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Archivio per 14 Giugno 2008

Sicilia e Sardegna alle urne: 4 milioni e mezzo al voto tra domenica e lunedì

Pubblicato da peppecaridi su 14, Giugno, 2008

a cura di Peppe Caridi

Si torna alle urne in Sicilia e Sardegna: dopo le politiche e le amministrative in alcune Province e Regioni dello scorso aprile, domani e dopodomani si voterà per l’elezione dei Presidenti e dei Consigli Provinciali di otto province Siciliane e dei Sindaci e dei Consigli comunali di 148 Comuni in Sicilia (di cui 40 con popolazione superiore ai 10.000 abitanti e tre capoluoghi di provinciali) e di 34 Comuni in Sardegna, di cui uno con popolazione superiore ai 15.000 abitanti e un capoluogo di provincia.

In Sicilia sono chiamati al voto 4 milioni 417 mila 672 elettori, in Sardegna 112.167 mila.

Domenica 15 giugno si potrà votare dalle 08.00 alle 22.00 e lunedì 16 dalle 07.00 alle 15.00. Subito dopo avranno inizio le operazioni di scrutinio partendo dalle province per finire con i comuni e le circoscrizioni.

Per l’elezione dei Presidenti delle province o dei Sindaci è possibile l’eventualità del ballottaggio, che si svolgerebbe poi domenica 29 e lunedì 30 giugno.

 Particolarmente importante è la tornata elettorale per le elezioni in Sicilia dove si voterà, come anticipato, in quasi tutte le province (otto su nove, ovunque tranne a Ragusa dove il consiglio Provinciale è stato rinnovato due mesi fa).

A Palermo è sfida a due tra Giovanni Avanti (UDC, appoggiato da Pdl, La Destra, Udc, Mpa, Repubblicani e altre due liste) e Franco Piro (PD, appoggiato da Rifondazione Comunista, PD, Idv e “Uniti per la Sicilia”).

A Catania i candidati sono 4: Giuseppe Castiglione, europarlamentare Pdl, (centro/destra), Leotta Salvatore ( PD, Idv, Comunisti Italiani e una lista civica), Paolo Castorina (Rifondazione Comunista, e “La Sinistra”) e Giuseppe Bonanno Conti per Forza Nuova.

A Messina è sfida a quattro, ma la lotta più accesa è tra Paolo Silvestro Siracusano (Pd, Idv) e Nanni Ricevuto, appoggiato da tutto il centro/destra in ben 12 liste. Gli altri due candidati sono Santi La Rosa per Rifondazione Comunista e Giuseppe Mario Scalisi di Forza Nuova.

Anche a Trapani i candidati sono quattro: il deputato Reionale Camillo Oddio (Pd, Idv e due liste civiche), e l’ex parlamentare Regionale Mimmo Turano, dell’Udc, appoggiato da tutto il centro/destra. Gli altri due outsider sono Michele Monastero (Partito Comunista dei Lavoratori) e Salvatore Mazzara di Rifondazione Comunista.

A Siracusa, come a Palermo, è sfida tra due: l’ex sottosegretario di Alleanza Nazionale Nicola Bono per il centro/destra e Giuseppe Zappulla per il centro/sinistra.

Ad Agrigento i sono cinque candidati, dopo la spaccatura all’interno del PD che ha condizionato le vicende politiche ed elettorali nelle ultime settimane. Il PD è infatti l’unica lista ad appoggiare la candidatura di Giandomenico Vivacqua, mentre Idv, Rifondazione Comunista e La Sinistra appoggiano Renato Bruno nella sfida a Eugenio D’Orsi, appoggiato da sei liste di un compatto centro/destra.

Anche ad Enna ci sono cinque candidati: Antonino Muratore per PD, Idv, Partito Socialista e altre tre liste civiche; Giuseppe Monaco per il centrodestra; Gaetano Valle appoggiato da una lista civica, Gaetano Giunta per “La Sinistra Unita”, e Giuseppe Camerino per il Partito Comunista dei Lavoratori.

A Caltanissetta, infine, sono quattro i candidati: i due principali contendenti sono Pino Federico del centrodestra e l’ex sindaco nisseno Salvatore Messana del centrosinistra. Gli altri due candidati sono Piero Salvatore Lo Nigro per il Partito Socialista e Angelo Marotta per Rifondazione Comunista.

Per quanto riguarda le elezioni comunali, spiccano quelle molto importanti per il rinnovo dei consigli comunali di tre capoluoghi di Provincia della Sicilia Orientale: Catania, Messina e Siracusa.

A Catania i candidati a Sindaco sono sette: Raffaele Stancanelli, di Alleanza nazionale, sostenuto da Pdl, Udc, Mpa e altre quattro liste civiche; Nello Musumeci di La Destra di Storace con una lista civica, Giovanni Burtone, deputato nazionale del Pd con Pd, Comunisti Italiani e una lista civica; Francesco Condorelli di Forza Nuova; Grazia Giurato per “Amici di Beppe Grillo”; Massimiliano Catanzaro anch’egli appoggiato da un’altra corrente di Forza Nuova e Salvatore Domina con un’altra lista civica.

