O.P.G. – Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari in Italia
Pubblicato da peppecaridi su 18, aprile, 2007
Sin dall’800 d.C. in Italia, come un po’ in tutt’Europa, esistono molti “Manicomi Criminali”, strutture finalizzate alla reclusione ed al recupero, ove possibile, di persone con malattie psichiatriche.
Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (meglio conosciuti come O.P.G. ) nascono in Italia nel 1975, e saranno l’unica struttura di questo genere dopo la legge 180 del 1978 che mirava all’abolizione dei manicomi ed alla creazione di “servizi di diagnosi e cura”, di “appartamenti protetti” e di altre strutture d’appoggio per ex degenti manicomiali o per nuovi utenti dei servizi psichiatrici.
Gli O.P.G. in Italia oggi sono 6 (vedi in scheda) dislocati nel territorio da Nord a Sud, e svolgono il duplice e a volte ambiguo ruolo di ospedale e di carcere.
Questo causa numerosi problemi organizzativi, tutt’ora irrisolti, e molto dettagliati e complessi.
La Scheda:
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Località |
Direttore |
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O.P.G. Barcellona Pozzo di Gotto (ME) |
Nunziante Rosalia |
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O.P.G. Reggio Emilia |
Valeria Calevro |
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O.P.G. Montelupo Fiorentino (FI) |
Franco Scarpa |
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O.P.G. Castiglione delle Stiviere (MN) |
Michele Schiavon |
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O.P.G. Napoli |
Umberto Raccioppoli |
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O.P.G. Aversa (CE) |
Adolfo Ferraro |
Dati forniti da: Agenzia Redattore Sociale
I pazienti degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari accolgono numerose tipologie di pazienti aventi differenti posizioni giuridiche, dai prosciolti per vizio totale di mente, agli imputati colpiti durante giudizio da malattia mentale, passando da imputati sottoposti a perizia Psichiatrica a condannati con vizio totale o parziale di mente.
Rientrano nella categoria di “papabili” ospiti degli O.P.G. anche gli schizofrenici, gli etilisti con deterioramento, i disturbati di personalità e coloro che hanno insufficienza mentale con disturbi psicotici.
Altrettante categorie di personale medico operano all’interno degli O.P.G.:
Medici di Ruolo Direttori, Medici Incaricati, Medici di Guardia, Consulenti Psichiatrici, Agenti di Polizia Penitenziaria, Educatori e Penitenziari, Psicologi a consulenza, Assistenti sociali.
Le realtà dei pazienti degli O.P.G. sono spesso tristi e tragiche, ed è estremamente difficile che i soggetti rinchiusi vengono recuperati e rimessi in libertà.















stefano detto
sarei grato di capire se gli o.p.g. fanno parte delle strutture giudiziarie o sanitarie, in particolare quello di Castiglione delle stiviere il quale non è a regime carcerario.
grazie cordiali saluti
peppecaridi detto
Stefano, tutti gli o.p.g. sono strutture giudiziarie: psichiatriche giudiziarie.
Ciao!
stefano detto
grazie peppe, sono un operatore del opg di castiglione che stà cercando di migliorare il lavoro degli operatori interni e quindi anche l’assistenza ai malati nonostante sia già abbastanza soddisfacente…., ma credo che migliorando la realtà interna degli operatori venga di conseguenza il resto, di cosa parlo….?? se può essere di tuo interesse posso cercare di spiegarti il nocciolo della questione…. ( DLS n° 66 ).
fammi sapere e ancora grazie.
anna detto
non e’ vero che non vengono recuperati a reggio emilia il personale è fantastico sono brasvissimi io ho un figlio lì e in tre anni ha fatto passi da gigante e tra un pò tornerà libero di rifarsi una vita grazie a tutti coloro che lo hanno aiutato
anna
BARBARA detto
SALVE ANNA, MI PERMETTO DI SCRIVERLE IN QUANTO HO UN AMICO IN O.P.G. A REGGIO EMILIA.
