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Archivio per 5 Maggio 2008

Ciclone “Nargis” in Birmania: 10.000 morti e 15.000, tremenda catastrofe naturale

Pubblicato da peppecaridi su 5, Maggio, 2008

CICLONE NARGIS IN BIRMANIA: 10 MILA
MORTI, 15 MILA DISPERSI, IL BILANCIO
CONTINUERA’ INEVITABILMENTE A SALIRE
Connotati sempre più catastrofici: la Birmania è stata devastata dal Ciclone Nargis che ha causato decine di migliaia di vittime: una catastrofe naturale che, nel sud/est Asiatico, ricorda lo tsunami del 26 dicembre 2004: il bilancio dei morti è purtroppo destinato ancora a salire.

BIRMANIA: OLTRE 10.000 MORTI PER CICLONE, SI’ AD AIUTI /ANSA
GIUNTA MILITARE APRE A ONU. DECINE DI MIGLIAIA DI SENZATETTO (ANSA-AFP-REUTERS) – RANGOON, 5 MAG -
Sono molte migliaia le vittime del ciclone Nargis che ha devastato il sud-ovest della Birmania, colpendo in particolare le regioni di Rangoon e del delta del fiume Irrawaddy, dove ha lasciato dietro di se’ decine di migliaia di senzatetto. Il ministro birmano degli affari esteri Nyan Win, intervenendo alla televisione di stato, ha parlato di ”piu’ di diecimila morti” e 92 mila senzatetto, ma l’agenzia Nuova Cina, citando ”dati ufficiali” diffusi dalle autorita’ locali, ha riferito di oltre 15.000 persone uccise dal ciclone. Certo il bilancio non e’ definitivo perche’ sono molte le zone che non sono ancora state raggiunte dai soccorsi. Si tratta comunque di cifre che delineano un quadro disastroso della situazione, tanto grave da aver indotto i militari che da 45 anni governano il paese col pugno di ferro, mantenendolo isolato dal mondo, ad accettare aiuti internazionali sotto la supervisione dell’Onu. Paul Risley, portavoce del Programma alimentare mondiale (Wfp) a Bangkok, ha infatti annunciato che ”il governo birmano ha mostrato la volonta’ di accettare l’aiuto internazionale attraverso le Agenzie delle Nazioni Unite”. Da Ginevra la portavoce dell’Ufficio dell’Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), Elysabeth Byrs, ha affermato che si stanno mettendo a punto i dettagli per poter intervenire concretamente. La Commissione Europea ha stanziato due milioni di euro ed anche la Casa Bianca ha annunciato l’invio di aiuti, ma ha sottolineato che prendera’ precauzioni per evitare che i fondi possano essere usati in altro modo dalla giunta militare birmana. La macchina dei soccorsi internazionali si e’ comunque gia’ messa in movimento: la Croce Rossa ha cominciato a distribuire cibo e vestiario nelle zone piu’ colpite, mentre un aereo con viveri e medicinali inviato dalla Thailandia e’ potuto atterrare nell’aeroporto di Rangoon, riaperto al traffico oggi pomeriggio, e due navi con generi di prima necessita’ sono salpate da Port Blair, capoluogo dell’arcipelago indiano delle Andamane e Nicobare, che dista 390 miglia dal porto di Rangoon. L’ ”hunraken”, come – dal nome del dio delle tempeste – i cicloni vengono chiamati nell’Oceano Indiano, si e’ abbattuto sulla costa sud-occidentale della Birmania sin dalla tarda serata di venerdi’, con venti violentissimi che hanno soffiato fino a 240 km orari, spazzando letteralmente via decine di villaggi di pescatori e distruggendo oltre il 70% delle abitazioni di due localita’ situate nel delta dell’Irrawaddy, Laputta e Kyaik Lat. La maggior parte delle vittime e dei dispersi sarebbe concentrata nell’isola di Haing Gyi, all’estremita’ occidentale del delta, investita da enormi ondate di marea, ma la furia di Nargis ha provocato ingenti danni anche nelle regioni di Bago, negli stati Karen e Mon, nonche’ a Rangoon, la maggiore citta’ ed ex capitale della Birmania, dove le strade appaiono ingombre dei detriti delle abitazioni crollate e degli alberi divelti. Dai rilievi effettuati con l’aiuto dei satelliti, gli esperti calcolano che nel paese, gia’ uno dei piu’ poveri del mondo, i sinistrati ammontino a circa due milioni. La Croce Rossa giudica che le priorita’ immediate dell’azione umanitaria siano provvedere acqua pulita e rifugi di emergenza per gli sfollati. Quindi abiti, cibo, articoli per l’igiene e zanzariere contro la malaria. Se hanno accettato gli aiuti umanitari, i militari che governano la Birmania non hanno pero’ cambiato idea sul referendum per la nuova costituzione, osteggiata dalla comunita’ internazionale e dal Premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, che lo giudicano un espediente per perpetuare il predominio dell’esercito nella conduzione degli affari di Stato. La giunta ha infatti deciso che malgrado la situazione di emergenza causata dal ciclone, la consultazione popolare si terra’ come previsto il prossimo sabato 10 maggio. Lo si legge oggi sulla stampa ufficiale birmana: ”Il referendum si terra’ tra qualche giorno e la popolazione attende con impazienza l’appuntamento”, scrive il quotidiano governativo New Light. (ANSA-AFP-REUTERS).

