LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Archivio per 4 Maggio 2008

CALDEROLI MINISTRO SUBITO

Pubblicato da peppecaridi su 4, Maggio, 2008

Il 15 aprile scorso, dopo la vittoria del Pdl alle politiche, Al Quaeda aveva sfogato tutta la sua rabbia sul web contr Silvio Berlusconi: «Che Allah lo maledica e scateni la sua rabbia contro di lui e contro il Papa cattivo» avevano scritto i militanti del fondamentalismo islamico contro il nuovo premier Italiano come se la sconfitta della sinistra fosse la sconfitta del fanatismo religioso islamico, mettendo in guardia il Paese su possibili attacchi terroristici adesso che in parlamento non esiste una rappresentanza di estrema sinistra, quell’estrema sinistra che faceva l’occhiolino a Bin Laden per l’antiamericanismo condiviso: non è un caso che a seguito della sconfitta elettorale i vari Bertinotti, Giordano, Diliberto non hanno fatto altro che attaccare il sistema politico statunitense che si starebbe diffondendo anche in Europa con il bipolarismo.

Adesso che Berlusconi è pronto al giuramento del nuovo Governo, arriva un’altra minaccia, un’altra intimidazione dal mondo islamico: Abdul Alim al Abyat, portavoce della Lega Araba, ha tuonato: «Si vergogni chi ha posizioni offensive verso il Profeta e la nostra religione, se veramente un personaggio di questo tipo (riferito a Calderoli n.d.r.) diventasse ministro, penso che ci potrebbero essere problemi nei rapporti con il vostro Paese e che ci sarebbero ripercussioni catastrofiche».

Che cosa fare, allora ?
CALDEROLI MINISTRO SUBITO, per dimostrare che a casa nostra comandiamo noi, innanzitutto: si stanno abituando fin troppo bene negli ultimi decenni gli islamici a comandare sia a casa loro che a venirci ad imporre le loro regole in Europa. E’ ora di finirla, di dimostrare con una scelta di forza, di autonomia e di indipendenza, che l’Italia, l’Europa, il mondo civile occidentale non teme quattro balordi terroristi che per una cattiva interpretazione del corano predicano odio e terrore mettendo in cattiva luce anche l’islam moderato.

CALDEROLI MINISTRO SUBITO perchè stare contro il mondo islamico fondamentalista vuol dire stare dalla parte del bene, perchè è sbagliato censurare le vignette satiriche su Maometto e così come noi ridiamo delle battute sul Papa e sulla Chiesa Cattolica, non vedo motivo per cui non dovremmo farlo a maggior ragione per un’altra religione. In Svezia il ministro che ha ordinato la censura delle vignette satiriche è stato costretto alle dimissioni per lesa libertà di espressione.

CALDEROLI MINISTRO SUBITO a maggior ragione dopo le minacce e le intimidazioni provenienti dalla Libia, perchè non farlo ministro adesso significherebbe cedere ai dettami provenienti dal mondo islamico.

CALDEROLI MINISTRO SUBITO affinchè arrivi un segnale simbolico forte da parte dell’Italia non solo agli islamici esaltati e accecati dall’odio e dal male, ma anche a tutti quegli europei e quelle istituzioni europee che hanno paura di Al Quaeda e che solo per timore di soccombere stanno pian piano uccidendo la loro storia, la loro identità, le loro origini e le tradizioni millenarie di questa terra così antica quanto, oggi, stuprata nell’animo e nello spirito da questi rozzi e volgari fondamentalisti che l’11 settembre 2001 hanno dichiarato guerra, una guerra che ancora non è finita.

Peppe Caridi

Pubblicato su Politica e Attualità | 6 Commenti »

Scopelliti: “E’ necessario un cambio di passo. Ed i burocrati che non rendono andranno a casa!”