VOLEVO SAPERE COME STA’SUO FIGLIO ORA
GRAZIE
valentina detto
salve volevo sapere se è possibile, e con quali criteri, entrare a visitare queste strutture; scusami per la domanda, ma sto scrivendo la mia tesi proprio sugli opg, e vorrei saperne di più da qualcunoche ha qualcuno dentro.
grazie
valentina
giovanni detto
Salve a tutti, sono un giovane aspirante scrittore. sono rimasto incantato dagli O.P.G., sto facendo molte ricerche su internet e mi piacerebbe scrivere un libro ambientato in una di queste strutture. purtroppo su internet si trovano solo avvenimenti spiacevoli e c’è poca descrizione degli ambienti e sulla vita quotidiana all’interno. Chiunque voglia aiutarmi può scrivermi al seguente indirizzo: giov.-ca@libero.it
Mi piacerebbe leggere una bella storia come quella che ha accennato Anna, o magari qualcuno che lavora all’interno mi potrebbe dire cosa si fa, com’è formarta la struttura dove si mangia si gioca si integra etc. Sono un grande sognatore ma se riesco nella mia impresa(come son riuscito a fare in altre) potrebbe essere un grande aiuto, sia economico ma sopratutto informativo, perchè quello che mi ha colpito di più è stato l’oblio e l’indifferenza su questo problema.
grazie a tutti coloro che daranno una goccia a questo mare.
Giovanni Caruso
peppecaridi detto
Caro Giovanni, dai un’occhiata qui
http://www.meteoweb.it/images/La_galleria_speciale_12_06.pdf
Numero Speciale di “La Galleria” (O.P.G. Barcellona Pozzo di Gotto – Messina): http://www.meteoweb.it/images/La_galleria_speciale_12_06.pdf
giovanni detto
grazie mille Peppe
marta detto
salve…dovrei sostenere una tesi di laurea sugli opg.potrebbe indicarmi del materiale???mille grazie
valentina detto
marta ciao, scusa ma ho il tuo stesso problema. sei riuscita ad entrare?
grazie
valentina
Alessandro detto
Salve mi chiamo Alessandro e il 7 giugno del 2007 ho subito un’aggressione da chi credevo il mio migliore amico, ma ahimè, non essendo a conoscenza,o almeno non del tutto,della sua grave malattia mentale ho aperto la porta come sempre ho fatto quando G.M. ha suonato al mio campanello.
bene il mio miglior amico è rinchiuso all ‘opg di reggio emilia da più di anno ma non mi vergogno ad ammettere che al sol pensiero che un domani potrà uscire e cercare di nuocere di nuovo a me e alla mia famiglia, bhe questo mi terrorizza, quindi come citato prima da il Sig, Peppe Carriddi, spero che i soggetti rinchiusi non vengano recuperati e rimessi in libertà.
Anna detto
che brutte le tue parole.. capisco la paura ma volere che una persona non deve essere “recuperata” come uomo è un idea atrove, ricorda che tutti hanno un anima….e ricorda che se il tuo amico sta lì è perchè ha un serio problema ..il dolore non si può dimenticare ma a volte potremmo cercare di superarlo.. il futuro del tuo amico sarà già nero, ma l’idea che non possa migliorare e chissà impoarare a coivivere meglio con la malattia è bruttissimo… ha sbagliato ma è un uomo, pensaci.