BIRMANIA: CICLONE; USA, RIFIUTATA NOSTRA ASSISTENZA (ANSA) – WASHINGTON, 5 mag – La Birmania ha fin d’ora rifiutato l’offerta di aiuti americani per il ciclone che ha colpito il Paese. Lo ha reso noto oggi a Washington il portavoce del Dipartimento di Stato, Tom Casey. ”Noi abbiamo una squadra specializzata pronta a partire per portare aiuto e assistenza a chi ne ha bisogno – ha detto Casey -. Ma a tutt’ora a quanto capisco il governo birmano non le ha dato il permesso di entrare nel Paese”. Casey ha riferito anche che l’ambasciata americana in Birmania ha autorizzato l’immediato versamento di 250 mila dollari a favore delle popolazioni colpite. Nei confronti della Birmania gli Stati Uniti da tempo hanno approvato sanzioni commerciali, accusando la giunta militare di non rispettare i diritti umani e le normali regole della democrazia, a cominciare da quella del diritto di espressione. (ANSA).

MYANMAR: CICLONE NARGIS, PROTEZIONE CIVILE ITALIANA PRONTA AD INTERVENIRE Roma, 5 mag. – (Adnkronos) –
La Protezione civile italiana si mobilita per i soccorsi alle popolazioni del Myanmar colpite dal ciclone Nargis. La disponibilita’ ad intervenire nell’ambito di un’eventuale missione di soccorso e’ stata avanzata dal Dipartimento della Protezione Civile al competente servizio dell’Unione Europea. La comunicazione e’ stata inviata al Mic (Monitoring Information Center) a Bruxelles, struttura che, nell’ambito dell’Unione Europea, svolge la funzione di coordinamento in relazione alle diverse esigenze, legate a calamita’, che provengono da Paesi interessati da un’emergenza, sia in ambito comunitario che internazionale. L’eventuale invio di team italiani per la valutazione degli interventi necessari a fronteggiare l’emergenza e per le operazioni di assistenza alle popolazioni colpite dall’uragano avverra’ comunque nel contesto di una missione di soccorso internazionale coordinata dall’Unione Europea. Proprio il fattore tempo e la distanza dall’Italia del Myanmar sono decisivi rispetto all’assetto ed alla composizione della missione di soccorso, che comunque sara’ pianificata in funzione delle richieste che arriveranno, per il tramite dell’Unione Europea, da Naypyidaw, capitale dell’ex Birmania. (Mac/Pn/Adnkronos)

EMERGENZA CIBO: BIRMANIA, IN PERICOLO ESPORTAZIONI DI RISO SI TEMONO RIPERCUSSIONI SUI PREZZI (ANSA-REUTERS) – BANGKOK, 5 MAG - La tragedia che ha colpito la Birmania, devastata dal ciclone Nargis che ha provocato decine di migliaia di morti, potrebbe avere gravi ripercussioni sull’emergenza cibo che gia’ minaccia i paesi poveri del mondo. L’allarme e’ stato lanciato da Paul Risley, portavoce del Programma alimentare mondiale (Wfp) a Bangkok, il quale ha sottolineato come ben difficilmente la Birmania potra’ onorare l’impegno a fornire quest’anno le 50.000 tonnellate di riso promesse al Bangladesh e allo Sri Lanka. Il ciclone Nargis ha infatti colpito in particolare le regioni di Bago e del delta del fiume Irrawaddy, dove si produce la maggior parte del riso birmano. Nel 1948, all’atto dell’indipendenza dalla Gran Bretagna, la Birmania era il maggior esportatore mondiale di riso e lo scorso anno ne ha esportate 400.000 tonnellate, ma ora che la maggior parte delle sue risaie sono state devastate, il paese potrebbe trovarsi nella necessita’ di doverne importare, per far fronte alle necessita’ dei suoi 53 milioni di abitanti. E questo – ha denunciato Risley – potrebbe contribuire ad aggravare la gia’ drammatica emergenza cibo determinata nei paesi in via di sviluppo dai recenti rincari degli alimenti di base. (ANSA-REUTERS)

