LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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REGGIO CALABRIA: CONSEGNATI I LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE VILLA COMUNALE

Pubblicato da peppecaridi su 29, Febbraio, 2008

Sono stati consegnati i lavori di riqualificazione della villa comunale. Con il Sindaco Giuseppe Scopelliti erano presenti i consiglieri comunali Giuseppe Martorano, delegato all’arredo urbano, Cristoforo Putortì ed il responsabile del decreto Reggio Gianni Artuso. L’opera infatti rientra tra quelle finanziate con la legge 388/00. Entro 330 giorni i lavori dovranno essere ultimati dall’impresa appaltatrice, la G.V.C. L’amministrazione comunale ha previsto la riqualificazione dell’importante area verde del centro cittadino valorizzando in particolare gli aspetti storici e culturali del sito. Il progetto prevede il ripristino dei tracciati e delle aiuole, tra cui quella dedicata al Re Umberto I, la presenza di nuovi elementi di arredo urbano (panchine, cestini, la delimitazione del laghetto), la demolizione della gabbia che ospitò i leoni e la manutenzione straordinaria dei servizi igienici pubblici con l’aggiunta del bagno per i disabili. Nel progetto dell’amministrazione comunale è prevista inoltre la presenza di un palchetto non invasivo per le rappresentazioni teatrali estive. Per la riqualificazione della villa comunale saranno impiegati elementi e sistemi già presenti lasciando inalterate anche le caratteristiche cromatiche del sito. Sarà infatti utilizzata la pietra di Lazzaro, la ghiaia, ferro e ghisa e la pietra porosa di Terreti. Il comune, nell’elaborato progettuale, ha inoltre previsto l’introduzione di essenze arboree, arbustive e aromatiche oltre che piante grasse. Sarà anche ristrutturala la fontana e recuperato il laghetto. I lavori verranno realizzati a settori in modo da rendere sempre fruibile la villa comunale. L’importo totale del finanziamento ammonta a 513.000 euro. Direttore dei lavori è l’ing. Michele Polimeni, responsabile del procedimento l’architetto Giuseppe Alampi, progettisti gli architetti Francesco Curatola, Antonio Catanoso e l’agronomo Giuseppe Scirtò.

“L’amministrazione comunale da diversi anni è impegnata a riqualificare il sito – ha sottolineato il Sindaco Giuseppe Scopelliti. Il progetto messo in campo ha dovuto superare gli ostacoli burocratici della soprintendenza che hanno rallentato l’avvio operativo. La consegna di oggi apre scenari importanti per questo importante sito che rimarrà aperto anche durante la riqualificazione. L’idea del teatro all’aperto soddisfa le esigenze di tanti operatori nell’area che ospita abitualmente d’estate questo tipo di spettacoli. La gara d’appalto per la vigilanza armata notturna – ha concluso il Sindaco – è stata ultimata per cui il sito sarà presidiato e reso sicuro”.

“Ho seguito costantemente questo progetto – ha sottolineato il delegato all’arredo urbano Giuseppe Martorano. Con la stessa abnegazione e spirito di sacrificio seguirò l’iter realizzativo affinché siano rispettati i tempi. Abbiamo ritenuto opportuno lavorare per aree affinché i cittadini continuino ad utilizzare questo importante polmone verde”. Martorano ha evidenziato anche alcuni aspetti relativi al controllo della villa. “A breve – aggiunge l’esponente socialista – sarà operativa la vigilanza notturna. Una proposta fortemente voluta dall’amministrazione comunale, in testa il Sindaco Scopelliti, che consentirà di evitare il ripetersi di spiacevoli episodi delinquenziali avvenuti all’interno soprattutto di notte”.

“Si tratta del quarantatreesimo cantiere aperto in città con il Decreto Reggio” ha infine sottolineato con grande soddisfazione l’architetto Gianni Artuso”.

(m.c. – ROTO SAN GIORGIO) 

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Uno spettacolo teatrale al Cilea sulla rivolta di Reggio, per i bambini del Rwanda

Pubblicato da peppecaridi su 29, Febbraio, 2008

 “EVVIVA MARIA” – I moti di Reggio Calabria del 1970.

Questo il titolo dello spettacolo teatrale che, in anteprima nazionale, andrà in scena al Cilea di Reggio il 19 Marzo alle ore 21.00 ed il cui incasso sarà completamente devoluto in beneficenza per i bambini del Rwanda.

 

Il cast sarà composto da musicisti di caratura internazionale, una regina prestigiosa come quella di Ulderico Pesce con la direzione artistica di Fulvio D’Ascola.

Lara Chiellino sarà la protagonista di questo spettacolo patrocinato e sostenuto dall’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria che si esprime per voce del Consigliere Giuseppe Agliano: “E’ fondamentale rivivere la realtà di quanto accadde in quei mesi tremendi del 1970, soprattutto per i giovani della nostra Città che per molti anni ha dimenticato quegli avvenimenti importanti, ed è importante soprattutto soffermarsi su come si comportò la stampa, l’atteggiamento dei mass-media durante la rivolta di Reggio”.

Ulderico Pesce ha avuto l’idea di dedicare a quel periodo un monologo, un periodo pieno di emozioni e passioni cittadine: un moto popolare, lo scippo del capoluogo, il tempo che non cancella storia, origini, identità.

Quello che sentivano i bambini, l’odore dei lacrimogeni, i cortei delle donne, la middle-class che scende in piazza, le canzoni, le mode, una storia d’amore finita troppo in fretta in un giorno di settembre mentre la processione della Madonna della Consolazione prosegue scandita da quegli “evviva Maria” che erano urla di disperazione e speranza insieme, per una città che si stringeva quell’anno più che mai intorno al suo principale punto di riferimento spirituale.