Anna
cinzia detto
a parte il fatto che nessuno si vorrebbe povero e pazzo ma tu come idee sembri ancora piu matto del tuo amico le persone vanno curate e la malattia mentale e una delle piu diffili da curare ormai è piu facile guarire da un tumore
angela detto
ciao a tutti!! non riesco a capire come Alessandro possa dire che spera che i soggetti rinchiusi
non vengano recuperati: a tutti può succedere di andare fuori di testa perchè siamo essere umani
dominati dalle emozioni e se ci fosse solo un po’ più di comprensione, non dico di amore, sarebbe tutto semplificato. Io spero che tanti riescano a reinserirsi e a vivere la loro vita
nel migliore dei modi. Ammiro chi continua a stare vicino ai malati di mente e una volta che
mi sarò laureata in giurisprudenza desidero studiare la neuropsichiatria.Da quello che ho letto
fino ad ora spesso il cervello va per conto suo e nessuno sa il motivo al 100 per cento. Nel supermercato in cui lavoro vedo tanti clienti tossicodip. e alcolizzati (è vicino ad un quartiere degradato) e anche qualche tipo diciamo strano per i parametri comuni e tutti li guardano con paura e superiorità quando invece sono esseri umani come gli altri che vorrebbero solo essere loro stessi e che apprezzano un sorriso molto di più di tanti altri. Credo che le emozioni li abbiano sapraffatti e non siano riusciti a trovare il modo più giusto per incanalarle. Farli sentire diversi non serve. Grazie al Sig Caridi per l’ospitalità sul sito!!
Marco detto
Salve a tutti, mi chiamo Marco, sono un educatore professionale. Dopo la laurea ho avuto modo di misurarmi con tante persone e ribadisco il termine “persone” perchè è di loro che si parla. Spesso entriamo in contraddizione con la natura umana definendo chi sbaglia con etichette che bendano sia noi che chi subisce questa aggressione disumanizzante. Ho operato in strutture in cui venivano accolte persone in misura alternativa all’OPG, ex OPG, ed ex OP. Sinceramente se mi avessero sottoposto ad una sorta di esame per individuare chi proveniva da dove e per quale ragione fosse lì, avrei, con tutta onesta, dato risposte non corrispondenti alla realtà.
La società, noi stessi, conserviamo una sorta di rancore e preferiamo “punire” all’estremo gesti e persone.
Augurarsi che un percorso riabilitativo-educativo non sfoci in esisto positivo ci trasforma in aggressori (soverchiamo l’ordine delle parti, da “vittime” a carnefici!?).
Un uomo libero dal suo disagio, capace di gestire se stesso in libertà è un pericolo solo per chi ha paura d’aver sbagliato incollando quell’etichetta.
Capisco benissimo il timore del sig. Alessandro; anch’io ho subito un’aggressione durante un turno di lavoro, riuscendo, fortunatamente, ad evitare il peggio per me e C.
Spero che la vita possa sorprenderti positivamente davanti ad una realtà difficile e complessa che speso spaventa. Credo che se un giorno il tuo amico dovesse uscir vincitore dalla sua battaglia, saresti felice di poterlo abbracciare. Il dolore e la paura provati lascerebbero spazio solo all’affetto.
Marco, educatore e pedagogista
Nunzio detto
segnalo il sito http://levocidentro.unime.it
Alessandro detto
Un saluto a tutti quanti e al Sig. Giovanni, io sono Alessandro e lavoro presso l’OPG di Castiglione delle Stiviere e forse potrei aiutarti per il tuo libro. Di preciso cosa vorresti sapere? Come vivono? Alquni vivono bene altri la prendono un po’ più male, ma tutto sommato ci stanno bene perchè sanno di essere trattati bene e a volte si riesce con fatica a mandarli fuori perchè per quel poco che riescono a restare in opg, riescono ad istituzionarsi, con il tempo diventa casa loro, si fanno amici sia tra Pazienti che tra Operatori, Fanno diversi lavoretti tenendosi impegnati e qualche volta io stesso faccio intrattenimento risocializzante co della musica e loro si divertono molto. poi cos’altro voui sapere di preciso?
Alessandro
Romina detto
Buongiorno a tutti, la fortuna mi ha fatta capitare su questo sito. Sono un’operatrice socio-sanitaria e mi farebbe piacere capire che tipo di mansioni deve svolgere chi ha il mio stesso titolo. Magari a grandi linee capire come si svolge una giornata tipo. Se possiblile nell’OPG di Castiglione d/Stiviere.