Pubblicato da peppecaridi su 4, Maggio, 2008

www.strill.it

sindacoaprocessioneNon usa giri di parole Giuseppe Scopelliti per valutare l’importanza del dato politico, come emerso dalla tornata elettorale appena conclusa. “Per la città di Reggio è importantissimo” – dice il Sindaco di Reggio - “riallacciare i fili di un discorso interrotto due anni fa e che nei quattro anni precedenti aveva prodotto una serie notevolissima di interventi e di opportunità che il Governo aveva riservato alla nostra città. Questo ci consentirà di rilanciare ancora il progetto di
sviluppo, ‘ndrangheta permettendo”

Non è frequente, paradossalmente, sentire utilizzare questo termine

“Lo dico e lo ripeto forte” – si appassiona alla discussione Scopelliti – “se la’ndrangheta alzerà il tiro anche su Reggio, se i morti ammazzati, ad esempio, torneranno sul nostro territorio, ogni tentativo di sviluppo sarà frenato. I gruppi, gli

investimenti, gli artisti, ma soprattutto i turisti ci considereranno nuovamente territorio off limits”
Ma che tipo di segnali arrivano dal territorio?
“Mah, i segnali sono brutti, da qualche parte ci si dice che potremmo essere alle porte di un altro conflitto di mafia, da un altra, invece, si sottolinea che la criminalità abbia le mani sul grande narcotraffico e sulle grandi opere…”


Torniamo al voto: la Calabria ha premiato nuovamente, dopo la parentesi del 2006, il centrodestra. Un centrodestra del quale, tuttavia, il Sindaco di Reggio è sempre stato il massimo testimonial
“Abbiamo dimostrato che la nostra Amministrazione è un testimonial più che credibile. E non lo dico io! Lo ha ripetuto più volte Gianfranco Fini, quando ha giustificato la sua assenza dal programma dei comizi elettorali a Reggio indicando il
sottoscritto e la mia Amministrazione più utile di mille comizi!”


Ma il concetto di federalismo, tanto caro alla Lega che è la trave portante del nascituro Governo Berlusconi come si coniuga con gli interessi del Sud?
“Guardi, io sono un federalista convinto, a condizione che nel federalismo sia compreso un principio cardine ed irrinunciabile: quello di sussidiarietà, principio che, ad esempio, anche la devolution voluta dall’ultimo Governo Berlusconi ha salvaguardato”


Insomma, lei è tranquillo su questo punto…
“Assolutamente si; più che tranquillo mi sento garantito. Se poi qualcuno vuole ancora agitare concetti di demonizzazione della Lega vecchi di 15 anni si accomodi pure, ma è un’argomentazione ormai stantia”


Che atteggiamento avrà il Pdl verso il Sud?
“Il Pdl, di fatto, ha vinto al Sud e, contestualmente, il Sud è un problema, un freno per l’intero Paese e per il Paese stesso può e deve rappresentare una risorsa. Con queste premesse non vedo come si possa temere un disinteresse”.

Quello che il centrodestra ha definito il “modello Reggio” da cosa passa, nella sua concezione?
“Passa per una seconda fase, adesso. Abbiamo fatto tanto, ma il salto di qualità ce lo giochiamo nei prossimi quattro anni. Sono necessarie delle sinergie irrinunciabili, però. E’ un problema di velocità, se la velocità della politica, quella dell’imprenditoria, quella del mondo delle professioni, quella della burocrazia continueranno ad essere differenti, ogni progetto di grandezza sarà destinato a svanire.”
Il concetto di burocrazia ricorre spesso nelle sue dichiarazioni
“Penso che , con un pò di attenzione, la burocrazia potrebbe rendere un 30-40% in più ed i risultati sarebbero evidenti per tutti”