Una città che, in pieno Agosto, spontaneamente, portò dall’Eremo la Madonna della Consolazione in processione per le vie di Reggio come a benedire quella città martoriata dagli eventi politici di quei giorni più che in ogni altro disastro naturale: mai nessuna alluvione, nessun terremoto, riuscì a sconvolgere così tanto la città.

Alla conferenza stampa di stamattina a Palazzo San Giorgio erano presenti i fratelli di Angelo Campanella, ucciso a 45 anni sul ponte del Calopinace il 17 settembre 1970, e il 19 marzo al Teatro Cilea saranno presenti tutti i parenti dei reggini rimasti uccisi in quei giorni.

L’intero incasso dello spettacolo sarà donato all’Associazione portatori della Vara, che è partner ufficiale dell’iniziativa e devolverà in beneficenza i ricavi della serata.

Il Presidente, Umberto Geria, ha ricordato con orgoglio l’impegno dell’associazione portatori della vara di Reggio Calabria per i bambini di strada vittime del genocidio in Rwanda.

L’associazione è impegnata nella costruzione di pozzi e di una casa di accoglienza per questi bambini che hanno tanto bisogno di vedere la luce della speranza per un futuro migliore, e proprio nella costruzione di questa casa d’accoglienza saranno investiti i fondi raccolti nella serata del 19 marzo al Teatro Cilea.

Lo spettacolo è strutturato con un monologo interpretato da Lara Chiellino, alternato a sipari musicali che accompagnano suggestive immagini che diventano l’alternativa narrante, con spezzoni che ricompongono i ricordi della protagonista. Tra storie d’amore ed impegno sociale, sullo sfondo della città di Reggio Calabria durante i moti.

Gli spazi live sono vissuti sulla musica di Rodolfo Maltese, Bachir Gareche e Giuseppe Casucelli con chitarra, tromba, percussioni e fisarmonica e la voce di Pati Palma. Un melange di musica, video, immagini e parole, in un allestimento sobrio ed elegante, con riferimenti vintage.

Già da lunedì sarà possibile acquistare i biglietti della serata al botteghino del Teatro Cilea, cui ci si può rivolgere per maggiori informazioni e per i prezzi telefonando al numero 0965.312701 oppure 0965.895162.

Peppe Caridi

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ANCORA UNA VOLTA RINUNCIATARIA, LA REGGINA REGALA TRE PUNTI ALLA LAZIO

Pubblicato da peppecaridi su 28, Febbraio, 2008

Sembra davvero un’altra squadra rispetto al team, sempre guidato da Delio Rossi, che l’anno scorso raggiunse la Champions League. Gioca malissimo la Lazio, confusa, contratta, incerta, debole, fiacca: se solo gli avversari avessero provato a punirla nel primo tempo, la gara sarebbe diventata subito in discesa, e qualsiasi squadra avrebbe almeno fatto qualche tentativo.

La Reggina di Ulivieri, invece, no. Gioca imbottita di difensori, il centrocampo sembra essere abbandonato al povero Cascione. Incomprensibile la formazione iniziale e la disposizione in campo … Missiroli, Halfredsson e Vigiani sembrano in linea dietro Makinwa che però è troppo solo in avanti.

L’esculsione di Brienza pesa e si sente. Cascione e Barreto a fine gara criticano il mister. Cascione dice: “Nel primo tempo siamo stati troppo rinunciatari. Non capisco perchè dobbiamo sempre regalare un tempo gli avversari. Sono felice di aver giocato un’altra buona gara anche se questo non porta punti, ma ciò dmostra che mi sono fatto trovare pronto nonostante nell’ultimo periodo sia rimasto tante volte fuori per scelta tecnica. Sono sempre stato benissimo.” Anche Barreto non le risparmia ad Ulivieri: “Essere entrato nel secondo tempo mi ha aiutato nel giocare un pò meglio, visto che avevamo già cambiato mentalità. Credo proprio che molte volte sia la mentalità il nostro problema quando restiamo troppo chiusi.”

Nel secondo tempo, Brienza vivacizza un pò la gara e dimostra di essere davvero l’uomo fondamentale di questa Reggina.

Una Lazio così si doveva battere, anche per impaurirla nella corsa salvezza. Invece, con il minimo sforzo, risolve i suoi problemi grazie ad una Reggina molliccia e rinunciataria. Quanto più difensiva e rinunciataria non si può. Addirittura negli ultimi dieci minuti, quando gli amaranto dovrebbero lottare alla morte per cercare il pari, la Lazio rischia di raddoppiare in almeno tre occasioni e non su contropiede ma per altrettante azioni che costringono gil amaranto a chiudersi come se fossero loro in vantaggio.

Domenica, al Granillo con il Palermo, bisogna assolutamente vincere per non perdere un treno salvezza che, a causa delle vittorie di Parma e Siena maturate negli ultimi minuti delle sfide con Udinese e Cagliari, è adesso un pò più lontano.

LE PAGELLE:

Campagnolo 6 Sicuro nelle punizioni e nelle poche occasioni in cui è chiamato in causa da una Lazio quasi mai pericolosa.

Valdez 6,5 Ottima gara in fase difensiva, si conferma il perno principale della retroguardia Reggina.

Aronica 4,5 Gravissima l’ingenuità sul calcio di rigore, che ci sta tutto anche se Pandev accentua la caduta. Incerto anche in altre occasioni.