Ringrazio molto chi vorrà darmi qualche informazione.
Alessandro detto
Cara Romina sono Alessandro di Gastiglione d/S e come sopra ho scritto, sono OSS e faccio spesso intrattenimenti musicali. Cosa deve fare un OSS all’interno di una struttura come l’OPG di CAstiglione? Tante cose, se le vuoi fare ma tieni presente che l’Operatore Sanitario (tutte le figure), in questo caso, svolge la duplice funzione di sorveglianza e assistenza sanitaria: Applica, collabora e coopera con tutte le figure infermieristiche in una equipe che coinvolge tutto e tutti ma tenendo bene a mente che essendo in una strttura giudiziaria, esistono e vengono anche applicate le leggi e regole penitenziarie, magari in forma più elastica ma comunque applicate e se hai pazzienza, fiducia e volontà, puoi avere le tue soddisfazioni. certo che il cammino del requpero è lungo ma essendo questa struttura aggregata dal 1-1-2009 al DSM territoriale, ora come ora vi sono molti più Pazienti che vanno, chi in Comunità, chi a casa propria in semilibertà magari passando prima qualche mese in qualche struttura sanitaria più aperta. certo che il Paziente Psichiatrico non è che possa guarire con un’aspirina anzi, il percorso se per qualquno è breve, per altri è molto lungo, moltissimo dipende dal loro stato mentale e dal luogo in cui sono e da come sono trattati.
Ciao Romina e a risentirci.
Alessandro di Castiglione
Alessandro detto
Buona sera Sig. Beppe Caridi, essendo entrato in questo sito senza neanche bussare, in ritardo e chiedendo scusa vengo a presentarmi a te: Sono Alessandro, Operatore OSS presso la struttura Giudiziaria OPG, di Castiglione d/Stiviere e gradirei dirti che è vero che vi sono problemi rivestendo il duplice compito di Ospedale e di Carcere, (come scrivi qui sotto), considerando che i Pazienti Ospitati in queste strutture sono tutti Forensi “Dietro ad ogn’uno di loro vi è un Magistrato”, le cose dovrebbero un tantino cambiare entrando dal 1-1-2009 nel Dipartimento Salute Mentale (DSM) territoriale, comunque non prima della riforma carceraria che tutt’ora si è ancora in attesa. Quello che penso io? Pensa ad una lunga scala dove vi è sopra il Paziente: Sta bene? scende sempre più verso il mondo libero ( Comunita, Famiglia, con lavori seguiti e guidati, in semilibertà o meno). sta peggiorando? Risalita sempre più verso quella struttura ritenuta da Magistrati e Psichiatri , sempre più protetta (protetta da sè e verso altri, fino a quando starà meglio e se ne potra tornare di nuovo giù. Ad ogni modo la malattia mentale non è cosa che fai guarire con un’aspirina, il tragitto è lungo e tortuoso e a volte se vi è qualche Paziente che si riesce a tenere bene sul territorio, altre volte ritorna indietro dalle Comunità, dalle proprie famiglie in cui era comunque, poi ci si riprova e si spera che riesca a resistere. Tieni inoltre presente che il Personale sul territorio non è così tanto da poter seguire bene tutti quanti, o fai una scelta di dividere le tue forze su tutti o ti concentri su pochi trascurando gli altri, sperando di far bene il lavoro su questi ultimi, i miracoli non si possono fare. Che ne dici?
