al voto 4 milioni 417 mila 672 elettori, in Sardegna 112.167 mila.
Domenica 15 giugno si potrà votare dalle 08.00 alle 22.00 e lunedì 16 dalle 07.00 alle 15.00. Subito dopo avranno inizio le operazioni di scrutinio partendo dalle province per finire con i comuni e le circoscrizioni.
Per l’elezione dei Presidenti delle province o dei Sindaci è possibile l’eventualità del ballottaggio, che si svolgerebbe poi domenica 29 e lunedì 30 giugno.
Particolarmente importante è la tornata elettorale per le elezioni in Sicilia dove si voterà, come anticipato, in quasi tutte le province (otto su nove, ovunque tranne a Ragusa dove il consiglio Provinciale è stato rinnovato due mesi fa).
A Palermo è sfida a due tra Giovanni Avanti (UDC, appoggiato da Pdl, La Destra, Udc, Mpa, Repubblicani e altre due liste) e Franco Piro (PD, appoggiato da Rifondazione Comunista, PD, Idv e “Uniti per la Sicilia”).
A Catania i candidati sono 4: Giuseppe Castiglione, europarlamentare Pdl, (centro/destra), Leotta Salvatore ( PD, Idv, Comunisti Italiani e una lista civica), Paolo Castorina (Rifondazione Comunista, e “La Sinistra”) e Giuseppe Bonanno Conti per Forza Nuova.
A Messina è sfida a quattro, ma la lotta più accesa è tra Paolo Silvestro Siracusano (Pd, Idv) e Nanni Ricevuto, appoggiato da tutto il centro/destra in ben 12 liste. Gli altri due candidati sono Santi La Rosa per Rifondazione Comunista e Giuseppe Mario Scalisi di Forza Nuova.
Anche a Trapani i candidati sono quattro: il deputato Reionale Camillo Oddio (Pd, Idv e due liste civiche), e l’ex parlamentare Regionale Mimmo Turano, dell’Udc, appoggiato da tutto il centro/destra. Gli altri due outsider sono Michele Monastero (Partito Comunista dei Lavoratori) e Salvatore Mazzara di Rifondazione Comunista.
A Siracusa, come a Palermo, è sfida tra due: l’ex sottosegretario di Alleanza Nazionale Nicola Bono per il centro/destra e Giuseppe Zappulla per il centro/sinistra.
Ad Agrigento i sono cinque candidati, dopo la spaccatura all’interno del PD che ha condizionato le vicende politiche ed elettorali nelle ultime settimane. Il PD è infatti l’unica lista ad appoggiare la candidatura di Giandomenico Vivacqua, mentre Idv, Rifondazione Comunista e La Sinistra appoggiano Renato Bruno nella sfida a Eugenio D’Orsi, appoggiato da sei liste di un compatto centro/destra.
Anche ad Enna ci sono cinque candidati: Antonino Muratore per PD, Idv, Partito Socialista e altre tre liste civiche; Giuseppe Monaco per il centrodestra; Gaetano Valle appoggiato da una lista civica, Gaetano Giunta per “La Sinistra Unita”, e Giuseppe Camerino per il Partito Comunista dei Lavoratori.
A Caltanissetta, infine, sono quattro i candidati: i due principali contendenti sono Pino Federico del centrodestra e l’ex sindaco nisseno Salvatore Messana del centrosinistra. Gli altri due candidati sono Piero Salvatore Lo Nigro per il Partito Socialista e Angelo Marotta per Rifondazione Comunista.
Per quanto riguarda le elezioni comunali, spiccano quelle molto importanti per il rinnovo dei consigli comunali di tre capoluoghi di Provincia della Sicilia Orientale: Catania, Messina e Siracusa.
A Catania i candidati a Sindaco sono sette: Raffaele Stancanelli, di Alleanza nazionale, sostenuto da Pdl, Udc, Mpa e altre quattro liste civiche; Nello Musumeci di La Destra di Storace con una lista civica, Giovanni Burtone, deputato nazionale del Pd con Pd, Comunisti Italiani e una lista civica; Francesco Condorelli di Forza Nuova; Grazia Giurato per “Amici di Beppe Grillo”; Massimiliano Catanzaro anch’egli appoggiato da un’altra corrente di Forza Nuova e Salvatore Domina con un’altra lista civica.
A Messina, come già anticipato nei giorni scorsi, ci sarà un duello tra ex dopo le tormentate vicende che hanno portato prima a dichiarare decaduto il sindaco di An Giuseppe Buzzanca a causa di una condanna per peculato per aver utilizzato l’auto blu per un viaggio privato, poi all’annullamento delle elezioni, per un ricorso vinto dal Nuovo Psi di Gianni De Michelis, che sancirono l’elezione di Francantonio Genovese, neo deputato e leader siciliano del Pd.
Buzzanca, appoggiato da tutto il centro/destra, e Genovese appoggiato da tutto il centro/sinistra sono supportati da undici liste ciascuno. Un outsider “di lusso” è Fabio D’Amore, ex presidente del Consiglio Comunale, Udc, adesso candidato con l’appoggio di tre liste civiche; sarebbe determinante nel caso in cui né Buzzanca né Genovese riuscissero a raggiungere il 50% delle preferenze e la città dovesse poi tornare alle urne per il ballottaggio.
Gli altri tre candidati sono: Rosario Visicario appoggiato da una lista civica, Rosario Ansaldo Patti (Rifondazione Comunista) e Filippo Clementi (Forza Nuova).
A Siracusa ci sono sei candidati: Roberto Visentin per il centro/destra, Roberto De Benedictis (Pd), deputato regionale del Pd, per il centro/sinistra, Giuseppe Giganti per il nuovo MSI, Francesco Greco con una lista civica, Antonello Liuzzo con un’altra lista civica e, infine, Salvatore Carcò con l’ennesima lista civica.
Curiosa la situazione per il rinnovo del Comune di Favignana: dopo una pronuncia del Tar, resta un solo candidato, Lucio Antinoro, appoggiato da una sola lista civica con 15 candidati al consiglio comunale: per farcela basterà che l’affluenza sia almeno del 50%. E’ comunque una situazione “strana” che però capita molto spesso nei piccoli comuni.
La tornata elettorale, pur essendo molto importante specie in ottica isolana, è abbastanza snobbata dal mondo della politica nazionale: sono stati pochissimi i “big” a partecipare attivamente alla campagna elettorale, e il nuovo governo s’è insediato da troppo poco tempo per valutare il risultato di queste elezioni, comunque estremamente localizzate in un’area ben definita del Paese (le due isole maggiori, tra l’altro entrambe Regioni a Statuto Speciale) come un giudizio politico sul nuovo governo. Anzi, è verosimile che l’entusiasmo per le recenti vittorie del centro/destra accompagni l’elettorato con un’onda lunga dalla scorsa campagna elettorale delle politiche, come capita sempre quando s’insedia un nuovo governo nel corso dei primi tempi di amministrazione.
Appuntamento a lunedì pomeriggio con le prime proiezioni (ormai è quantomeno ridicolo considerare verosimili gli exit pool): tra domani e dopodomani mattina avremo solo i dati sull’affluenza alle urne.