MYANMAR: CARITAS AMBROSIANA LANCIA RACCOLTA DI FONDI (Adnkronos)-
La Caritas Ambrosiana in accordo con Caritas Internationalis e Caritas Italiana, ha scelto di lanciare una raccolta fondi per gli aiuti umanitari e i primi interventi di emergenza. Le ultime stime ufficiali parlano di 4mila morti, ma il numero delle vittime effettive potrebbe essere di molto superiore, secondo fonti locali che Caritas Ambrosiana, tramite il network internazionale, e’ stata in grado di contattare in queste ore. Sempre secondo queste informazioni le zone piu’ colpite sono: l’ex capitale Rangoon, il territorio della diocesi di Pathein e il delta del fiume Irrawaddy. Qui la tempesta tropicale, con raffiche di vento fino a 240 chilometri orari, ha distrutto interi villaggi e interrotto le vie di comunicazione. Tutto cio’ rendera’ ancora piu’ difficile distribuire gli aiuti umanitari alle centinaia di migliaia di persone sfollate, rimaste senza tetto e acqua potabile. Il disastro, a pochi giorni dal referendum sulla nuova costituzione, il 10 maggio, rende ancora piu’ complesso, speiga la caritas Ambrosiana, il delicato quadro socio-politico gia’ compromesso dalle manifestazioni dello scorso autunno organizzate da una larga parte della popolazione e da migliaia di monaci buddisti per la tutela dei diritti umani. E’ possibile donare il proprio contributo tramite: donazione diretta presso l’Ufficio Raccolta Fondi in via San Bernardino, 4 a Milano (orari: dal lunedi’ al giovedi’ dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30 e il venerdi’ dalle ore 9.30 alle ore 12.30); conto corrente postale n. 13576228 intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS; conto corrente bancario n. 578 – Cin P, ABI 03512, Cab 01602 presso l’ag. 1 di Milano del Credito Artigiano e intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS IBAN: IT16 P 0351201602000000000578; tramite carte di credito: donazione telefonica chiamando il numero 02.76.037.324 in orari di ufficio donazione diretta collegandosi al sito www.caritas.it Causale delle offerte (detraibili fiscalmente): ”Emergenza Myanmar ex-Birmania” (Red-Dra/Zn/Adnkronos)

BIRMANIA:CICLONE;ESPERTI,NARGIS IN ANTICIPO SU STAGIONE/ANSA (ANSA) – ROMA, 5 MAG -
Un tifone ‘normale’ ma precoce che si e’ abbattuto in un territorio particolarmente problematico. Gli esperti italiani parlano cosi’ di Nargis, il ciclone che ha colpito venerdi’ e sabato scorso la Birmania provocando migliaia di vittime. Cicloni come questo, sono diventati dagli anni ‘90 fenomeni ”piu’ violenti e frequenti”, afferma Giampiero Maracchi, direttore dell’Istituto di Biometeorologia del Cnr di Firenze. ”I tifoni ci sono sempre stati – spiega – ma nell’arco di questi ultimi 18 anni sono diventati piu’ forti e assidui. In questo caso il ciclone Nargis ha colpito un po’ prima del previsto, visto che la stagione delle piogge e dei cicloni nell’ oceano indiano inizia generalmente a fine maggio”. La spiegazione di questo intensificarsi di uragani e tifoni sta nella maggiore quantita’ di energia presente nel mare. ”Basti pensare – continua Maracchi – che dal 2000 al 2006 l’ incremento del calore negli oceani e’ stato pari a 10 mila miliardi di miliardi di joule”. E’ quindi possibile che nei prossimi mesi, ”visto l’aumento di energia nel mare, ci siano altri fenomeni del genere. Per quel che riguarda Nargis – prosegue Maracchi – man mano che si spostera’ verso nord, lasciando le basse latitudini dell’area tropicale, perdera’ di intensita’. I danni infatti avvengono in prossimita’ del mare, dove i cicloni si scaricano. Tuttavia c’e’ sempre un fattore di imponderabilita’ in metereologia. Quest’anno oltre tutto c’e’ un’anomalia fredda sull’oceano Pacifico, che in qualche modo avra’ degli effetti anche sull’oceano Indiano”. ”Nargis – sottolinea Luca Mercalli, presidente della Societa’ meteorologica italiana – era previsto dal 30 aprile, era seguito e si conosceva. E’ il primo tifone stagionale del Golfo del Bengala. Il problema – spiega l’esperto – non e’ il fenomeno in se’ ma il paese in cui arriva. E se ci sono problemi, come in questo caso, i danni si moltiplicano”. Per Mercalli, Nargis, stando alle informazioni attuali, risulta a un livello tra 3 e 4 su una scala dove il massimo e’ 5 con venti a 200 chilometri orari e piogge torrenziali. Ma, mette in evidenza ancora Mercalli, da valutare ”le caratteristiche del territorio colpito piuttosto che un’anomalia”. ”Un tifone normale anche se un po’ precoce”: cosi’ definisce Nargis Claudio Rafanelli, primo ricercatore al centro internazionale di scienze della terra del Cnr. ”Normale ma capitato in un territorio particolarmente problematico” che e’ stato investito da tutto quello che un tifone porta con se’: ”Acqua dal cielo in un tempo fortemente ridotto (24-36 ore) e un difficile deflusso dei fiumi che scaricano male in mare che con un peso dell’atmosfera piu’ limitato si alza”. Ma Nargis e’ collegato al cambiamento climatico? ”Su questo fronte si sta cercando di fare chiarezza. Sappiamo che c’entra la temperatura del mare ma non sappiamo perche’ il mare si scalda cosi’ – riferisce Rafanelli – certo che in questi dieci anni sono aumentate le perturbazioni meteo di forte intensita”’. (ANSA).