Alessandro di Castiglione
peppecaridi detto
Grazie Alessandro per l’interessantissimo contributo
fabrizio detto
buonggiorno, sono fabrizio abito in lombardia. da febbraio 2008 a causa della malattia di mio padre (psicosi maniacale con sintomi psicotici) sto conoscendo la dura vita dei malati psichiatrici e dei loro familiari. dopo il primo ricovero in pscichatria di un mese sembrava che le cose stessero andando bene. dopo qualche mese ha smesso di sua spontanea volonta di prendere i farmaci e ci troviamo con lui che dopo aver combinato diversi danni con l auto e per diverse settimane aver dato fastidio ad una signora dalla sera del 23/12 e ricoverato di nuovo in psuchiatria. qui si apre un buco giudiziario: dato che non puo stare piu du tanto in psichiatria e di sua spontanea volonta non vuole andare da nessuna parte e a casa non puo stare visto che ancora i farmaci non hanno dato nessun effetto dove puo andare ?? considerato anche che per quello che e successo si trova una denuncia e una querela ?? ho paura di riaverlo al lavoro visto che lavoriamo insieme…
nicole detto
Salve a tutti, sono una studentessa di servizio sociale, ho deciso per la mia tesi di laurea di approfondire il tema degli opg, in particolare con il mio lavoro intendo individuare delle prospettive future rispetto questa realtà. Se qualcuno si rende disponibile a darmi qualche indicazione, riferimento, consiglio sarei molto felice di seguirlo.
In particolare mi interesserebbe capire com’è la situazione dell’ Opg di Castiglione da quando è avvenuta l’aggregazione con il Dipartimento di Salute Mentale Territoriale(1/1/2009).
GRAZIE
TheB U S T detto
Bla, bla bla…..
Non sono uno scrittore, un medico, un neolaureato, un’ assistente sociale ecc….
Sono un’animo sensibile che lavorando a stretto contatto con internati, conosce sulla propria “pelle e neuroni” codesto ambiente(!).
Quindi senza ricercare paroloni, e ideologie inutili, la situazione è critica perchè:
è necessario differenziare i malati mentali per entità :
- Organica: che rappresentano una minoranza della popolazione dei soggetti con ritardo mentale e si caratterizzano per un danno biologico certo
- Ambientale: sono la gran maggioranza, con una percentuale prossima al 75% e sono contraddistinti dall’assenza di un danno biologico diagnosticato e l’appartenenza ad ambienti socioculturalmente deprivati.
Nel 2010 non è tollerabile la situazione egli O.P.G. rendendoli solo dei “posti di parcheggio”, trattando in modo simile codeste entità, così diverse.
In definitiva è vergognoso condividere nello stesso posto i malati organici (simili a banbini di 3 anni) con malati ambientali, a volte veri e propri delinquenti, consapevoli.
Per me che ci lavoro è vergognoso che negli O.P.G. (quindi dietro le sbarre) ci siano malati con vizio di mente TOTALE, trattati come (o quasi) delinquenti con vizio di mente parziale.
Senza contare che in codeste condizioni disumane per loro e per chi ci lavora ( attenzione NON 2 ore, 3 volte alla settimana, dott, psicologi ecc….) non avviene nessun recupero reale, ma più che altro spreco di denaro dello stato, e nuovi possibili malati ambientali per chi ci lavora, senza contare l’allarme sociale (con ripetizione del reato, vedi delitto circeo)che creano tornando in libertà.
Qualsiasi categoria di persona legge, non cada in ideologie che non portano a nulla !
valentina detto
ciao, sono una studentessa di giornalismo, e vorrei scrivere la mia tesi proprio sugli opg; tu che ci sei dentro, mi puoi dare qualche aiuto?posso riuscire ad aentrare in qualche maniera?
grazie
valentina
Claudia detto
Ciao Valentina,
anch’io sono una studentessa (di Scienze dell’Investigazione) e sto cercando di realizzare la tesi proprio sugli OPG. sei riuscita a capire se c’è o meno la possibilità di entrare?? grazie mille!!
Claudia
Stefania detto
Ciao a tutti!