Ma lei con chi ce l’ha?
“Io ce l’ho con tutti coloro i quali non collaborano per la crescita di Reggio. Penso ad Enti, a situazioni. Le faccio due esempi: pensi cosa potrebbe essere la città se l’aeroporto dello Stretto in questi anni fosse stato gestito in maniera diversa e pensi a quanti stop ai processi di crescita ha inferto la Sovrintendenza archeologica. La situazione di piazza Italia, sventrata da quasi 10 anni, è uno scandalo. Da oltre tre mesi abbiamo trasferito alla Sovrintendenza 1 milione di fondi comunali e solo in questi giorni è stato possibile pubblicare il bando. Contiamo di avviare i lavori entro sei mesi, ma è evidente il risultato negativo di una simile situazione. Si rallenta tutto, ci si sfianca a correre dietro ad autorizzazioni,
permessi, che non arrivano mai”

La conversazione è interrotta da un signore di Cosenza che riconosce il Sindaco, si avvicina e gli fa i complimenti per come ha trovato la città. Scopelliti gradisce visibilmente, ma chissà se il giudizio del turista sarebbe stato lo stesso se si
fosse imbattuto nella crisi idrica della città, magari in piena estate…
“Lei gira il coltello in una piaga che mi leva il sonno; la gente è esasperata ed ha ragione da vendere. Proprio in questi giorni mi sono incontrato col futuro Ministro Matteoli al quale ho già chiesto di porre alla studio interventi immediati e straordinari per la città di Reggio; andremo incontro ad un’estate piena di problemi su questo fronte, lo dico senza giri di parole, così come accuso chiaramente per questo stato di cose la Regione Calabria. Da un lato non ci garantisce le risorse (visto che la diga sul Menta pronta nel 2008 si è dimostrato un bluff di Loiero, ora il termine è stato spostato al 2009, io so che, se va bene, sarà pronta per il 2010) e dall’altro la gestione del controllo delle risorse idriche, tramite Ato 5, così come voluta dalla Regione, è fallimentare ed emblematica. Il caso di “Acquereggine” non merita commento. Si tratta di un Ente sovracomunale, al quale dovrebbero contribuire finanziariamente tutti i Comuni ed al quale, di fatto, lo stato di morosità della maggior parte degli Enti comunali, taglia le gambe anche rispetto agli interventi su Reggio. Il mio modello sarebbe un affidamento in gestione esterna, si, ma che riguardi solo Reggio”
Ma è possibile che le responsabilità siano solo di altri?
“No; io credo che la maggior parte delle responsabilità risieda altrove. Ma anche la nostra burocrazia non può chiamarsi fuori. C’è troppa passività, tempi di reazione troppo lenti, scarsa capacità di prevenire la situazione di crisi. Soluzioni
adottate in alcuni giorni potrebbero trovare spazio in poche ore. E la gente si esaspera e, giustamente, se la prende col Sindaco, con l’Amministrazione. Ribadisco: è giusto così e le critiche, anche pesanti me le prendo tutte, così come per altre cose mi prendo i complimenti per la strada, alla stessa maniera è mio dovere incassare le critiche che sul tema talvolta sono pesanti. Ma nessuno pensi che io sia disposto a tollerare questo stato di cose. Io prendo atto, incasso e poi ripartisco le responsabilità. La gente dovrebbe sapere, conoscere in faccia uno per uno i dirigenti di settore, affinchè possano dire loro “bravi” oppure il contrario. L’estate prossima, e non solo su questo punto, sarà un banco di prova per
tanti. Se si riproporranno, nella prossima estate, momenti di crisi già visti e, soprattutto, annunciati, con l’autunno più di qualcuno si ritroverà senza la scrivania…”

A proposito di modello, quanto può incidere, rispetto ad una mentalità comunque da cambiare, il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione?


