La ricerca di un’équipe internazionale pubblicata su Nature conferma un mix genetico
Provata la lontana parentela con gli umani in un antenato vissuto 170 milioni di anni fa
Il mistero dell’ornitorinco
a metà tra uomo e uccello
di CRISTINA NADOTTI
www.repubblica.it
Un esemplare di ornitorinco
ROMA - Che l’ornitorinco è un animale strano lo si vede subito. Sembra un peluche messo insieme recuperando un pezzo qua e uno là da pupazzi diversi: il becco di un’anatra, la coda di un castoro, il corpo di una nutria e le zampe di un coccodrillo, con il tocco estroso delle membrane a unire gli unghioni. I genetisti sono però andati dietro l’immediata apparenza di questo mammifero così atipico e hanno scoperto che le sue stranezze sono scritte nei suoi geni, un miscuglio ancora più complesso di quanto lasci immaginare il suo aspetto.
La rivista Nature ha pubblicato ieri i risultati del lavoro fatto in équipe da laboratori in Europa, Stati Uniti e Australia per sequenziare il genoma dell’ornitorinco, uno studio che ha permesso di vedere in che modo le caratteristiche di rettili, uccelli e mammiferi sono unite in un solo animale. E certo, in quanto mammifero l’ornitorinco è anche un nostro parente, una relazione che fino a oggi è stata difficile da provare, se non per il fatto che, pur facendo le uova, allatta i suoi piccoli. Ora, grazie alla collaborazione di Glennie, una femmina di Ornithorhyncus anatinus dalla quale sono stati prelevati i campioni da analizzare, i ricercatori hanno accertato che la parentela tra l’uomo e l’ornitorinco c’è, ma è davvero lontana, rintracciabile in un antenato in comune con noi e altri mammiferi vissuto circa 170 milioni di anni fa.
Un antenato che era un miscuglio tra un rettile e un mammifero, ma condivideva con gli uccelli il sistema di determinazione del sesso. Lo prova oggi il Dna dell’ornitorinco, nel quale ci sono cinque coppie di cromosomi che concorrono a determinare il sesso di un individuo e non una, come nei mammiferi, una differenza numerica che richiama, appunto, il sistema degli uccelli. Andare a frugare nel genoma dell’ornitorinco è stato per i ricercatori come fare un salto indietro nel tempo. Hanno scoperto, dice Jrgen Schmitz dell’Università di Munster, “una eccezionale chimera” nella quale l’evoluzione genetica è avvenuta in modo del tutto peculiare rispetto alle specie con le quali divide alcune caratteristiche.
Un esempio è il veleno, che l’ornitorinco secerne da uno sperone delle zampe posteriori. È una delle particolarità che lo avvicinano ai rettili, insieme al metabolismo diverso e la bassa temperatura basale, e lo differenziano dai mammiferi, nessun esemplare dei quali produce veleno. I ricercatori si aspettavano di trovare tracce dell’evoluzione di questo veleno in comune tra l’ornitorinco e il serpente. E invece no, anche in questo l’ornitorinco è stato a suo modo creativo, il suo veleno si è sviluppato, a livello proteinico, in modo diverso da quello dei rettili.
(9 maggio 2008)















Sì, è proprio il caso di dirlo. Mara Carfagna è un ministro “con le palle”, sicuramente molte più “palle” rispetto quegli uomini che l’hanno preceduta.