A Messina, come già anticipato nei giorni scorsi, ci sarà un duello tra ex dopo le tormentate vicende che hanno portato prima a dichiarare decaduto il sindaco di An Giuseppe Buzzanca a causa di una condanna per peculato per aver utilizzato l’auto blu per un viaggio privato, poi all’annullamento delle elezioni, per un ricorso vinto dal Nuovo Psi di Gianni De Michelis, che sancirono l’elezione di Francantonio Genovese, neo deputato e leader siciliano del Pd.

Buzzanca, appoggiato da tutto il centro/destra, e Genovese appoggiato da tutto il centro/sinistra sono supportati da undici liste ciascuno. Un outsider “di lusso” è Fabio D’Amore, ex presidente del Consiglio Comunale, Udc, adesso candidato con l’appoggio di tre liste civiche; sarebbe determinante nel caso in cui né Buzzanca né Genovese riuscissero a raggiungere il 50% delle preferenze e la città dovesse poi tornare alle urne per il ballottaggio.

Gli altri tre candidati sono: Rosario Visicario appoggiato da una lista civica, Rosario Ansaldo Patti (Rifondazione Comunista) e Filippo Clementi (Forza Nuova).

A Siracusa ci sono sei candidati: Roberto Visentin per il centro/destra, Roberto De Benedictis (Pd), deputato regionale del Pd, per il centro/sinistra, Giuseppe Giganti per il nuovo MSI, Francesco Greco con una lista civica, Antonello Liuzzo con un’altra lista civica e, infine, Salvatore Carcò con l’ennesima lista civica.

Curiosa la situazione per il rinnovo del Comune di Favignana: dopo una pronuncia del Tar, resta un solo candidato, Lucio Antinoro, appoggiato da una sola lista civica con 15 candidati al consiglio comunale: per farcela basterà che l’affluenza sia almeno del 50%. E’ comunque una situazione “strana” che però capita molto spesso nei piccoli comuni.

La tornata elettorale, pur essendo molto importante specie in ottica isolana, è abbastanza snobbata dal mondo della politica nazionale: sono stati pochissimi i “big” a partecipare attivamente alla campagna elettorale, e il nuovo governo s’è insediato da troppo poco tempo per valutare il risultato di queste elezioni, comunque estremamente localizzate in un’area ben definita del Paese (le due isole maggiori, tra l’altro entrambe Regioni a Statuto Speciale) come un giudizio politico sul nuovo governo. Anzi, è verosimile che l’entusiasmo per le recenti vittorie del centro/destra accompagni l’elettorato con un’onda lunga dalla scorsa campagna elettorale delle politiche, come capita sempre quando s’insedia un nuovo governo nel corso dei primi tempi di amministrazione.

Appuntamento a lunedì pomeriggio con le prime proiezioni (ormai è quantomeno ridicolo considerare verosimili gli exit pool): tra domani e dopodomani mattina avremo solo i dati sull’affluenza alle urne.

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Europei: l’Olanda schianta la Francia, adesso per l’Italia servono due miracoli!

Pubblicato da peppecaridi su 14, Giugno, 2008

di Peppe Caridi

E’ il 22 giugno 2004. A Guimarães si gioca Italia – Bulgaria, ultima partita della fase a gironi di Euro 2004 in Portogallo. L’Italia soffre ma una magìa di Cassano al novantesimo regala il 2-1 e la vittoria. Il fantasista Barese esulta convinto della qualificazione, ma pochi secondi prima (all’ottantanovesimo) Jonson della Svezia aveva realizzato il 2-2 alla Danimarca nell’altra gara del girone, risultato che garantiva il passaggio del turno a entrambe le squadre Baltiche. L’esultanza di Cassano si trasformava in lacrime, lacrime di disperazione per un’Italia che con 5 punti (a parimerito con Svezia e Danimarca) veniva eliminata da quell’Europeo senza perdere una partita.

Oggi, dopo appena 4 anni, nell’edizione successiva degli Europei in Svizzera e Austria potrebbe ripetersi la stessa scena: è inutile farsi illusioni, molto probabilmente neanche un’eventuale vittoria contro la Francia basterà agli azzurri per passare il turno, vista la situazione del torneo.

Infatti dopo il secondo turno è verosimile che proprio Francia e Italia saranno le due “big” clamorosamente escluse dalla fase finale, mentre invece Olanda (prima) e Romania (seconda) dovrebbero passare il turno.

L’Olanda si conferma, insieme al Portogallo, la squadra in assoluto più forte dell’Europeo (almeno dopo le prime due partite): con un netto e inequivocabile 4-1 sostenuto da una splendida gara di bel gioco e calcio spettacolo, gli “orange” di Marco Van Basten hanno aniettato la teminile Francia di Ribery, Henry e del mister Domenech.

Adesso la situazione in classifica è molto chiara: Olanda 6, Romania 2, Francia e Italia 1. E la prossima giornata, martedì, vedrà di scena Olanda – Romania (ore 20.45 a Berna) e Italia – Francia (ore 20.45 a Zurigo, lo stesso stadio della gara di ieri contro la Romania).

