LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

L’inchiostro è il mio campo, su cui posso scrivere valorosamente; la penna, il mio aratro; le parole, la mia semente.

Torna il freddo, con maltempo: è merito degli scambi meridiani

Pubblicato da peppecaridi su 20, Marzo, 2008

Gli Scambi Meridiani

Postato il Thursday, 20 March @ 20:24:05 CET di Peppe Caridi

Torna il freddo, con maltempo: è merito degli scambi meridiani
Gli scambi meridiani si confermano ancora una volta l’elemento fondamentale per le irruzioni fredde dal polo verso il Mediterraneo e l’Italia: se da una parte questo tipo di considerazione può apparire banale e scontata, dall’altro va sottolineato che non lo è poichè non sono molto chiari a tutti gli studi approfonditi sull’atmosfera e sulle influenze degli spostamenti di masse d’aria sul clima locale nell’Italia: è quindi bene approfondire l’argomento.

La corrente a getto è l’elemento determinante, specie in inverno, del clima Europeo.
E’ un “fiume d’aria” largo centinaia di chilometri, e si chiama così perchè dove le correnti occidentali raggiungono la maggiore intensità (alle medie latitudini) prendono la denominazione di “corrente a getto”.

Lo spessore delle correnti a getto è di diversi chilometri, e viaggiano da ovest verso est a velocità che possono raggiungere i 500km/h.

Oggi si conosce molto bene il comportamento delle correnti a getto poichè sono passati ormai circa 70 anni da quando, nel corso della seconda guerra mondiale, i piloti dei bombardieri le hanno scoperte e ne hanno affidato lo studio agli scenziati.

Le correnti a getto possono infatti ostacolare o favorire il movimento di aerei o altri velivoli, a seconda della direzione.

Hanno un’importante funzione qiundi tecnica, oltre che meteorologica e prettamente climatica.

Per ogni emisfero, esistono due tipi di correnti a getto: la corrente a getto del fronte polare e la corrente a getto subtropicale.

Quella del fronte polare è compresa tra 45 gradi e 60 gradi di latitudine, e soffia ad un’altezza di 10 chilometri circa dal sulo.

Quella del fronte subtropicale è compresa tra 25 e 30 gradi e si muove a un’altezza di 13-14 chilometri.

Queste correnti presentano variazioni stagionali nella velocità, nella direzione e nella latitudine: si spostano verso i poli in estate e verso i tropici in inverno.

Sono state scoperte anche delle variazioni cicliche della durata di 3-5 settimane durante le quali la corrente passa da un andamento quasi rettilineo ( velocità superiore ai 150km/h) ad uno ondeggiante (con una velocità di 70-150 km/h) che determina spostamenti di aria calda verso nord e di aria fredda verso sud, attivando scambi meridiani e provodando al suolo intense perturbazioni.

Se la velocità diminuisce ancora (meno di 70km/h) si formano anse molto accentuate ( e qui entrano in merito le Onde Rossby) che producono dapprima saccature, e poi il distacco di cellule di circolazione cicloniche o anticicloniche isolate dai loro meandri: il classico cut/off.

Proprio dal comportamento delle correnti zonali in alta quota, dipende il clima meteorologico al suolo e quindi i fenomeni meteorologici che caratterizzano le stagioni.

Le correnti a getto sono correnti zonali, e più viaggiano veloci, meno sono le possibilità di scambi meridiani: infatti quando il jet stream soffia molto veloce nell’emisfero nord, le perturbazioni si muovono dall’Atlantico verso il nord Europa e la Russia, riproponendo un fisso Anticiclone nel bacino del Mediterraneo.

Solo un rallentamento della corrente a getto del fronte polare può causare un’ondulazione delle onde Rossby, con l’affondo di aria fredda per scambi meridiani dal polo verso latitudini più basse.

E’ assolutamente al di fuori di ogni realtà scientifica che un periodo dominato dal flusso zonale atlantico possa produrre irruzioni fredde verso il Mediterraneo: senza scambi meridiani è impossibile che il freddo giunga in Italia.

E i dati dimostrano che nei periodi di scambi meridiani, al centro/sud Italia piove molto più che nei periodi in cui dominano le correnti zonali e quindi la depressione d’Islanda.

Peppe Caridi – Presidente MeteoWeb
peppe.caridi@meteoweb.it

Lascia una Risposta

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>