BIRMANIA:CICLONE;344 MLN PERSONE ESPOSTE A CICLONI TROPICALI (ANSA) – ROMA, 5 MAG -
Ammontano a 344 milioni le persone esposte a cicloni tropicali, 521 milioni a inondazioni secondo l’ultimo Rapporto sullo sviluppo umano 2007-2008. Il 2007, in base a dati di gruppi di ricerca Onu, e’ stato caratterizzato da un netto aumento delle alluvioni nel mondo rispetto alla media degli ultimi sette anni e l’Asia e’ stato il continente piu’ colpito dalle catastrofi. Dal 1950 il numero di disastri causati da uragani (quindi sul versante dell’oceano Atlantico) sono raddoppiati mentre le ondate di calore e le inondazioni sono quadruplicate. Sul fronte catastrofi in generale, nel 2007 sono stati registrati 399 disastri naturali (la meta’ legati a condizioni atmosferiche) che hanno provocato in tutto piu’ di 16.500 morti e colpito 197 milioni di persone. Otto dei dieci Paesi che hanno registrato nel 2007 il piu’ alto numero di morti a causa dei disastri si trovano in Asia. Si tratta in particolare del Bangladesh con 4.234 persone uccise dal ciclone Sidr (novembre). Nel 2006, secondo gli ultimi dati della Federazione internazionale della Croce rossa e della Mezzaluna rossa, 427 catastrofi naturali hanno sconvolto il pianeta, colpendo 142 milioni di persone e causando piu’ di 24.800 morti; rispetto al 2005 e alla media del decennio, le persone colpite sono in diminuzione, ma le tendenze generali rivelano un drammatico aumento delle catastrofi e dei loro bilanci in vite umane negli ultimi dieci anni rispetto al decennio precedente. Paragonando i dati del decennio 1997-2006 con quelli del decennio precedente (1987-1996) il numero di disastri segnalato e’ cresciuto del 60%, da 4241 a 6806. Durante lo stesso periodo, il numero di decessi e’ raddoppiato passando da 600 mila 1,2 milioni. La media di persone colpite e’ salita del 17%. (ANSA).