L’Olanda, infatti, è già qualificata ai quarti di finale. E, come se non bastasse, è già matematicamente qualificata come prima del girone: più di così non può ottenere. Molto probabilmente scenderà in campo con le riserve, per evitare spiacevoli infortuni o affaticamenti per i giocatori della formazione titolare, e sarà fisiologico il calo delle motivazioni.

La Romania, invece, sa che affronterà un avversario che non ha nulla da chiedere e giocherà per vincere con la consapevolezza di non dover guardare in faccia a nessuno: se vincerà, infatti, sarà ai quarti e potrà iniziare a festeggiare al triplice fischio finale, senza attendere il risultato della partita tra Italia e Francia.

La squadra rumena s’è dimostrata forte e compatta nelle prime due gare, pareggiate contro, appunto, campioni e vicecampioni del mondo: un girone di maggior livello tecnico e qualitativo difficilmente lo si poteva immaginare.

 La vittoria travolgente dell’Olanda contro la Francia ha confermato che, nonostante gli errori di impostazione tattica commessi da Donadoni nell’approccio alla gara, la sconfitta per 3-0 maturata dagli azzurri alla prima giornata non è avvenuta tanto per colpa dei giocatori o dello stesso allenatore, quanto per grande merito degli avversari: bisogna saper perdere e riconoscere la forza di chi si ha di fronte.

L’Olanda ha giocato quella gara in modo molto aggressivo, pressando e correndo su tutti i palloni, impedendo all’Italia di fare il suo gioco per tutto il primo tempo, chiuso sul 2-0. Nella ripresa s’è vista tutta un’alta gara: dominio azzurro con tante nitide palle goal, partita stravolta dagli innesti di Grosso, Del Piero e poi Cassano. Gli Olandesi, stanchi dopo un primo tempo giocato su ritmi elevatissimi, non riuscivano a superare la loro trequarti per lunghissime fasi di gioco, rimanendo in “apnea”. Ma un paio di grandi parate di Van Der Sar e un pò di sfortuna hanno impedito la realizzazione del 2-1 che avrebbe riaperto il match, e poi su contropiede è arrivato il definitivo 3-0.

L’Olanda ha saputo schiantare, meritando, anche la Francia: onore al merito.

Non si può pretendere, dopotutto, di vincere sempre: l’Olanda non batteva l’Italia da ben 30 anni, e ancora abbiamo tutti in mente le immagini gloriose del trionfo mondiale a Berlino. Conosciamo bene il valore dei giocatori, ma il calcio non è fatto solo di questo: la fortuna, gli arbitraggi, l’ambiente, l’approccio mentale sono decisivi. E non sempre tutti gli elementi coincidono.

Anche ieri, contro la Romania, l’Italia avrebbe meritato di più. La partita è stata bellissima, spettacolare con continui stravolgimenti da un lato all’altro del campo e una miriade di occasioni da goal da una parte e dall’altra. Ma l’Italia ai punti ha stravinto. Purtroppo però l’arbitro ci ha messo il suo zampino. E nonostante questo, grazie al portiere più forte del mondo Gigì Buffon, siamo ancora in corsa (se vogliamo proprio illuderci …) per la qualificazione: che quel rigore parato sia un segno premonitore ? Forse l’Olanda, al contrario di quanto fecero Svezia e Danimarca 4 anni fa, si impegnerà per onorare la gara senza regalare nulla agli avversari ?

Beh, ci sono mille motivi per credere di no, soprattutto quest’anno in cui a causa degli strani abbinamenti nella seconda fase, le squadre dello stesso girone potrebbero, qualora vincessero entrambe la sfida dei quarti, incontrarsi in semifinale.

Siamo convinto che l’Olanda preferisca eventualmente incontrarsi con la Romania, che con l’Italia. Dopotutto la matematica ancora non ci condanna, la speranza è l’ultima a morire e allora, seppur con consapevolezza della situazione, diamo fiducia al destino: la parata di quel rigore se lo merita.

 Qualora venissimo eliminati insieme ai nostri cugini d’oltralpe, altro non bisognerà fare che rendere onore ai più forti (l’Olanda) e accettare in modo sereno e tranquillo il verdetto: duro, ma non inimmaginabile visto il livello altissimo del girone.

Con la coscienza che non si può sempre vincere e con la prospettiva di un rapporto con la nazionale che non sia estremo, di grande esaltazione in caso di vittoria e di estrema critica in caso di sconfitta, bisogna ritrovare il giusto spirito anche nel saper perdere.

Il risultato, nel calcio, è frutto di molteplici fattori. Spesso l’impegno, il cuore, la grinta non bastano. E almeno questo l’Italia ce l’ha messo sia contro l’Olanda che contro la Romania. E sicuramente ce lo metterà anche con la Francia, come sempre.

Purtroppo però potrebbe rivelarsi inutile.

(foto http://www.gazzetta.it/ )

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