Terremoto Cina: i morti sono piu’ di 19.500 Roma, 15 MAG (Velino) – A tre giorni dal terremoto di 7,8 gradi della scala Richter, che lunedi’ ha colpito la regione del Sichuan in Cina, il bilancio delle vittime continua a salire: in base a quanto riportano le agenzie di stampa locali, si e’ arrivati a piu’ di 19.500 morti. A questi si aggiungono, afferma il ministro della Salute Gao Qiang, 64.040 feriti di cui 12.587 in gravi condizioni. Nel frattempo continuano le ricerche per trovare i circa 30 mila dispersi, molti dei quali si ritiene siano ancora sepolti sotto le macerie. A questo scopo sono stati inviati nella regione duemila soldati che in queste ore stanno setacciando l’area di Zipingpu Dam, vicino la citta’ di Dujiangyan. Per accelerare le operazioni di recupero e salvataggio, il premier cinese Wen Jaobao ha inviato nello Sichuan altri 90 elicotteri, che si sono aggiunti ai 20 gia’ presenti nella provincia.
CINA: 19.500 LE VITTIME DEL TERREMOTO SECONDO ULTIMO BILANCIO Pechino, 15 mag. (Adnkronos/Xin) - L’ultimo bilancio ufficiale delle vittime del terremoto che ha colpito lunedi’ la provincia cinese di Sichuan parla di oltre 19.500 morti. Lo hanno annunciato le autorita’ della provincia. (Ses/Gs/Adnkronos)
TERREMOTI: CINA; POSSIBILE CHE SIANO 50.000 I MORTI(ANSA) – PECHINO, 15 MAG – Possono essere piu’ di 50.000 i morti nel terremoto di lunedi’ in Cina occidentale. Lo ha detto oggi l’agenzia Nuova Cina. (ANSA)
CINA/ AUTORITA’ SICHUAN: 12.300 PERSONE ANCORA SOTTO MACERIE SISMA CINA/ AUTORITA’ SICHUAN: 12.300 PERSONE ANCORA SOTTO MACERIE I feriti hanno superato le 102.000 unità Pechino, 15 mag. (Ap) - Almeno 12.300 persono sono ancora sepolte sotto le macerie degli edifici crollati per il sisma che ha colpito lunedì scorso la provincia di Sichuan. Lo hanno riferito le autorità locali aggiungendo che i feriti sono saliti a 102.000. Intano, la fornitura di energia elettrica è stata ripristinata nella maggior parte della provincia di Sichuan per la prima volta dal devastante terremoto che potrebbe aver provocato oltre 50mila morti, come ipotizzato dall’agenzia di stampa ufficiale Xinhua.
TERREMOTI: CINA, LA BAMBINA CHE NON SA LA VERITA’: A 6 ANNI HA PERSO I GENITORI MA NESSUNO RIESCE A DIRGLIELO (ANSA) – DUJIANGYAN (CINA SUDOCCIDENTALE), 15 MAG - Davanti alle rovine di un edificio andato completamente distrutto nel terremoto di lunedi’ scorso, nel centro di Dujiangyan, non lontano dall’ Ospedale di Medicina Tradizionale cinese, sta seduta sui talloni una bambina di circa sei anni. In una mano ha un pacco di biscotti, nell’ altra una piccola bottiglia di acqua minerale. ”Sto aspettando papa’, verra’ tra poco” dice ad un gruppo di giornalisti. Qualcuno le chiede dov’ e’ il padre e lei indica le macerie. ”E’ li’, arrivera’ presto”. Agita la bottiglia e aggiunge: ‘’se avra’ sete, gli daro’ questa”. Le si chiede dov’e’ la madre e la piccola si alza, va verso un altro punto tra le rovine dell’ ospedale, dove qualcuno ha acceso delle candele, e fa un leggero inchino. ”E’ qui” dice senza che il suo volto tradisca alcuna emozione. E’ in quel momento che nel gruppo tutti capiscono che i genitori sono entrambi morti e che nessuno lo ha ancora detto alla bambina. O forse, qualcuno glielo ha detto e lei si rifiuta di accettarlo. Nessuno ha il coraggio di chiederglielo. I giornalisti si guardano l’uno con l’ altro e si allontanano, in silenzio. In un altro episodio, una donna di 52 anni, il cui nome di famiglia e’ Yang, e’ stata estratta viva dalle macerie dopo tre giorni. Mentre era ancora intrappolata i medici sono riusciti a raggiungerla e farle un’ iniezione di antidolorifico, che le ha permesso di resistere. Ma appena tratta in salvo, ha avuto una brutta sorpresa. La figlia, un’insegnate elementare di 28 anni, e’ morta dopo aver protetto col suo corpo i suoi 13 alunni. I soccorsi erano arrivati, i bambini erano tutti in salvo. Quando lei si stava per muovere, per ultima, un grosso pezzo di cemento e’ caduto dal soffitto, uccidendola sul colpo. ”Sono orgogliosa di mia figlia”, dice la donna, guardando nel vuoto. (ANSA)