Cirillo 7 Il migliore in campo della Reggina. Non si fa mai superare e vince i duelli contro Pandev e, nella ripresa, con Rocchi e Mauri.

Costa 5 Sufficiente in fase difensiva, pesantemente mediocre quando supera la linea mediana, non ne azzecca una: gravissimo l’errore in area di rigore quanto prova un tiro dopo una splendida azione di Halfredsson ma la palla finisce dall’altro lato, in rimessa laterale.

Alvarez 5,5 In campo quasi non s’è visto. Sulla destra contiene abbastanza bene nel primo tempo gli avversari.

Cascione 6,5 Altra buona partita del centrocampista che conferma la prestazione ottima di sabato scorso contro la Juventus. Meglio non pensare all’erroraccio sul corner che, ad inizio ripresa, lo libera da solo di fronte a Ballotta. Ne risentirebbe il voto ed è un errore che, visto il risultato finale, compromette la prestazione.

Vigiani 6 In un reparto in cui la squadra tatticamente è in totale confusione, fa quel che può.

Missiroli 6 Ha fatto di meglio.

Halfredsson 5 Doveva essere il faro della squadra, ma ha sbagliato tantissimo. Erroraccio nel primo tempo su splendido assist di Makinwa, e, soprattutto, non passa mai la palla provando sempre un dribbling impossibile e perde tantissimi palloni. Probabilmente non è nel suo ruolo, ma c’è anche da dire che evidentemente non è proprio in forma. Non sarebbe stato meglio Brienza sin dall’inizio ?

Makinwa 6 Fa quel che può, ma è solo, troppo solo. Conferma di avere grandi capacità tecniche e atletiche. Speriamo che il mister gli consenta di mostrarle al pubblico schierandolo titolare (insieme a Brienza e Amoruso) nelle prossime uscite.

Barreto 6,5 Davvero inspiegabile la rinuncia ad un giocatore così importante nel primo tempo. Entra ad inizio ripresa e si vede. La gara cambia volto. Ottimo.

Brienza 6,5 Le prova tutte. Ci mette la solita velocità, il solito dribbling, un paio di cross splendidi soprattutto uno dal limite destro dell’area di rigore per Makinwa. E’ fondamentale per la Reggina.

Cozza s.v. troppo poco in campo e non riesce ad entrare in gara

Ulivieri 4 E’ davvero assurdo che in oltre tre mesi e mezzo non abbia dato fisionomia alla squadra. Nessuno oggi saprebbe dire quali sono gli 11 titolari della Reggina. Ogni partita cambiano gli uomini in campo, e soprattutto nel settore tra centrocampo e attacco c’è molta confusione tattica, non si capisce niente. Insiste nell’atteggiamento difensivista e viene duramente criticato anche dai giocatori.

Peppe Caridi 

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“LA TEMPESTA” DI WILLIAM SHAKESPEARE DI SCENA AL TEATRO CILEA DI REGGIO CALABRIA

Pubblicato da peppecaridi su 27, Febbraio, 2008

 

Uno dei maggiori artisti teatrali italiani, Tato Russo sarà al teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria con un’opera di William Shakespeare dal titolo “La tempesta”.

Il 29 febbraio la prima del musical che replicherà sabato 1 e domenica 2 marzo.

L’opera appartiene al genere dei romances e viene messa in scena, per la prima volta, il primo novembre del 1611. Si tratta della penultima commedia del grande drammaturgo inglese nella quale egli sintetizza tutto il suo pensiero e torna a trattare gli argomenti affrontati nelle sue precedenti opere.

Ecco che Tato Russo traduce il testo Shakespeariano, lo mette in musica e da vita ad uno spettacolo di grande spessore, portato sulle scene da abili artisti.

Non è la prima volta che Tato Russo è presente con un suo spettacolo nel massimo teatro reggino.

Grand Hotel Excelsior venne messo in scena durante la prima stagione del Cilea, nel 2004, per poi replicare la sua presenza con un altro coinvolgente spettacolo, “Il ritratto di Dorian Gray”, di Oscar Wilede, durante la stagione 2005/2006.

E’ la volta di Shakespeare, dunque, ad opera del Teatro Bellini, Teatro Stabile di Napoli, per la regia di Tato Russo che ne cura anche le scene.

I costumi sono di Giusi Giustino, le musiche originali di Patrizio Marrone, i movimenti coreografici di Aurelio Gatti.

Vedremo sul palco, tra gli altri, Raffaele Gangale, di origine calabrese; durante la sua carriera recita nel film Brancaccio, in onda nel 2001 sulla Rai, partecipa a “Casa famiglia” con Massimo Dapporto, ha come maestro Albertazzi e vive per un po di tempo a New York. Nei panni di Miranda, Elisabetta Ventura, figlia del coreografo Tony Ventura, brava ballerina di tip tap; da Aprile la vedremo in “La decima rosa”, forse una delle prime fiction “in rete”. Mauro Bosco, doppiatore molto premiato che ha dato la voce a vari personaggi in film d’animazione come “Bianca e Bernie nella terra dei canguri”, “La bella e la bestia” ed in telefilm come “Alias” o “Arnold” o “General Hospital”.

Marco Belocchi studia alla Silvio D’Amico e svolge il saggio di terzo anno con la regia di Ronconi con il quale continua a collaborare; è protagonista del monologo teatrale “L’ultimo incubo” visto al teatro dell’orologio, dirige dello spettacolo “Pop corn”.

Stefano Annoni, ex giocatore di pallanuoto, studia alla Paolo Grassi, interpreta Romeo in Giulietta e Romeo di Corrado D’Elia. Le sue foto sono apparse su GQ nel 2004 e nello stesso anno gira la pubblicità della

citroen C 2.