“Le faccio un esempio: io credo che non ci sia colpo più pesante per la ‘ndrangheta che vedere riaprire in pochi giorni un esercizio commerciale fatto saltare in aria. La stessa cosa vale per chi per maleducazione, strafottenza o quant’altro non rispetta la collettività, la città. Tu sporchi? Ed io pulisco! Risporchi? Ed io ripulisco! All’infinito. E’ , in fondo, l’affermazione del principio di legalità, di regola. E’ una lotta complicata ma nella quale crediamo”

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Pubblicato su Città di Reggio Calabria | 2 Commenti »

La Reggina vince il derby, ipoteca la salvezza e inguaia il Catania

Pubblicato da peppecaridi su 4, Maggio, 2008

In un’atmosfera caldissima l’attesissimo Derby del Sud finisce 1-2 per gli ospiti, la squadra amaranto guidata da Nevio Orlandi che con una doppietta di Amoruso espugna il Massimino portando a casa tre punti fondamentali per la lotta salvezza.

Nel primo tempo la squadra di Walter Zenga spinge sull’acceleratore ma raramente crea problemi a Campagnolo, chiamato ad intervenire su un tiro da fuori di Colucci al 23°, e al 28° su Vargas che dopo aver superato Barreto prova il goal da distanza ravvicinata.

Al trentesimo Mascara si lascia cadere in area di rigore e reclama il penalty, ma il replay testimonia che Campagnolo non lo sfiora assolutamente e quindi il numero dieci catanese meriterebbe il cartellino giallo per simulazione, ma l’arbitro lo grazia.

Al 41°, su una splendida verticalizzazione di Costa per Cozza, il fantasista di Cariati pennella un magnifico cross per Amoruso che viene abbandonato dai difensori Catanesi e che in tuffo può mettere in rete indisturbato: la Reggina chiude in vantaggio meritatamente un primo tempo giocato alla pari.

Nella ripresa il Catania attacca dall’inizio al trentacinquesimo senza fermarsi mai, costringe Campagnolo ad un paio di miracoli soprattutto quando Mascara schizza sulla destra e colpisce al volo il pallone che arriva puntualmente da uno splendido cross di Vargas al trentunesimo.

Colucci sfiora il pari un minuto dopo, al 32°, ma il pallone sfiora il palo e finisce fuori di pochissimo: il Catania si spegne e la Reggina ricomincia pian piano ad alzare la testa, mette paura alla difesa etnea un paio di volte specie con un colpo di testa di Amoruso che costringe Polito ad un colpo di reni non indifferente dopo un bel cross di Vigiani, entrato da poco, e al 45° Amoruso realizza un sacrosanto rigore assegnato alla Reggina per un nettissimo fallo di Sardo su Barreto: è due a zero.

In mischia Martinez accorcia le distanze al 47°, il Catania proverà il pari fino al 52° ma invano: l’unica nota da segnalare nei minuti di recupero è l’ingenuità di Aronica che prende un cartellino giallo e che, da diffidato, dovrà saltare il prossimo importante match della Reggina in casa con l’Empoli.

La partita termina e tutta la squadra amaranto va a festeggiare sotto il settore ospiti, dove circa 300 tifosi Reggini, decisamente pochi rispetto alle aspettative, gioiscono e sentono la salvezza in tasca.

Deluso e amareggiato, il pubblico Catanese non ha più neanche la forza di fischiare i propri giocatori che nel secondo tempo le hanno provate tutte per riaprire il match, ma la Reggina s’è chiusa molto bene: piuttosto l’approccio alla gara nella prima frazione di gioco è sembrato un po’ troppo rinunciatario e difensivo, da parte rossoblu.

Ha pesato molto l’assenza di Spinesi che ha reso leggerissimo l’attacco Catanese, che trovava specie nei primi 45 minuti di gioco in Vargas l’unico terminale offensivo capace di fare del male agli avversari.

Il Catania per salvarsi è adesso chiamato ad una grande impresa a Torino contro la Juventus, dove domenica prossima si giocherà la serie A. Dopotutto se l’Inter vincesse domenica contro il Siena porterebbe matematicamente a casa lo scudetto a prescindere dal risultato di Roma – Atalanta, e quindi all’ultima giornata (Catania-Roma) comunque potrebbero arrivare i tre punti che dovrebbero significare salvezza (la sconfitta dell’Empoli contro l’Udinese ha abbassato la quota che dovrebbe essere di 38 punti).