CINA: PERICOLO INONDAZIONI DOPO SISMA, 10MILA EVACUATI OLTRE 500 BACINI IDRICI DANNEGGIATI Pechino, 15 mag. – (Adnkronos/Dpa) - Oltre 10mila sopravvissuti del terremoto sono stati evacuati dalla citta’ cinese di Beichuan nel timore che al devastante sisma di lunedi’ segua anche un’inondazione. Una frana causata dal terremoto ha infatti bloccato il fiume Bai He a monte della citta’, provocando la formazione di un lago che incombe pericolosamente sull’abitato. I soldati hanno portato gli abitanti verso zone piu’ alte, prima di riprendere a scavare fra le macerie di questa citta’ prossima all’epicentro del sisma. Il rischio di inondazioni non si limita a questa citta’. Secondo il ministro per le Risorse Idriche Chen Lei, sono rimasti danneggiati 391 bacini e serbatoi idrici nel Sichuan e altri 129 nella vicina regione del Chongqing. I danni riportati lungo i fiumi, alle dighe, i bacini e gli impianti idroelettrici pongono “una grave minaccia” di allagamento in diverse aree del Sichuan e le province vicine, ha avvertito Chen. Per capire meglio i rischi le autorita’ intendono esaminare i danni anche con l’aiuto delle immagini satellitari, ha spiegato il ministro, avvertendo che potrebbero essere necessarie altre evacuazioni. A Beichuan, una citta’ di 30mila abitanti, si contano gia’ 5mila morti. Nella parte vecchia della citta’ e’ crollato l’80% delle case e in quella nuova e’ stato raso al suolo il 60% delle abitazioni. (Cif/Pn/Adnkronos)
CINA/ RISCHIO INQUINAMENTO PER IMPIANTI CHIMICI DANNEGGIATI Situate nella zona settentrionale del Sichuan Shifang (Cina), 15 mag (Apcom) - Nella zona settentrionale del Sichuan colpita dal terremoto di lunedì la produzione è interrotta nelle fabbriche chimiche potenzialmente inquinanti. Cementifici, miniere di carbone ed impianti per la produzione di fertilizzanti sono sotto il controllo delle forze dell’ordine, in molti casi impegnate a valutare la gravità delle fuoriuscite di sostanze tossiche. Già da alcuni giorni il ministero dell’Ambiente cinese ha inviato nella zona intorno a Chengdu delle squadre di esperti incaricati di assetare la situazione ambientale. A Shifang, distretto a metà strada tra la capitale provinciale e l’epicentro del terremoto, le fabbriche sono chiuse, ma dalle faglie e dalla caduta di alcuni padiglioni continua ad uscire fumo bianco contro il quale gli abitanti cercano di proteggersi alla meglio. Nella Sichuan Yinghua Industrial Corporation, l’impianto per la produzione di fertilizzanti situato all’interno del distretto, in cui lavoravano 3000 operai si continua a scavare approfittando del vento favorevole che porta a valle i fumi tossici che ancora fuoriescono. L’esercito rassicura che “non c’è nessun pericolo di inquinamento”, ma nel frattempo distribuisce maschere alla popolazione locale. Un operaio della fabbrica, scampato al disastro, ammette che “la situazione è grave, l’aria è molto inquinata, dobbiamo scappare al più presto da qui”. Sa di cosa parla, poiché nell’impianto ha lavorato per anni: ammoniaca, riversata a fiumi nel torrente che scorre accanto al villaggio e penetrata nelle falde sottostanti. Qui l’acqua non solo non è più potabile, ma non può neppure più essere usata per lavarsi. Secondo le stime dell’agenzia