Sono una ragazza di 22 anni e vivo a milano.La mia intenzione è quella di proseguire gli studi scegliendo come ramo la psichatria, i miei dubbi pero sorgono dal fatto che ho una prospettiva lavorativa e non vorrei poi restarne delusa,mi spiego meglio,mi piacerebbe lavorare “a contatto” con pazienti con malattie mentali gravi (ad es con pazienti ricoverati all opg) lo so che è un percorso lungo pero ne resteri delusa se non riuscissi ad arrivare al mio obbiettivo.Chiedo quindi un consiglio a chi magari è gia nel campo,cosa posso fare per poter arrivare a lavorare in quell settore?e inoltre com è lavorare vicino a delle persone che possono aver commesso reati gravi e violenti ma che hanno un problema e bisogna aiutarli?
Grazie per l’aiuto!
Chiudete Facebook, presto! Via con la censura online! | Dario Salvelli's Blog detto
[...] Facebook, presto! Via con la censura online! Di Ospedali Psichiatrici Giudiziari ce ne sono ancora 5 in Italia. In giro ci sono tanti matti, spesso sembrano persone normali come il [...]
Mario B. detto
Salve! Una domanda a chi possa essere sicuro di darmi una buona opinione… Quanto puo’ essere diverso un’ OPG da un’altro? o meglio quanta differenza ci puo’ essere tra l’OPG di Aversa ed un’altro? Grazie
Cassy detto
Salve a tutti, avrei una domanda da porre. Se ad una persona viene diagnosticato un grave disturbo della personalità, più nello specifico un disturbo borderline della personalità, un OPG può considerarsi una struttura adeguata per il ricovero di un malato, sempre fermo restando che la persona disturbata acconsenta al ricovero? Esistono attualmente altre strutture funzionali e di supporto a questo tipo di pazienti o anche centri di sostegno psicologico per le famiglie stesse su cui ricade ogni resposabilità e che al contrario di quanto i malati vogliano far credere sono le vere vittime di questa terribile malattia
fabrizio detto
ciao cassy,
al di la’ del disturbo l’opg e a carattere penitenziario. non si sceglie se andare o meno ma ci si viene mandati da una condanna o da un ordinanza del giudice. in generale non sono adeguati a persone con possibilita’ di recupero…in generale ho detto.
altre strutture a parte spdc, cps o le varie comunita’ non ne conosco ma a parte tso o disposizioni del giudice il malato ha la FACOLTA’ di decidere.
il servizio pubblico si dedida poco o nulla alla famiglia del malato personalmente ho contattato uno psichiatra esterno e a mie spese ho e sto sopportando la malattia di mio padre in una maniera migliore e capendoci molte piu cose…
Cassy detto
Carissimo Fabrizio, grazie per il tuo post di risposta, purtroppo questa famiglia con gli psichiatri non è stata molto fortunata, perchè le sedute sono state tutte le volte interrotte e con gli psicologici è andata anche peggio, perchè credo che siano stati rigirati ben benino come del resto io. Terapie dirette e anche indirette hanno fallito. Il mio parere, quando era importante il mio parere, era continuare con la farmacoterapia e le sedute dallo psichiatra e non dallo psicologo, ma sai come funziona con questo tipo di malati, alla fine il mostro sei sempre tu. Per ora dallo psicologo ci vado io e spero tanto di riacquistare il sorriso con il tempo e dimenticare tutto. Spero che queste persone abbiano un futuro migliore e che la persona che non sta bene accetti le cure e capisca che nessuno la vuole abbandonare. Grazie ancora e buona serata.
fabrizio detto
mi permetto di replicare nuovamente perche trovo delle analogie con la mia storia. ovviamente sai che esistono dei provvedimenti come amministrazione di sostegno, interdizione, inabilitazione alle quali si puo ricorrere per cercare di tenere piu sotto controllo le volonta del malato. dipende sempre dalla gravita’ della malattia, dal grado di parentela che ce con il malato ecc. tuttavia se il comportamento o le azioni di questa persona non sconfinano mai nel penale e quindi non e un tribunale che si assume la responsabilita dei provvedimenti da prendere non ti resta che rivolgerti ad un buon avvocato. tutti noi sappiamo che le decisioni che prendiamo servono in primo luogo alla tutela del malato il difficile e farlo capire al malato e alle persone ottuse che a volte li circondano.