La Reggina invece ha la grande occasione domenica contro l’Empoli in casa di festeggiare la salvezza matematica con il proprio pubblico qualora arrivasse un’altra vittoria, che sarebbe la terza consecutiva.

Le Pagelle di Catania – Reggina:



Catania

Polito 6 Incolpevole sui due goal di Amoruso, a cui para però un gran colpo di testa sullo 0-1 nella ripresa.

Sabato 5,5 Nel primo tempo si fa vedere oltre la metà campo e quando sale crea superiorità numerica sulla fascia, cala nella ripresa.

Sardo 6 Ingenuo in occasione del rigore causato a causa dello sgambetto ai danni di Barreto, ma spinge eimpensierisce con qualche bel cross e un paio di tiri da fuori la difesa Reggina.

Stovini 4,5 Irriconoscibile rispetto alle ultime uscite, grave la disattenzione sul goal del vantaggio di Amoruso.

Terlizzi 5 Macchia una prestazione comunque appena sufficiente con il grave errore, in concorso di colpa con Stovini, sul primo goal di Amoruso.

Baiocco 5,5 Probabilment Izco al suo posto avrebbe potuto fare qualcosa di più. Tognozzi lo annulla.

(21’st Morimoto) 6 Si dà da fare senza ottenere però quel che vuole. Sfiora in goal ma Campagnolo c’è.

Biagianti 6 Conferma le sue qualità ed è l’unico che a centrocampo prova a impostare qualcosa di concreto.

Colucci 6,5 Sfiora il goal un paio di volte, specie nella ripresa. A tratti però si aliena dalla gara e sembra scomparire, anche i compagni si chiedono: “Ma dov’è finito”? Poi torna e per un soffio non regala il pari al pubbico.

G.Tedesco 5,5 Lotta con la solita grinta a centrocampo ma non riesce ad essere fluido e veloce, non verticalizza quasi mai e sparisce stretto nelle grinfie di Tognozzi e Barreto.

(9’st Martinez) 6,5 E’ il migliore dei suoi. Entra, sfiora il pari, poi segna dopo lo 0-2, è pericoloso in area e sicuramente più pesante di tutti gli altri tre attaccanti che il Catania schiera sin dall’inizio: probabilmente fosse stato titolare avremmo visto una gara diversa.

Vargas 6,5 Nel primo tempo domina sulla fascia, sfiora il goal (ma Campagnolo è in giornata) e realizza almeno 5 cross al bacio per gli attaccanti, puntualmente però sventati dalla difesa Reggina. Soffre la mancanza di un uomo pesante nel mezzo dell’area.

Mascara 6 Ingenuo e graziato dall’arbitro quando si tuffa in area come stesse facendo una gara dal trampolino alle olimpiadi e riesce nonostante tutto a trovare la faccia tosta di chiedere il calcio di rigore. Dà fantasia alla manovra ma non è mai seriamente pericoloso.

All. Zenga 4,5 Con il senno di poi è facile dire cosa si sarebbe dovuto fare, ma che con un tridente composto da Vargas, Mascara e Colucci il Catania sarebbe stato troppo leggero in avanti lo avrebbe potuto immaginare anche un bambino. Il gioco continuo sempre e solo su Vargas, inoltre, diventa troppo prevedibile per gli avversari, che non sono gli ultimi arrivati. Nel secondo tempo la squadra lotta con il cuore e non trova il pareggio, ma l’approccio iniziale alla gara è di quelli da mordersi le mani.

Reggina

Campagnolo 7,5 E’ in giornata di grazia, compie almeno 4 miracoli salvando il risultato e sul goal di Martinez viene ingannato da una deviazione beffarda e sfortunata di Aronica. E’ il migliore in campo.

