E’ tempo di elezioni universitarie.
Noi giovani siamo in fermento per conquistare il più alto numero di seggi possibili all’università: l’effetto Pdl ci ha contagiato e quest’anno ci presentiamo con una lista, “Giovani Universitari”, che raggruppa tutti i gruppi studenteschi e le associazioni universitarie che fanno capo ad Alleanza Nazionale, Forza Italia e anche altri gruppi minori dell’Udc e altre realtà.
Siamo entusiasti nel nostro impegno quotidiano e lavoriamo sodo per portare a termine un altro successo in un territorio, quello universitario, molto complesso e tortuoso per noi giovani di destra.
In questo periodo ce ne capitano di tutti i colori. Sono candidato in prima persona al Consiglio del Corso di Laurea nella mia Specialistica, e sostengo tanti cari amici nei vari Consigli di Facoltà sia a Scienze Politiche che a Lettere e Filosofia. E’ tempo di campagna elettorale e bisogna combattere con tutto e con tutti.
Alcuni sorrisi, qualche occhiolino, mi aiutano e mi sostengono ogni giorno nell’impegno quotidiano, ma non è certo bello ogni mattina doversi attivare per riattaccare tutti i manifesti che, in facoltà, ci hanno puntualmente strappato via.
La segretaria, sempre dolce, cordiale e disponibile fino a due settimane fa, sostiene i ragazzi di una lista di sinistra: adesso mi guarda male, evita di rispondermi e lo fa sempre con supponenza e come se mi stesse facendo la cortesia più grande del mondo, non il suo lavoro.
Le battaglie più serrate, però, sono quelle degli studenti.
Secondo uno studio pubblicato da “Il Corriere dell’Università e del Lavoro” un mese fa, gli studenti universitari Italiani sono decisamente più spostati a sinistra che a destra, e in base ad alcuni sondaggi alle ultme politiche avrebbero votato così: 31,8% il Partito Democratico, 18,5% il Pdl, 14,2% la Sinistra Arcobaleno, il 2,9% La Destra e il 2,2% l’Udc (escludendo astenuti, indecisi e altre liste).
All’Università spesso molti cercano di mascherare le elezioni dicendo che le liste non sono politiche, di votare solo per la persona.
In realtà non è vero: le liste sono tutte politiche, ce n’è qualcuna in cui ci sono partiti sia di destra che di sinistra perchè fanno alleanze particolari , e quindi ci sono candidati sia di destra che di sinistra; ci sono le liste territoriali che hanno altri agganci esterni alla politica, ma non per questo meno potenti. Le liste principali hanno comunque sempre un’identità politica ben precisa.
Apparentemente sono tutti sorridenti e positivi, quando gli chiedo il voto per me al Consiglio di Corso di Laurea e per il nostro candidato al Consiglio di Facoltà, ma se in un modo o nell’altro viene fuori il discorso politico, quando con forza e orgoglio sincero e spontaneo descrivo la mia lista per quello che è, una lista di centro/destra, che rispecchia i miei valori in quanto militante di Azione Giovani beh allora il discorso si complica.
Iniziano a guardarti con l’occhio storto, e qualcuno ci va dentro pesante, magari iniziando con una battuta: “Io voto a quello lì allora” e io: “Ma è il più comunista di tutti … te lo immagini un consigliere di facoltà che si siede insieme ai professori con spranghe, coltelli e spinelli ?” per rispondere ad una battuta con una battuta.
Ma lì si inizia allora con i discorsi seri: “Ma perchè, tu pensi che tutti i comunisti si fanno le canne?” mi chiede.
“Certo, quasi tuti: il 90%. Vogliono legalizzarla perchè gli piace”.
Ed a questo punto mi risponde così: “E perchè, tu vuoi venirmi a dire che non ti sei mai fatto una canna ?” confermando e ammettendo che tutti i comunisti si fanno le canne e che, anzi, un pò tutti si fanno le canne.
La realtà della mia vita però mi consente di gonfiare il petto quasi fino a far saltare i bottoni della camicia e rispondere, con voce dignitosa, che “No, non ho mai fatto una canna”.
“Neanche io ne ho mai fatta una” risponde un mio caro amico, candidato al Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche e militante come me di Azione Giovani a Reggio.
La discussione evidenzia che la politica oggi è più importante che mai perchè il bipolarismo che va delineandosi in Italia divide il Paese tra due modelli di vita, due stili di esistenza, due sistemi valoriali ben differenti tra loro. Due mondi dentro una nazione, con principi e fondamenti lontani anni luce uno dall’altro.
Loro sono quelli che si fanno le canne, con la droga che gli vende la mafia, e di nascosto dalla polizia perchè drogarsi è illegale: poi diventano santarelli quando devono difendere la costituzione, la legalità, e combattere la criminalità organizzata.
Ma si cambia presto discorso, non gli conviene continuare a parlare delle sostanze stupefacenti.
Attacca così: “Quindi tu sei come quelli contro gli immigrati ? E degli omosessuali cosa pensi ? La mafia ? Sono vostri amici vero? E la Chiesa … immagino sei credente. Le tasse, meglio non pagarle, vero? “
Ridendo mi avvicino e le dico: “Ahah, sì, piacere, mi chiamo Satana” !
Noi di destra non siamo contro gli immigrati, ma siamo per gli Italiani. Gli immigrati che entrano in Italia regolarmente, hanno intenzione di comportarsi bene e lavorare, vogliono vivere tranquilli e fare del bene con onestà non possono che essere i benvenuti: potranno conquistarsi la cittadinanza Italiana con tutti i diritti che gli riconosce, a partire da quello di votare per avere rappresentanza in parlamento. Quelli che, però, sono illegali già perchè clandestini, e poi non fanno altro che rubare, uccidere, stuprare, spacciare droga ecc. ecc. vanno assolutamente rispediti a casa. E non a parole in un salotto come Porta a Porta, ma a calci in culo.
Degli omosessuali ? Ma è così difficile capire che nessuno vuole discriminarli ? Ovviamente bisogna capire cosa si intende per discriminazione. Non discriminarli vuol dire consentirgli di lavorare in modo sereno e tranquillo, di vivere la loro realtà umana e sessuale come meglio credano nella loro privacy con tutta la libertà del mondo. Altro discorso è invece consentirgli di sposarsi, di firmare contratti familiari e di mettere sù famiglia adottando bambini e crescendoli in modo assolutamente anomalo come hanno fatto in Spagna.
“E perchè no, che c’è di male. Tutti gli animali sono bisessuali. E l’uomo altro non è che un animale, un parente della scimmia.”
Ok, altre risate. A volte è inutile anche parlarne. Ma lo “show” continua: la Costituzione viene giudicata dalla sinistra tutta una pergamena intoccabile firmata dalla resistenza Italiana. Ogni qual volta qualcuno propone alcune modifiche, c’è una levata di scudi dei sinistrorsi: per quanto riguarda la famiglia però intendono modificarla solo perchè definisce la “famiglia” e il “matrimonio” unione di un uomo con una donna: “La società cambia, che vuoi che sia un pezzo di carta di 60 anni fa”: peccato però che nell’anniversario del 25 aprile il più importante quotidiano di sinistra in Italia recitava: “La nostra Costituzione ha 60 anni eppure non lo dimostra”.
Avanti così.
Quando le spiego, infine, che sì – sono credente – ma questo non c’entra con la mia idea politica: sono fermamente laico e credo che la Chiesa non debba avere ingerenze sulla politica di un Paese, mi risponde così: “Io purtroppo non ho questa fortuna”.
“Mi dispiace per te, ma hai sempre tempo per tornare sulla retta via”