stampa ufficiale Xinhua da questo impianto e dalla Hongda, altra produttrice chimica situata più a nord, sarebbero già fuoriuscite 80 tonnellate di ammoniaca. Ma la priorità dei soccorritori resta il recupero dei corpi e la disperata ricerca di sopravvissuti sotto le macerie. Tra i resti del dormitorio della Yinghua oggi pomeriggio è stato estratto un lavoratore dopo 72 ore dalla caduta dell’edificio. In condizioni di disidratazione e trauma, l’uomo non è in pericolo di vita, assicurano i medici dell’ospedale da campo, ma potrebbe rendersi necessaria l’amputazione di uno degli arti inferiori. “Abbiamo scoperto che l’uomo era ancora in vita alle 7 di questa mattina- racconta il capo della divisione di soccorso anti -calamità dell’esercito proveniente dallo Shanxi- abbiamo continuato a scavare e parlargli per tenerlo in vita fino alle tre del pomeriggio, quando lo abbiamo portato alla luce”. Intanto l’agenzia Xinhua ha aggiornato questa sera il bilancio dei morti a circa 19.500 persone, ma la televisione di stato parla della possibilità di 50 mila vittime.
CINA/ ONU:REGIONI COLPITE NON CONFORMI A NORME ANTISISMICHE Applicate nelle zone sviluppate dell’est del Paese Ginevra, 15 mag. (Apcom) - Le regioni povere del sud-ovest della Cina duramente colpite dal sisma di lunedì non sono ancora uniformate alle norme antisismiche applicate nelle zone sviluppate dell’est del Paese. Lo ha constatato un responsabile delle Nazioni Unite. Salvano Briceno, direttore della strategia dell’Onu per la prevenzione delle catastrofi, ha dichiarato che le costruzioni moderne nelle grandi città cinesi delle regioni costiere “sono realizzate con molta cura” per resistere ai terremoti. La provincia di Sichuan, colpita da un terremoto di magnitudo 7,9 sulla scala Richter, “non è purtroppo ancora in questa situazione”, ha osservato, “E’ una regione povera con edifici molto vecchi”. Briceno ha insistito sulla necessità di applicare norme antisismiche agli ospedali e alle scuole, duramente colpiti dal sisma di lunedì che ha seppellito migliaia di persone. A proposito della presenza di dighe idroelettriche e di fabbriche chimiche in una regione fragile, il responsabile Onu ha osservato che questo tipo di lavori è oggi sottoposto a norme di costruzione molto rigorose in qualunque parte del mondo. (fonte Afp)
CINA: RITROVATI 19 BRITANNICI INTRAPPOLATI NELLA RISERVA DEI PANDA (ASCA-AFP) – Londra, 15 mag - Sono sani e salvi. Diciannove turisti britannici sono stati ritrovati nella regione sud-occidentale della Cina dopo che i contatti con l’ambasciata e le autorita’ di Pechino si erano interrotti a causa del violento terremoto di lunedi’ nel Sichuan. Il premier Gordon Brown ha purtroppo confermato che non tutti i cittadini britannici sono stati ritrovati dalle squadre di soccorso, alcuni rimangono infatti intrappolati nella terra dei panda. Brown ha fatto sapere che le autorita’ stanno lavorando duramente per riprendere i contatti con i dispersi. Il ministero degli Esteri ha dichiarato in una nota che 14 persone sono state gia’ trasferite con l’elicottero dalla riserva naturale dei panda giganti di Wolong, che si trova nella contea di Wenchuan, nel Sichuan, a Chengdu. Gli altri cinque, secondo un portavoce del ministero, partiranno piu’ tardi. Tra i turisti appena ritrovati una coppia di britannici, David e Diane Atkins, che e’ riuscita finalmente a parlare telefonicamente con la figlia: ”Ho parlato con mia madre – ha detto Lisa Staples – era sull’elicottero e mi ha detto di stare bene. Erano rimasti intrappolati nella riserva dei panda. Un viaggio di tre ore si e’ trasformato in un incubo di tre giorni”. (Piu’Europa).