Emanuele Puglia, si forma artisticamente presso la scuola di teatro dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico, nel 1993 fonda e dirige il gruppo teatrale Maga Emastema con il quale progetta e produce diversi lavori; ha partecipato a fiction come “Archimede” e “Casa Vinello”.

Massimo Sorrentino, musicista jazz, fa molta esperienza con collaborazioni di prestigio ed è insegnante di chitarra; ha da poco pubblicato un cd dal titolo “la notte dei tempi viventi”.

Hal Yamanouchi ha una lunga esperienza di teatro e di cinema, ed opera nell’ambito dell’educazione alternativa usando tecniche teatrali, giapponese di origine, inglese di  formazione, italiano d’adozione.

Hilmar Pintaldi, ha lunga esperienza come ballerina e suonatrice di strumenti a percussione.

I protagonisti del musical incontreranno poi gli attori reggini, gli appassionati e tutti i cittadini che volessero partecipare, sabato 1 marzo, alle ore 18 ,nella platea del Teatro Cilea.

Gli incontri con l’attore, coordinati da Enzo De Liguoro, nascono dalla collaborazione tra SpazioTeatro, Catona Teatro ed il Teatro Stabile di Calabria.

 

Fe.Mor (Roto San Giorgio)

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FOTOGRAFIE DI REGGIO CALABRIA: 24.02.2008

Pubblicato da peppecaridi su 26, Febbraio, 2008

Ecco lo Stretto domenica dopo il tramonto.
Cielo Serenissimo, clima quasi primaverile.

Il Lungomare:

L’Etna:

Reggio:

Il panorama dello Stretto verso sera:

Dedicato a tutti coloro che Reggio non possono viverla quotidianamente, pur sognando di farlo.

Peppe Caridi

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GIORGIA MELONI: LA SCELTA GIUSTA PER IL FUTURO DELLA CAPITALE

Pubblicato da peppecaridi su 25, Febbraio, 2008

All’interno della politica, ci sono elezioni ed elezioni. Per motivi di storia, di territorialità, di suggestione, il prestigio del Consiglio Regionale della Sicilia non è quello della Calabria o di qualsiasi altra Regione d’Italia, e il prestigio del Consiglio Comunale di Roma, della capitale, non è quello di qualsiasi altra Città d’Italia.

Con la candidatura di Walter Veltroni a premier di un eventuale futuro governo, si voterà a Roma per il rinnovo dell’Amministrazione Comunale: il Partito delle Libertà sembra voler confermare e favorire Alemanno ma non posso non esprimere alcune personalissime riflessioni.

Di errori su Roma ce ne sono stati tanti, negli ultimi anni. E’ una Città difficile da governare, non c’è dubbio, ma Veltroni, che chè se ne dica, non l’ha fatto in modo poi così tanto perfetto. Sicuramente non possiamo parlare di un Sindaco disastroso, ma qualche guaio l’ha combinato e molti cittadini (a prescindere dal colore politico) di fronte ad un’adeguata alternativa non l’avrebbero scelto.

La candidatura di Alemanno, gli errori in campagna elettorale e tutti gli sbagli delle ultime amministrative (Maggio 2007) hanno portato proprio a Roma, ad una pesante sconfitta per il centro/destra tutto: i cittadini della capitale hanno bocciato il candidato sindaco di quella che allora era la Casa delle Libertà confermando una grande maggioranza a Veltroni.

Adesso, ripensare ad Alemanno dopo la bocciatura democratica, mi sembra un’assurda forzatura dei giochi, e si rischierebbe di perdere la seria possibilità di riconquistare il Campidoglio. E, il Campidoglio, non è un municipio qualsiasi.

Abbiamo criticato tanto il governo Prodi quando ha chiamato come ministro, Alessandro Bianchi che era candidato senatore in Calabria ed è stato bocciato democraticamente dall’elettorato.

Ricandidando Alemanno sindaco di Roma, già bocciato dai Romani appena 10 mesi fa, sarebbe un errore gravissimo e una scelta antidemocratica.

La figura giovane, vivace, innovativa di Giorgia Meloni, che nella sua ideologia politica fa un perfetto mix tra progressismo e principi e valori etici e morali, sarebbe la soluzione di tutto e porterebbe a Roma una nuova ventata di gioventù e ottimismo.

Problemi politici non ce ne sono: Alemanno e Giorgia Meloni appartengono allo stesso partito: che si faccia, quindi, la scelta giusta.

Mi piace riportare quest’editoriale de “L’Occidentale”:

Chi è Giorgia Meloni e perché potrebbe fare il sindaco di Roma

Il suo telefono squilla di continuo. E i parlamentari di entrambi gli schieramenti che la salutano nel Transatlantico di Montecitorio o davanti al bar Giolitti fanno fatica anche soltanto a complimentarsi con lei per la sua possibile candidatura a sindaco di Roma da parte del centrodestra. Quando, però, riesce a staccarsi dalla cornetta e le congratulazioni arrivano finalmente alla destinataria lei sorride, alza le sopracciglia e ribadisce che non c’è ancora nulla di deciso. E che non è affatto detto che sarà lei a sfidare Francesco Rutelli nella corsa al Campidoglio. Sono giornate strane per Giorgia Meloni, trentenne vicepresidente della Camera. Il suo atteggiamento è quello di sempre. Sorride, ironizza, dissimula e allontana da sé le lusinghe del potere, fedele al basso profilo che la accompagna da sempre nei passaggi fondamentali della sua carriera politica, da lei spesso affrontati “suo malgrado”, simulando morbide inadeguatezze pronte a tramutarsi in un impegno feroce. La piccola pasionaria della Garbatella non fa sconti o eccezioni. Anche a Gianfranco Fini – che dopo averla sondata per la Provincia le ha improvvisamente prospettato “l’upgrading” al Comune – ha risposto chiaro e tondo con un “obbedisco” pieno di perplessità e di senso di responsabilità. Il suo ragionamento è stato pressappoco questo: “Quello che voi chiedete io faccio ma non posso nascondere che mi sembra un’impresa titanica alla luce della mia esperienza politica”. E dire che anche Silvio Berlusconi ha dato il via libera alla sua candidatura e dopo aver letto i sondaggi che la danno al 36% – contando anche la concorrenza quasi sullo stesso terreno di Francesco Storace – ha pronunciato un ottimistico: “Si può fare”.E’ dentro Alleanza Nazionale – che avrebbe preferito avere la casella della Provincia dove magari spendere il nome dell’ex presidente, Silvano Moffa, mettendo in quota Forza Italia Giuliano Ferrara al Comune – però che si appuntano ancora alcune perplessità sulla scelta finale da compiere. E da qualche ora hanno ripreso a circolare i nomi di Maurizio Gasparri, Gianni Alemanno e Fabio Rampelli come possibili candidati. La favorita, però, resta lei. E con il passare delle ore la Meloni inizia ad abituarsi all’idea di affrontare una corsa a ostacoli piena di rischi ma anche capace di regalarle un enorme bagno di popolarità.

D’altra parte l’idea di gettare nella mischia un volto nuovo e fresco, capace di sparigliare le carte, contro una vecchia volpe della politica come Francesco Rutelli piace a molti. Il duello tra lei, la giovane outsider, e un uomo inevitabilmente legato all’establishment romano accende la fantasia di coloro che sognano di ribaltare un verdetto già scritto. E c’è da mettere nel conto un altro aspetto: la pressione dal basso che sta salendo fino alla segreteria del partito. Il desiderio di molti militanti di An di vedere un volto nuovo, di avere il primo candidato sindaco donna della storia di Roma e di vedere su un proscenio così importante lei, la ragazza terribile dall’oratoria infuocata, passata attraverso un cursus honorum di tutto rispetto, prima a 21 anni come più giovane consigliera provinciale d’Italia, a 25 come prima ragazza a guidare un’organizzazione giovanile, a 29 come più giovane vicepresidente della Camera (un incarico, quest’ultimo, dove, tra regolamenti della Camera, cavilli giuridici, tranelli delle vecchie volpi della politica ha dimostrato di sapersi districare più che bene).

Una ragazza che ha fatto strada politicamente cominciando a 15 anni in una sezione del Msi in una borgata rossa. Una senza padrini, né amanti, né parenti famosi, una che porta Roma stampata nella sua cadenza e nel suo accento, una che colleziona angeli (ne ha più di 300, di legno, vetro, cristallo, marmo, stoffa, gesso) ma sa al contempo mostrare gli artigli e a volte deve anche fare uno sforzo per tenere a bada il suo “caratterino” non proprio malleabile. Una con una passionaccia per la politica ma anche con un forte senso di appartenenza verso la sua comunità politica, quella di An e di Azione Giovani, rispetto alla quale sente sempre il dovere di restituire qualcosa.

La nuova avventura di Giorgia, insomma, sta per iniziare. E la piccola, grande donna della Garbatella già affila le armi verbali per contrastare l’eloquio sornione e ammiccante di Francesco Rutelli. Consapevole che, comunque, male che vada al Comune, per lei si prospetterà un seggio sicuro in Parlamento. Un ritorno al recente passato che lei potrà affrontare senza il timore – che sembra accompagnarla da sempre – di non riuscire a gettare l’anello del potere nel fuoco, prima che il suo fascino malvagio abbia la meglio sulla sua passione di militante.

Che si faccia la scelta giusta.

Peppe Caridi

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LA REGGINA BATTE LA JUVE E SI RILANCIA NELLA CORSA SALVEZZA

Pubblicato da peppecaridi su 24, Febbraio, 2008

Vincere sarebbe stata un’impresa. Ma provarci era un dovere: intitolavo così, poche ore fa.

E ci hanno provato i ragazzi, scendendo in campo senza timori reverenziali e con la grinta giusta per una partita del genere.

Gran bel primo tempo, meritato il vantaggio, e poi la sofferenza nella ripresa. Tanta, probabilmente troppa, anzi sicuramente troppa. Perchè inserire Makinwa al posto di Amoruso ci avrebbe potuto dare maggior spinta, potenza e velocità nei contropiedi. Ma anche la freschezza di Halfredsson al posto di uno stanchissimo Vigiani avrebbe garantito la copertura sufficiente ad arginare i bianconeri ma anche un maggior possesso palla grazie alle spiccate qualità tecniche dell’islandese.

Fatto sta che la Juve mette sotto gli amaranto per tutti i secondi 45 minuti, trova il pareggio grazie ad una clamorosa papera di Campagnolo, e viene punita nel finale da un nettissimo rigore assegnato da Dondarini.

