E’ davvero spettacolare l’eruzione che sta interessando l’Etna nelle ultime ore, perchè è caratterizzata dall’attività “stromboliana”, cioè un’attività di continue esplosioni che innalzano per chilometri nell’atmosfera colonne di fumo e dal lancio di magma incandescente (le fontane di lava) verso l’alto.
L’eruzione è visibile da tutto il comprensorio dell’Etna a sud: Catanese, Siracusano e Ragusano, poichè la frattura, avvenuta nella Valle del Leone, è nella zona sud/est del vulcano così come la colata, che scende verso la desertica Valle del Bove (e per questo non crea problemi a centri abitati).
Già sabato aveva preannunciato di preparare qualcosa di meraviglioso, mettendo tutti d’allerta: negli ultimi giorni ha iniziato una fase eruttiva in cui sta dando il meglio di sè.
Complice la brezza settentrionale che in queste ultime ore ha ripulito lo Stretto dalla foschia e dal pulviscolo che nei giorni scorsi, per colpa dello scirocco, non consentivano un’ottima visibilità del paesaggio negando agli abitanti di Reggio e Messina quella che è senza ombra di dubbio la cosa più bella e affascinante della loro terra, finalmente mi è possibile osservare la situazione dell’Etna in modo diretto, da Reggio.
Che splendido vulcano che è l’Etna: con i suoi 3.320 metri circa ( l’altezza varia continuamente in base alle eruzioni) è il vulcano più attivo d’Europa, ed è molto vasto poichè ha un diametro alla base di ben 40 chilometri e una superficie di circa 1600 Kmq.
Da alcune zone, tra l’altro, è visibile in prospettiva dopo una “striscia” di mare: dal promontorio di Augusta (nel Siracusano) ad esempio, è possibile osservare il Golfo di Catania in primo piano con la Città di Catania ai piedi del gigante vulcanico.
Da Reggio Calabria e soprattutto dal basso Reggino Jonico, quindi nell’estrema punta dell’Italia, in Calabria meridionale, l’Etna si mostra in tutta la sua maestosità dietro lo Stretto, quel piccolissimo imbuto d’acqua che separa la Sicilia dal continente: la vista è affascinante perchè con le forti correnti che caratterizzano le acque tra Reggio e Messina, sembra quasi che il vulcano sia affacciato ad un fiume.
Tra l’altro in primo piano, da questo punto di osservazione, c’è lo straordinario scenario di Taormina, Giardini Naxòs e Castelmola, con ben in vista Acireale, Giarre e Riposto, tutta la zona nord del Catanese.
E così nel pomeriggio di mercoledì 14 maggio, verso le 19.30 circa, noto con grande stupore che l’aria s’è ripulita talmente tanto da consentirmi di osservare uno spettacolo unico, bellissimo, di un’emozione che neanche le fotografie scattate possono riuscire a trasmettere: le colonne di fumo prodotte dalle esplosioni nel cratere di sud/est dell’Etna:
Ma lo spettacolo più bello ancora non riesco neanche ad immaginarmelo.
In serata, verso le 23.00, mi affaccio al balcone quasi per caso, ma noto subito qualcosa che attira la mia attenzione come se fosse una calamita: si vedono benissimo i fiumi di lava che scendono nella dorsale sud/orientale dell’Etna, nella Valle del Bove, che pure vedo per miracolo da casa.
Dal litorale sud di Reggio, zona di Pellaro, sicuramente è ancor più bello. Eppure mi metto a fare qualche scatto, perchè le luci di Taormina e Castelmola con a ridosso la lava incandescente non si vedono tutti i giorni: l’ultima volta era capitato nel dicembre 2006.
Mentre una splendida nave da crociera da poco uscita dal porto di Messina si allontana verso Sud, immagino tutti i turisti nordici lì presenti che affascinati e stupefatti ammirano una splendida eruzione che però per gli abitanti delle pendici etnee è una consuetudine, una normalità, una routine cui hanno fatto l’abitudine nel corso dei secoli: un’abitudine a cui probabilmente non riuscirebbero a fare a meno. Essi, infatti, definiscono l’Etna il “Gigante Buono”.
E intanto basta scrutare bene dietro le finestre di ogni abitazione reggina e si vede qualcuno che ammira, pieno di fascino e interesse, l’esplosione di lava e lapilli dall’Etna: uno dei fenomeni naturali più spettacolari che ci possano essere.
E come dargli torto, è davvero uno spettacolo affascinante.
La colonna di fumo e cenere “viaggia” in queste ore verso est – sud/est, verso lo jonio, a causa dei venti provenienti da ovest – nord/ovest, com’è ben visibile dal satellite:
Nei prossimi giorni (tra venerdì e sabato) tornerà lo scirocco, e questo comporterà (qualora dovesse continuare l’eruzione) uno spostamento della direzione di cenere e fumo verso nord/ovest, verso la Provincia di Messina e li litorale Tirrenico (Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto, Capo d’Orlando e forse addirittura Palermo): in queste aree ci potrà essere una “pioggia” di cenere nera come capita spesso in queste occasioni.
GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI DAL VULCANO:
ETNA: COLATA DI UN CHILOMETRO, PER ORA NON PERICOLOSA (AGI) – Catania, 14 mag. - E’ lunga oltre un chilometro la colata alimentata dalla lava che esece da una frattura che si e’ aperta nella zona della Valle del Leone. E’ questa la situazione aggiornata sull’Etna secondo il sopralluogo compiuto dagli esperti del dipartimento nazionale della Protezione civile. La colata lavica nella zona piu’ a valle si divide in due bracci, espandendosi nella desertica Valle del Bove senza costituire un pericolo per i centri abitati. All’interno della frattura si sono create diverse bocche del tipo ‘a bottoniera’, tre delle quali presentano effusione lavica e attivita’ stromboliana, cioe’ esplosioni e lancio di magma incandescente. (AGI)
ETNA: INGV; FRONTE PIU’ AVANZATO A QUOTA 1.200 METRI (ANSA) – CATANIA, 14 MAG - Sull’Etna permane un’attivita’ effusiva la cui colata lavica, che fuoriesce dalla porzione inferiore della fessura eruttiva formatasi alla base del cratere di Sud-Est tra quota 2.900 e 2.700 metri in direzione est si riversa in Valle del Bove con un primo fronte, attualmente poco alimentato, che ha raggiunto quota 1.200 metri circa in direzione di Monte Fontana. Un secondo fronte attualmente piu’ attivo si attesta a quota 1.450 metri circa. E’ quanto emerge da un sopralluogo compiuto sull’Etna da vulcanologi dell’Ingv di Catania che hanno sorvolato il vulcano con un elicottero messo a disposizione dal Dipartimento Regionale di Protezione Civile. (ANSA)
ETNA SEMPRE MONITORATO:CONTINUA ATTIVITA’ ESPLOSIVA Lava corre su due bracci in Valle del Bove, nessun pericolo – Messina, 14 mag. (Apcom) - Continua ad essere strettamente monitorata l’attività dell’Etna risvegliatosi lo scorso 10 maggio. Anche oggi l’Istituto di geofisica e vulcanologia di Catania insieme agli esperti del dipartimento nazionale della Protezione civile, al professore Mauro Rosi dell’università di Pisa e i militari del soccorso alpino della guardia di finanza di Nicolosi, ha effettuato un sopralluogo sulla sommità del vulcano siciliano, dal quale è stato rilevato che la frattura apertasi sul versante sud-est dell’Etna è lunga circa un chilometro e si è aperta nella zona denominata della Valle del leone. All’interno della frattura si trovano diverse “bocche” a “bottoniera”. Da tre di queste si nota effusione lavica e un’attività di tipo stromboliano. La colata lavica nella zona più a valle si divide in due bracci, espandendosi nella desertica Valle del Bove, non costituendo pertanto un pericolo per i centri abitati.
ETNA: FRATTURA LAVICA LUNGA 1 KM CON ‘BOCCHE’ A ‘BOTTONIERA’ (ANSA) – CATANIA, 14 MAG – La frattura dalla quale esce la colata sul versante sud-est dell’Etna e’ lunga circa un chilometro e si e’ aperta nella zona della Valle del leone. Al suo interno si sono create diverse ‘bocche’ del tipo a ‘bottoniera’, da tre delle quali e’ presente effusione lavica e stromboliana. La colata lavica nella zona piu’ a valle si divide in due bracci, espandendosi nella desertica valle del Bove senza costituire un pericolo per i centri abitati E’ quanto emerge da un sopralluogo sull’Etna compiuto da esperti del dipartimento nazionale della Protezione civile, dal prof. Mauro Rosi dell’universita’ di Pisa e da militari del soccorso alpino della guardia di finanza di Nicolosi. (ANSA)
ETNA: CONTINUA ATTIVITA’ ESPLOSIVA MA SITUAZIONE MONITORATA DA ESPERTI INGV Catania, 14 mag. – (Adnkronos) – Sull’Etna continua l’attivita’ stromboliana, anche se le esplosioni e i lanci di lava sono relegati nelle zone sommitali del vulcano e non creano pericoli per la popolazione. Una colata di lava, dovuta a una frattura che si e’ aperta alla base del cratere di sud-est, si riversa nella Valle del Bove. La sitauzione e’ costantemente monitorata dagli esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania. (Ftb/Ct/Adnkronos)















Stanno facendo di tutto per farsi cacciare dalla Rai, e lo fanno apposta: Marco Travaglio e Michele Santoro, da quando Berlusconi ha vinto le elezioni, non fanno altro che alzare i toni, andare oltre le regole (scritte e non) della televisione, provocare e dire fandonie per farsi cacciare dalla Rai: è un metodo ben preciso (e, se vogliamo, anche intelligente) per poi poter urlare che sono stati censurati, che non hanno diritto di parola, che Berlusconi è peggio di Mussolini, che in Italia non esiste libertà di stampa ecc. ecc.