BIRMANIA/ BAN KI-MOON: ONU PRONTA A FARE IL POSSIBILE PER AIUTI Squadra di esperti in catastrofi pronta per partire New York, 5 mag. (Apcom) -
“Le Nazioni Unite faranno tutto il possibile per portare aiuti d’emergenza alla Birmania”, ha dichiarato oggi il Segretario Generale Onu Ban Ki-moon ricordando che una squadra di esperti in catastrofi è pronta per recarsi nel paese colpito dal tremendo ciclone Nargis. Ban si è detto “molto allarmato” dopo aver sentito l’ultimo bilancio che ha fatto salire ad oltre 10mila morti il numero delle vittime. Gli sfollati sono centinaia di migliaia. Il Segretario Generale Onu non ha specificato come l’Onu intende agire dal momento che le informazioni sulle proporzioni della catastrofe sono ancora frammentarie.(fonte Afp)

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Ciclone “Nargis” in Birmania: 4.000 morti e 3.000 dispersi il bilancio, ancora provvisorio

Pubblicato da peppecaridi su 5, Maggio, 2008

CICLONE NARGIS IN BIRMANIA: QUATTRO
MILA MORTI, TRE MILA DISPERSI
Giungono notizie sconvolgenti dalla Birmania: è salito a 3.969 il numero ufficiale delle vittime dell’uragano Nargis. 41 i feriti al momento in cura negli ospedali del Paese e ancora 2.879 dispersi solamente nelle divisioni di Rangoon e di Irrawaddy!

La situazione assume caratteristiche drammatiche.

BIRMANIA/ 4.000 MORTI PER IL CICLONE NARGIS, 3.000 DISPERSI -
La Thailandia pronta a inviare primo aereo carico di aiuti
Rangoon, 5 mag. (Ap) -
L’emittente radiofonica statale della Birmania, che trasmette dalla nuova capitale Naypyitaw, ha riferito di quasi 4.000 morti e 3.000 dispersi. Il precendente bilancio diffuso dalla giunta militare parlava di almeno 351 morti. Il ciclone Nargis si è abbattuto lo scorso fine settimana sulla zona meridionale del paese, lasciando centinaia di migliaia di persone senza casa e acqua potabile, stando a quanto deenunciato da funzionari Onu. Sono cinque le regioni dove è stato dichiarato lo stato di calamità naturale, nella zona sud-occidentale el Paese. Colpita anche l’ex capitale Rangoon, città che conta circa 6,5 milioni di abitanti, dove gli abitanti più anziani sostengono di non aver mai visto tanta devastazione. La Thailandia ha fatto sapere che invierà oggi un primo aereo con gli aiuti di emergenza chiesti dalla giunta. Stando a quanto precisato da un portavoce del governo di Bangkok, Wichianchote Sukchotrat, la giunta ha chiesto aiuti alimentari, medicinali e attrezzature per la ricostruzione. Inoltre, il ministero degli Esteri birmano ha convocato per oggi una riunione con gli Ambasciatori stranieri, facendo prevedere una richiesta di assistenza ad altri Paesi.

Birmania: governo chiedera’ aiuto comunita’ internazionale Roma, 05 MAG (Velino) – La giunta militare birmana chiedera’ l’aiuto della comunita’ internazionale per fare fronte alle conseguenze del ciclone che si e’ abbatutto sul suo territorio nel fine settimana. Il governo di Rangoon questa mattina ha convocato gli ambasciatori stranieri presso il ministero degli Esteri e ha dichiarato lo stato di emergenza nella maggior parte del Paese. I primi soccorsi sono stati gia’ inviati. La Thailandia ha predisposto un aereo (che arrivera’ domani) carico di cibo, medicine e materiale da costruzione e la Croce Rossa internazionale (Cri) ha cominciato a lavorare insieme alla sua sede birmana per fornire in tempi brevi acqua potabile, moduli abitativi prefabbricati e lenzuola. L’organizzazione umanitaria ha anche lanciato un appello affinche’ tutti intervengano in tempi rapidi, dato l’elevato rischio che scoppino epidemie e ha messo a disposizione della Birmania circa 190 mila dollari per fronteggiare le emergenze piu’ urgenti.

Birmania, la mobilitazione della Caritas Internationalis Roma, 05 MAG (Velino) -
Le agenzie caritative cattoliche del circuito della Caritas Internationalis esprimono preoccupazione per la situazione del Myanmar (Birmania) in seguito al ciclone Nargis. La tempesta si e’ abbattuta sulla regione dell’Irrawaddy Delta lo scorso sabato e ha danneggiato gravemente le infrastrutture nella capitale, Yangon (Rangoon), e distrutto decine di migliaia di abitazioni in quell’area. La Caritas Internationalis sta coordinando gli aiuti delle 162 Caritas nazionali e sta lavorando con gli operatori presenti sul luogo.