Lanzaro 6 Fa il suo dovere anche se nel primo tempo è costretto a subire l’impeto di Vargas che, soprattutto nella freschezza della prima fase di gioco, lo supera con molta facilità.

Aronica 6,5 Difende bene con coraggio e intelligenza. Troppo ingenuo quando va a prendersi inutilmente un giallo che lo costringerà a saltare la prossima partita importante contro l’Empoli.

Cirillo 7 Il solito muro difensivo: lotta sempre, anticipa gli avversari e svetta su tantissimi palloni. Si conferma l’acquisto più importante del mercato di gennaio, addirittura superiore a Brienza perché garantisce maggior continuità.

Costa 6,5 Splendido esordio dal primo minuto, anche se nella seconda parte della ripresa cade in qualche errore dovuto probabilmente ad un dolore alla gamba destra che lo costringe a giocare in riserva: ma resiste epicamente fino alla fine. E’ la rivelazione di fine stagione per la Reggina di Lillo Foti-

Cozza 6,5 La sua partita inizia al quarantesimo del primo tempo quando viene splendidamente lanciato da Costa sulla sinistra; controlla la palla, guarda in mezzo, vede Amoruso e gli pennella un cross al bacio che l’attaccante di Cerignola non può che mettere in goal. Festeggia con il compagno e la sparisce di nuovo: basta (e avanza!) questo meraviglioso gesto balistico però per meritarsi i tanti applausi dei sostenitori arrivati nella città Etnea dalla sponda Calabra dello Stretto.

(25’st Vigiani) 6,5 Entra al posto del capitano e si fa valere, dà velocità e freschezza alla fase di ripartenza amaranto e prende per mano la squadra tirandola fuori dalla propria area di rigore nel finale. Mossa azzeccata.

Barreto 6,5 Si conferma un ottimo centrocampista, nonostante qualche singolo errore su alcuni palloni nel primo tempo, combatte sempre con grinta e si procura un rigore che segna la vittoria amaranto.

Tognozzi 6,5 In un sol colpo, annienta Tedesco e Baiocco, entrambi ex Reggina. E’ il dominatore del centrocampo e gioca molto molto bene.

Modesto 5 Non supera mai l’uomo, non azzecca un cross. Quando sulla sinistra si sovrappone il giovane e sconosciuto Costa, fa molto più male. Un campionato da dimenticare per l’ala sinistra che nello scorso mercato era ben visto da mezz’Italia e anche da alcune grandi squadre.

Brienza 5,5 Un solo lampo con un paio di dribbling in velocità intorno al trentesimo del primo tempo, ma non entra mai in partita. Conferma, dopo la gara opaca con il Catania, di non essere in grande forma dopo comunque delle partite meravigliose e tanti bei goal che hanno contribuito in modo fondamentale all’attuale situazione di classifica della Reggina.

(13’st Cascione) 6 Un po’ in ombra per venti minuti, nella fase finale va in crescendo però e insieme a Vigiani dimostra la freschezza di chi è entrato in campo da poco, e aiuta la squadra ad uscire dalla propria tre quarti.

Amoruso 6,5 E’ ancora sacrificato a giocare quasi in linea con i centrocampisti per mettere a disposizione della squadra le sue qualità tecniche, realizza un bel goal di testa su cross splendido di Cozza, sfiora il raddoppio sempre di testa e alla fine realizza il rigore del momentaneo 0-2: torna al goal dopo undici partite in cui era a secco.

(46’st Stuani) s.v. Gioca sei minuti, un fuorigioco e neanche vede il pallone, troppo poco in campo per poter essere giudicato.

All. Orlandi 7 Alla fine decide di confermare Cozza e Amoruso titolari, e si rivela una mossa azzeccata vista la dinamica della rete del vantaggio amaranto: assist di Cozza e tap-in vincente di Amoruso. Ottima scelta anche quella di schierare Costa per una difesa a quattro, il giovane ripaga la fiducia del mister che poi con Vigiani e Cascione trova le mosse ideali per tirare fuori la squadra dall’assedio Catanese e finalizzare una vittoria che sa di trionfo.

