GIORGIA MELONI: LA SCELTA GIUSTA PER IL FUTURO DELLA CAPITALE
Pubblicato da peppecaridi su 25, Febbraio, 2008
All’interno della politica, ci sono elezioni ed elezioni. Per motivi di storia, di territorialità, di suggestione, il prestigio del Consiglio Regionale della Sicilia non è quello della Calabria o di qualsiasi altra Regione d’Italia, e il prestigio del Consiglio Comunale di Roma, della capitale, non è quello di qualsiasi altra Città d’Italia.
Con la candidatura di Walter Veltroni a premier di un eventuale futuro governo, si voterà a Roma per il rinnovo dell’Amministrazione Comunale: il Partito delle Libertà sembra voler confermare e favorire Alemanno ma non posso non esprimere alcune personalissime riflessioni.
Di errori su Roma ce ne sono stati tanti, negli ultimi anni. E’ una Città difficile da governare, non c’è dubbio, ma Veltroni, che chè se ne dica, non l’ha fatto in modo poi così tanto perfetto. Sicuramente non possiamo parlare di un Sindaco disastroso, ma qualche guaio l’ha combinato e molti cittadini (a prescindere dal colore politico) di fronte ad un’adeguata alternativa non l’avrebbero scelto.
La candidatura di Alemanno, gli errori in campagna elettorale e tutti gli sbagli delle ultime amministrative (Maggio 2007) hanno portato proprio a Roma, ad una pesante sconfitta per il centro/destra tutto: i cittadini della capitale hanno bocciato il candidato sindaco di quella che allora era la Casa delle Libertà confermando una grande maggioranza a Veltroni.
Adesso, ripensare ad Alemanno dopo la bocciatura democratica, mi sembra un’assurda forzatura dei giochi, e si rischierebbe di perdere la seria possibilità di riconquistare il Campidoglio. E, il Campidoglio, non è un municipio qualsiasi.
Abbiamo criticato tanto il governo Prodi quando ha chiamato come ministro, Alessandro Bianchi che era candidato senatore in Calabria ed è stato bocciato democraticamente dall’elettorato.
Ricandidando Alemanno sindaco di Roma, già bocciato dai Romani appena 10 mesi fa, sarebbe un errore gravissimo e una scelta antidemocratica.
La figura giovane, vivace, innovativa di Giorgia Meloni, che nella sua ideologia politica fa un perfetto mix tra progressismo e principi e valori etici e morali, sarebbe la soluzione di tutto e porterebbe a Roma una nuova ventata di gioventù e ottimismo.
Problemi politici non ce ne sono: Alemanno e Giorgia Meloni appartengono allo stesso partito: che si faccia, quindi, la scelta giusta.
Mi piace riportare quest’editoriale de “L’Occidentale”:
Chi è Giorgia Meloni e perché potrebbe fare il sindaco di Roma
D’altra parte l’idea di gettare nella mischia un volto nuovo e fresco, capace di sparigliare le carte, contro una vecchia volpe della politica come Francesco Rutelli piace a molti. Il duello tra lei, la giovane outsider, e un uomo inevitabilmente legato all’establishment romano accende la fantasia di coloro che sognano di ribaltare un verdetto già scritto. E c’è da mettere nel conto un altro aspetto: la pressione dal basso che sta salendo fino alla segreteria del partito. Il desiderio di molti militanti di An di vedere un volto nuovo, di avere il primo candidato sindaco donna della storia di Roma e di vedere su un proscenio così importante lei, la ragazza terribile dall’oratoria infuocata, passata attraverso un cursus honorum di tutto rispetto, prima a 21 anni come più giovane consigliera provinciale d’Italia, a 25 come prima ragazza a guidare un’organizzazione giovanile, a 29 come più giovane vicepresidente della Camera (un incarico, quest’ultimo, dove, tra regolamenti della Camera, cavilli giuridici, tranelli delle vecchie volpi della politica ha dimostrato di sapersi districare più che bene).
Una ragazza che ha fatto strada politicamente cominciando a 15 anni in una sezione del Msi in una borgata rossa. Una senza padrini, né amanti, né parenti famosi, una che porta Roma stampata nella sua cadenza e nel suo accento, una che colleziona angeli (ne ha più di 300, di legno, vetro, cristallo, marmo, stoffa, gesso) ma sa al contempo mostrare gli artigli e a volte deve anche fare uno sforzo per tenere a bada il suo “caratterino” non proprio malleabile. Una con una passionaccia per la politica ma anche con un forte senso di appartenenza verso la sua comunità politica, quella di An e di Azione Giovani, rispetto alla quale sente sempre il dovere di restituire qualcosa.
La nuova avventura di Giorgia, insomma, sta per iniziare. E la piccola, grande donna della Garbatella già affila le armi verbali per contrastare l’eloquio sornione e ammiccante di Francesco Rutelli. Consapevole che, comunque, male che vada al Comune, per lei si prospetterà un seggio sicuro in Parlamento. Un ritorno al recente passato che lei potrà affrontare senza il timore – che sembra accompagnarla da sempre – di non riuscire a gettare l’anello del potere nel fuoco, prima che il suo fascino malvagio abbia la meglio sulla sua passione di militante.
Che si faccia la scelta giusta.
Peppe Caridi