Rigore che ha scatenato la furia rabbiosa di Cristiano Zanetti, espulso per un calcione ai danni di Nicola Amoruso, e le proteste di tutti gli juventini, che nel dopopartita dichiarano di non essere “stupidi”, poichè “i tre rigori a nostro favore li abbiamo visti benissimo”: in realtà, non si può parlare di rigore per il colpo di spalla di Aronica in cui ha il braccio completamente al corpo, nè quello di Valdez su Sissoko: dalle immagini televisive è chiarissimo come il difensore amaranto tocca prima il pallone, che infatti schizza via, e poi il centrocampista juventino. Era nettissimo invece il calcio di rigore ai danni di Nedved, nel primo tempo, per un fallaccio dello stesso Valdez, ma fa pari con il rigore che si poteva concedere, sempre nel primo tempo, ad Amoruso quando su un cross ravvicinato di testa di Vigiani, Chiellini tira per la maglia l’attaccante pugliese che finisce a terra.

Da sottolineare inoltre che Makinwa, lanciato solo davanti a Belardi, viene fermato (sull’1-1, pochi minuti prima del rigore di Amoruso) per fuorigioco assolutamente inesistente!!!

Dopo 24 partite e almeno 7-8 calci di rigore evidentissimi e non concessi, la Reggina vede assegnarsi il primo penalty della stagione, un penalty su cui è impossibile avere dubbi, sacrosanto, nettissimo, e un penalty pesante perchè vale 3 punti splendidi e dignitosissimi.

LE PAGELLE:

Campagnolo 5 Salva la porta in un paio di occasioni ma è clamorosa la papera sul facile tiro di Del Piero.

Lanzaro 6,5 Splendida gara in fase difensiva, probabilmente una delle migliori in questa stagione, sui livelli di un anno fa

Valdez 7 Maestoso. E’ su tutti i palloni, fa salire la linea arretrata e la guida come un vero leader.

Aronica 6,5 Tanta tecnica ed esperienza, al solito.

Cirillo 7,5 Gara davvero perfetta. Non una sbavatura, non un errore: tantissima grinta, un grande cuore e tanto sacrificio, oltre che intelligenza tattica e bravura in fase di contenimento.

Modesto 6 Al solito sembra tra i più annebbiati. Superare l’uomo ormai è diventato un sogno, anche se si vedono un paio di bei cross. Sembra comunque poco lucido negli errori su semplici passaggi o giocate.

Barreto 7 Ormai si sta confermando, non è una novità. Un grande centrocampista, che deve crescere e maturare ma già dimostra di meritare la Serie A.

Cascione 7 Era il Cascione che il pubblico Reggino avrebbe voluto vedere dalla prima di campionato. Sembra rinato, quasi un altro. Gara ottima, di grande sacrificio e impegno ma anche con tocchi di classe e finezza che ne evidenziano le doti tecniche e qualitative non indifferenti, per la prima volta. Felicissima sorpresa.

Vigiani 6,5 si comporta benissimo spaziando da un lato all’altro del campo, facendo da cintura tra linea mediana e attacco, consuma tantissimo nel primo tempo tanto che finisce la gara stremato.

Brienza 8 Il migliore in campo. Velocità, dribbling, estro, fantasia, un goal di lucidità e freddezza impressionanti, e tanto cuore. Ha già conquistato quello di tutta Reggio.

Amoruso 6,5 Troppi palleggi, un pò troppo arretrato, ma oltre al goal della vittoria su rigore, si fa valere con intelligenza nella difesa del pallone quando ce n’è bisogno.

Tognozzi s.v.

Costa s.v.

Makinwa s.v.

Ulivieri 5,5 Troppo, troppo, troppo sofferto il secondo tempo. Makinwa e Halfredsson in campo sin dall’inizio (o comunque dopo pochi minuti) della ripresa avrebbero garantito vitalità, freschezza atletica e avrebbero dato più spesso alla squadra la possibilità di alzare il baricentro. Come al solito, troppo difensivista.

Per il pubblico e i tifosi tutti, è stata una serata di grande gioia al Granillo.

Ecco i video con i momenti salienti del primo e del secondo tempo, i due goal della Reggina, le follìe entusiastiche sugli spalti e la magìa di una notte indimenticabile.

Le FOTO:

PEPPE CARIDI

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CASO KOSOVO: I MOTIVI DI UNA LIBERTA’ REPRESSA

Pubblicato da peppecaridi su 23, Febbraio, 2008

I Balcani sono sempre stati nel corso della storia, il cuore dei fermenti politici, sociali e bellici dell’Europa intera. Da lì s’è accesa la miccia che ha fatto scoppiare i due conflitti mondiali e in quei Paesi, dopo la fine della tirannica e violenta dittatura comunista di Tito, si sono aperti nuovi scenari che però hanno purtroppo causato fino ad oggi solo guerre, disagi, fame e miseria.

Il Kosovo s’è dichiarato indipendente, c’è riuscito dopo anni di battaglie e con tantisimi sacrifici, eppure oggi la Russia minaccia la NATO di utilizzare le armi per sopprimere questa libertà dei kosovari di dichiararsi liberi e indipendenti.

E’ davvero incredibile come, ancora oggi, si vieti a un popolo di essere libero e di vivere in pace autogovernandosi. Sembra essere tornati ai tempi della guerra fredda, con i due poli contrapposti (USA e RUSSIA) e, anche in questo caso, è impossibile non stare dalla parte di giustizia e libertà, cioè dalla parte degli U.S.A., dalla parte del Kosovo e dei kosovari.

Eppure i disordini di Belgrado sono stati un pretesto affinchè molti potessero vivere una serata di malavita in anarchia:

Da ILGIORNALE.IT = Più del Kosovo potè lo shopping. Anzi il saccheggio. Spunta da un video amatoriale di Youtube il lato nascosto – ma in realtà neppure tanto nascosto – delle violenze esplose ieri a Belgrado a margine della manifestazione nazionale contro la secessione del Kosovo. Ne sono protagoniste due ragazze bionde, allegramente riprese al seguito degli hooligan nella devastazione generale di negozi e vetrine. Pronte a sfruttare l’occasione per una serata di libero saccheggio, nel segno dell’accaparramento di scarpe (magari di marchi americani), vestiti e un po’ di tutto.