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La (vera) telenovela di Rete 4, ancora in onda tra decreti, pianti e scoop

Pubblicato da peppecaridi su 5, Maggio, 2008

Ecco come Emilio Fede continua a dirigere il TG 4 nonostante la sentenza di incostituzionalità del 1994

La (vera) telenovela di Rete 4, ancora in onda tra decreti, pianti e scoop

Una legge del Governo Prodi (1996-1997) ha consentito lunga vita all’odiata rete “Berlusconiana”

di Peppe Caridi

Il 31 gennaio 2008 la Corte Europea con una sentenza ha dichiarato illegale il regime italiano di assegnazione delle frequenze televisive, dando ragione a Francesco Di Stefano, editore di Europa 7, emittente televisiva che ha vinto la concessione regolare di trasmettere sulle frequenze che attualmente usa Rete4.

Quella di Rete4 e di Emilio Fede è una storia nella storia della televisione, una storia non certo facile: lunga, tribolata, a tratti tormentata.

Un po’ come una telenovela; ma non è fiction: è realtà. Ogni qual volta sembra avvicinarsi l’epilogo, entra in scena un nuovo protagonista, un nuovo elemento che stravolge la situazione tanto da trasformare quello che doveva essere un “addio” in un “arrivederci alla prossima serie”: come avviene nell’ultima puntata de I Cesaroni (o di Un Medico in Famiglia per par-condicio) che lasciano con il fiato sospeso e rimandano a quella successiva.

Le avventure di Fede, soprannominato dai blogger del web Sciupone l’Africano per via di un contenzioso sulle spese di un periodo di lavoro in Africa negli anni ’60 (una bottiglia d’acqua al costo di 1000£ era parso eccessivo ai dirigenti Rai), cominciano il 28 agosto’84, quando Berlusconi acquisisce Rete4 che era nata il 4 gennaio ‘82 per iniziativa della Mondatori.

Il 20 ottobre dello stesso anno, il governo Craxi emette il decreto salvaprivate, rinnovato il 6 dicembre e trasformato in legge il 4 febbraio ‘85, che si limita a “fotografare” la situazione esistente, legittimandola legalmente, in attesa di una legge che regolamenti il sistema: legge che arriverà solo dopo 5 lunghi anni.

Il 5 agosto ‘90 viene approvata la legge Mammì che consente allo stesso soggetto di avere massimo tre reti e che quindi non fa altro che confermare la situazione esistente.

Per altri 4 anni “tutti vissero felici e contenti”, rendendo questa tele – telenovela (reale) un po’ più tenera e sobria.

Probabilmente fino ad oggi mai sarebbe cambiato qualcosa se ad intervenire non fosse stata la Corte Costituzionale, che il 5 dicembre ‘94 dichiara incostituzionali alcuni articoli della Mammì e dice no alle tre reti per un unico proprietario, stabilendo che il problema deve essere risolto entro il ‘96.

Si ricomincia così con miseria e nobiltà: come nella commedia del ‘54 in cui Totò si ritrova a recitare la parte di un popolano che vive pieno di guai, tra miseria vera e falsa nobiltà, il nostro Sciupone l’africano piange in diretta TV, come se il Tg4 fosse la diretta de L’isola dei famosi (o del Grande Fratello, anche qui la par-condicio…) e viene consolato dalle sue “girls” di redazione, che abbandonano la ricerca dello scoop del giorno per stare vicino all’amato leader.

Nel ‘96 il governo Prodi con un decreto legge fa slittare il termine imposto dalla corte costituzionale: forse le lacrime di Fede hanno commosso gli animi brutali dei mangiabambini comunisti che, in tanti anni di governo, mai hanno realizzato quella legge sul conflitto d’interessi che in ogni campagna elettorale hanno utilizzato come cavallo di battaglia.

Il 31 luglio ‘97 viene approvata la legge Maccanico: Rete4 (e anche Rai3) devono andare sul satellite. Non subito, però. Alla faccia dei dettami della corte costituzionale: Ma che ce frega, ma che ce ‘mporta.

Il trasferimento avverrà solo dopo che si sarà verificato lo sviluppo effettivo dell’utenza satellitare.

Altre storie si intrecciano: inizia la vicenda del digitale terrestre, che secondo la legge Gasparri (3 maggio ‘04) sostituirà la televisione analogica nel 2012 realizzando così quello sviluppo effettivo dell’utenza auspicato dalla Maccanico come presupposto per trasferire Rai3 e Rete4 al digitale: così, probabilmente, le reti che dovevano spostarsi molti anni fa, lo faranno quando non esisterà più la televisione analogica e sarà tutto in digitale, in modo che possano continuare a convivere felici e contenti, nonostante i momenti di crisi e i pianti stucchevoli in diretta TV.

Peppe Caridi

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