Peppe Caridi

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Libia, D’Alema difende Calderoli: caso aperto

Pubblicato da peppecaridi su 4, Maggio, 2008

di Massimiliano Scafi

Soltanto poche righe, una decina appena, ma bastano a Massimo D’Alema per provare a spegnere il caso-Calderoli. «La composizione del nuovo governo – ricorda il ministero degli Esteri – è una questione interna, regolata da precise disposizioni costituzionali».

Gheddafi junior, che ha ipotizzato «ripercussioni catastrofiche sui rapporti bilaterali» tra Italia e Libia, si metta pure l’anima in pace, perché, se si vogliono mantenere «relazioni di amicizia e collaborazione» tra Roma e Tripoli, «certi commenti devono assolutamente essere evitati».
Dunque scende in campo D’Alema, che a pochi giorni dall’uscita dal ministero, offre una copertura istituzionale a Roberto Calderoli, preso di petto dal figlio del Colonnello per la storia della famosa maglietta anti-islam. Lo fa diramando una nota ufficiale della Farnesina in risposta sia alle parole di Saif Gheddafi, sia alle perplessità sull’esponente del Carroccio espresse, con molta più prudenza, anche dalla Lega Araba.

Il linguaggio è felpato, il tono disteso. Ma la sostanza no, quella è un vero schiaffo diplomatico: «Il ministro degli Esteri – si legge – ha voluto ricordare ai Paesi arabi e mediterranei con i quali l’Italia intrattiene intensi e duraturi rapporti di amicizia e collaborazione, che la formazione di un governo è una questione interna».

Il nostro Paese, insiste D’Alema, «attribuisce particolare importanza al dialogo tra le culture e le civiltà come elemento chiave per una fruttuosa collaborazione nel Mediterraneo». Ma proprio per questo, conclude, «si auspica che vengano evitati commenti e prese di posizione che non contribuiscono al rafforzamento di tali rapporti che ci si augura continuino ad essere sviluppati al di là dei cambiamenti di governo». E anche il neopresidente del Senato Renato Schifani sottolinea che l’Italia è legittimata a scegliere i propri ministri e «la Costituzione parla chiaro su questo».
Reazione bipartisan quindi contro l’attacco a Calderoli. Tutta l’opposizione infatti critica duramente le frasi di Saif Gheddafi. «È una posizione inaccettabile – dice Marina Sereni del Pd – , un diktat che nessun esecutivo potrebbe mai consentire. Il governo da noi lo scelgono i cittadini liberamente con il voto». Quanto a Calderoli, «un conto è la propaganda che a volte la Lega conduce in maniera un po’ eccessiva, un conto è la politica di un governo che io mi aspetto sarà di tipo europeo». Sulla stessa linea Antonio Di Pietro, Idv: «Mi ribello al veto di Gheddafi e delle organizzazioni islamiche».

E Mario Baccini, Rosa bianca: «Non si possono certo subire ricatti da Stati esteri». Tutte posizioni che, ovviamente, non nascondono delle perplessità verso gli atteggiamenti eccessivi a volte assunti da Calderoli.

Anche nel Pdl, d’altra parte, c’è chi – pur stigmatizzando la presa di posizione di Tripoli – inizia a chiedersi se non sia il caso che il colonnello leghista faccia «un passo indietro». Perché in ballo ci sono delicati rapporti internazionali.

A frenare, però, è anche la Lega Araba. «Prenderemo posizione quando vedremo la politica del governo Berlusconi, per ora ci sono solo speculazioni su candidature», spiega il vicesegretario generale per gli Affari politici Ahmad Ben Helly, smentendo così quanto detto poche ore prima da un portavoce, Abdul Alim al Abyat: «Se un personaggio di quel tipo diventasse ministro, personalmente credo che ci potrebbero essere dei problemi».

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