Il video è intitolato, beffardamente, “Kosovo za patike” (il Kosovo in cambio di un paio di scarpe). Anche se, a essere equanimi, non di un solo paio s’è trattato. La sequenza è piuttosto lunga ed è girata da un cameraman dilettante che resta per tutto il tempo alle costole delle due malgrado i loro garruli inviti a “smettere di filmare”. E la cui voce fuori campo non esita a esprimere qualche frecciata di sarcasmo. Tipo, “voi siete le eroine della protesta”.

Nel pieno centro di Belgrado – e senza che compaia un poliziotto – le saccheggiatrici bionde corrono da un negozio sfasciato all’altro e si riforniscono a piacimento: borse, vestiti, accessori vari. Dell’ambasciata americana, o delle altri sedi diplomatiche assaltate negli stessi minuti, non sanno nulla e ancor meno sembra importargliene.

Ciò che di americano le attira sono le scarpe da ginnastica dell’ultima collezione della Nike, in un punto vendita monomarca sulla Knez Mihajlova, l’isola pedonale dello shopping belgradese. La porta è sfondata e le ragazze si accomodano. Hanno persino il tempo di provare diversi modelli e misure, prima di servirsi. “Avete trovato il numero giusto?”, le provoca l’autore della ripresa, senza spegnere il loro vorace entusiasmo.

Qualche pacchetto viene tenuto stretto con i denti. Una ’impresà non isolata, la loro, stando ai danni denunciati oggi dai negozianti. Anche in termini di merce sparita. I navigatori di Internet, però, non paiono aver gradito. Primi fra tutti i serbi. “Vergogna”, si legge su una delle centinaia di messaggi di commento, quasi tutti zeppi di espressioni irriferibili. Ma c’è anche chi ci scherza su. E propone alle due ladruncole affari o baratti.

Nei Balcani c’è un misto di popoli che hanno differenti culture, differenti identità, differenti credo religiosi, appartengono ad etnie competamente a sè stanti: allora perchè vietare ad ognuno di autogestirsi e autogovernarsi in modo democratico ?

Putin minaccia … “E’ un precedente orribile per l’Occidente”
”Il precedente del Kosovo è un precedente orribile – ha detto Vladimir Putin – di fatto fa saltare tutto il sistema delle relazioni internazionali esistente, non soltanto da molte decine d’anni, ma da centinaia di anni”. Facendo riferimento ai paesi che hanno riconosciuto la proclamazione di indipendenza del Kosovo, il presidente russo ha espresso l’opinione che la situazione avrà ”conseguenze imprevedibili”. ”Non pensano alle conseguenze di quello che fanno - ha aggiunto – alla fine è come un bastone che ha due estremita’, e una delle estremita’ un giorno li colpirà in faccia”.

Tutto questo, mentre dalla sua parte, dalla parte di Putin, dalla parte della Russia, c’è la violenza, e ci sono i violenti.

I killer violenti che hanno ucciso l’altra sera a Belgrado. Che hanno causato decine di feriti, tanti disagi e molta paura.

L’ambasciata americana è stata violata, con il bilancio di un morto carbonizzato tra i manifestanti. Secondo quanto reso noto dal dipartimento di stato Usa e da fonti di Belgrado, il cadavere è irriconoscibile e per identificarlo saranno necessari esami del Dna, mentre il bilancio aggiornato degli incidenti accaduti nella capitale serba è di una novantina di feriti o contusi, tra i quali una trentina di poliziotti. Tutto il personale diplomatico statunitense – ha detto il dipartimento di stato – ha risposto all’appello. alle proteste del governo statunitense è seguita la presa di posizione di quello serbo, secondo cui sono inaccettabili e deplorevoli atti compiuti da estremisti gli
attacchi alle ambasciate straniere, che ”danneggiano l’immagine della Serbia all’estero e non rappresentano il sentimento collettivo del popolo serbo” e che non dovranno ripetersi.

I gruppi di facinorosi sarebbero giovani estremisti nazionalisti, molti dei quali conosciuti dalle forze dell’ordine per atti di violenza negli stadi di calcio. La manifestazione, che secondo il governo serbo avrebbe dovuto “incanalare pacificamente la rabbia della gente”, aveva richiamato in piazza centinaia di migliaia di persone: riunite dinanzi all’ex Parlamento federale jugoslavo, lo stesso luogo in cui nel 2000 la protesta popolare aveva decretato la fine del regime di Slobodan Milosevic e l’apertura del Paese all’Europa, ma stavolta per dire ‘no’ all’indipendenza proclamata domenica 17 da Pristina. E ‘no’ all’Occidente che la sostiene.

Tutto questo è assurdo, inspiegabile e difficilmente comprensibile.

Il Kosovo è indipendente, deve esserlo ed è davvero pazzesco che ancora nel 2008 ci siano capi di stato pronti a dettare legge su altri Paesi in modo autoritario e dittatoriale.

Perchè stare dalla parte dei kosovari, vuol dire stare dalla parte della pace, della libertà, dalla parte in cui vive il sogno e la speranza di un futuro migliore.

E che sia migliore per tutti: non è solo un “problema loro”. In fondo, l’Italia e i Balcani, sono davvero vicinisimi.

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Terremoto del 1908 nello Stretto: il maremoto fu causato da una frana sottomarina dovuta alla scossa, non in modo diretto dal sisma

Pubblicato da peppecaridi su 23, Febbraio, 2008

Terremoto del 1908 nello Stretto: il maremoto fu causato da una frana sottomarina

Il terremoto causò il maremoto in modo indiretto, non diretto

Molto spesso, quando si parla del terremoto dello Stretto di 100 anni fa, si pensa che la causa della maggiorparte dei 120.000 morti che perirono tra le macerie di Reggio, Messina e rispettive Province è da addebbitare al maremoto che dopo le scosse di terremoto, travolse con onde fino a 15 metri le due sponde.

In realtà, recenti studi confermano alcune tesi che già da tempo sono portate avanti da studiosi del settore. Il maremoto non fu causato in modo diretto dal sisma, bensì in modo indiretto, a causa di una frana sottomarina nel messinese jonico: infatti l’unica area in cui le onde raggiunsero i 15 metri di altezza (valore mostruoso) fu il Reggino jonico e la costa di Pellaro.
A Reggio centro le onde non superarono i 7-8 metri di altezza, e a Messina centro i 2-3: questo dimostra come non è possibile addebbitare al maremoto la maggiorparte dei morti, e conferma che decine di migliaia di vittime rimasero schiacciate nel sonno tra le macerie delle loro abitazioni.

Nella nostra memoria, dopo un secolo esatto, questo deve far riflettere sulla violenza del terremoto e sull’importanza di costruizioni edilizie a norma antisismica.

È stata una frana sottomarina, e non il terremoto come si credeva, a scatenare il maremoto che il 28 dicembre 1908 travolse Messina, Reggio Calabria, lo Stretto la Sicilia orientale.

La scoperta, di un gruppo di geologi dell’università di Roma Tre e di geofisici dell’università di Messina, è in fase di pubblicazione sulla rivista Geophysical Research Letters, edita dall’Unione Americana di Geofisica.
“Le frane sono un fenomeno frequente quanto imprevedibile. Tuttavia conoscere meglio le zone più a rischio potrebbe avere risvolti significativi per la Protezione civile”, osserva Andrea Billi, autore della ricerca con Renato Funiciello, Liliana Minelli e Claudio Faccenna, dell’università di Roam Tre, e con Giancarlo Neri, Barbara Orecchio e Debora Presti, dell’università di Messina. “Ora – aggiunge – sappiamo che la frana si è verificata lungo la scarpata continentale della Sicilia sul versante del Mar Ionio”.

Da questa stessa zona, secondo gli studiosi, circa 8.000 anni fa si staccò un’altra frana che provocò un altro maremoto.
Indagini oceanografiche, carotaggi, dati sismici e sulla morfologia sono le tecniche di analisi che permetteranno di conoscere e controllare le zone a rischio.
La frana all’origine del maremoto del 1908 è stata localizzata in una zona del mar Ionio antistante a Giardini Naxos e distante dalla costa fra 80 e 100 chilometri.

Si spostò una quantità di roccia di circa 20 chilometri cubi, un pò più grande rispetto a quella che nel 2002 provocò l’onda anomala a Stromboli.
I ricercatori hanno ricostruito l’evento sulla base della velocità dell’onda (che viaggiava a non meno di 100 chilometri orari) e calcolando il tempo impiegato dall’onda a raggiungere la coste sulla base dei dati storici pubblicati nel 1910 dal geografo Mario Baratta che, con interviste condotte in 30 centri abitati lungo le coste siciliane e calabresi dello stretto di Messina, aveva stabilito che lo tsunami era avvenuto fra 8 e 10 minuti dopo il terremoto.

Peppe Caridi

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REGGIO CALABRIA CITTA’ SEMPRE PIU’ INTERNAZIONALE

Pubblicato da peppecaridi su 23, Febbraio, 2008

Enzo Sidari”Reggio Calabria vuole diventare sempre piu’ internazionale”. Questo l’obiettivo che il Comune si pone per i prossimi anni.
Lo afferma Enzo Sidari, assessore al Turismo di Reggio Calabria, alla ventottesima edizione di Borsa Internazionale del Turismo di Milano. Nel valorizzare le caratteristiche della citta’, Reggio Calabria si pone sul mercato internazionale con l’iniziativa ‘Scopri Reggio Calabria ed impara l’italiano’.
Riservata a studenti stranieri, il progetto prevede la possibilita’ di frequentare un corso di italiano, della durata di una settimana, gratis. Mentre imparano la lingua, i giovani potranno ammirare la splendida via Marina, bagnata da un mare limpido ed incontaminato, i panorami mozzafiato, le bellezze artistiche ed archeologiche, la rinomata tradizione gastronomica, la vita notturna frizzante ed allegra, che la rendono una piacevole ed attraente meta turistica durante tutto l’anno.
Un mare dai mille colori, un chilometro di spiagge bianche ed un paesaggio unico al mondo. Una citta’ con 2.700 anni di storia, arte e cultura. Straordinarie e preziose testimonianze di una antica civilta’ al centro del Mediterraneo.
Promozione di un turismo culturale, quindi, iniziato quando ”il sindaco Scopelliti -dichiara Sidari- ha vinto le sue elezioni.
Il teatro della citta’ era chiuso e, dopo dieci anni, noi lo abbiamo riaperto. Da allora, sono state molte le iniziative e, tra le piu’ importanti, ricordo il festival del cinema.
Sole e il mare ce l’abbiamo, ma non basta. Abbiamo capito -conclude- che era il turismo culturale da promuovere. Insieme a quello religioso, con l’avvicinarsi del Giubileo di San Paolo”. (ADNKronos)

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