Cassy detto
La persona in questione non faceva parte della mia famiglia anche se ha tentato di mettermela contro. E’, diciamo era, una mia amica. 1 mese a stretto contatto nella stessa casa mi ha fatto ammalare, 1 solo mese. L’ho come dice lei, abbandonata, solo per salvaguardare me stessa. Quindi tutto sta come sempre alla famiglia. Io mi sono tolta di mezzo e mi sto facendo curare. Non ero piu in grado di fare nulla, nemmeno le cose piu elementari come mangiare, fare la spesa, lavorare. Non ho perso il lavoro per miracolo. Hai ragione sul fatto che molte persone che sono intorno ai soggetti disturbati non si rendono conto perche’ non comprendono che tutelare il malato vuole dire SOPRATTUTTO evitare che il malato a sua volta crei altri malati, e anche fisicamente, perche’ dopo un po’ anche il fisico cede. Il problema e’ che non riesco a dimenticare. Ma il mio psicologo dice che purtroppo ci vuole del tempo.
Grazie ancora Fabrizio per la risposta.
fabrizio detto
scusa se mi permetto ma come e venuto fuori il discorso dell opg ?
purtroppo a volte i familiari, magari i genitori anziani non si rendono conto che spalleggiando la malattia dei figli non fanno altro che peggiorare la situazione. e per quanto possa contare la mia opinione tirarti fuori e stata la cosa migliore.
ho affrontanto un periodo in cui ero in balia dell umore e delle decisioni di mio padre, poi con l aiuto dello psichiatra ho imparato ad affrontare la situazione e cio mi ha aiutato ad andare avanti migliorando se possibile anche i rapporti con lui.
un periodo del genere mi ha fortificato e se penso che sono dovuto arrivare a fare un esposto per cercare di far svoltare questa situazione perche nessuna autorita aveva la voglia o il potere di intervenire. psichiatri in primis
Cassy detto
.. lunga storia.. mi chiedevo solo se esitevano strutture per ospitare le persone che purtroppo funzionano in maniera borderline. Posti in cui possono stare fra i loro simili e confrontarsi tra loro con l’aiuto di terapisti. Forse l’opg non c’entra nulla e forse dovrei smettere di pensare a quella famiglia, perchè se sono i familiari in primis ad appoggiare la malattia del loro caro, non c’è molta voglia di stare meglio. Anche io ero in balia degli umori di una persona a cui volevo talmente bene che la consideravo una sorella. Ho commesso lo sbaglio di innamorarmi di suo fratello. Il fratello non si tocca. Quello che mi ha fatto passare per punirmi non si puo descrivere. Certe volte avrei preferito che mi ammazzasse di botte, se non altro avrei potuto provare a difendermi, ma è stato peggio perchè mi ha fatto ogni genere di violenza psicologica da cui purtroppo non è stato possibile per me difendermi. Da poco sono tornata a sorridere, ma non mi sento più me stessa. Capisco la malattia, ma ho ancora tanta rabbia e quella almeno me la deve concedere. Mi manca lui, ma tanto a che scopo? La cattiva sono io. Sua sorella è sempre quella che è disperata. Solo perchè io non ho pianto, fatto la matta, fatto lamenti o vittimismo, non vuol dire che fossi meno disperata. Non lo so è che si parla sempre di queste persone, quasi a giustificarle perchè sono malate, ma nessuno parla e si interessa di chi subisce quello che ti fanno, dei ricatti morali e le minacce di ammazzarsi ecc ecc. Sono storie di codipendenza e non sai quante ne ho sentite. Sui borderline ci fanno i libri ma non li fanno sui codipendenti. Internet lo stesso. Forum pieni di disturbati e pochi spazi per i codipendenti. Io mi sento molto sola e una parte di me, ancora si sente colpevole perchè l’ha abbandonata. Odio provare la sensazione di averla tradita, perchè è lei e pure lui che hanno tradito me. Ma se non me ne andavo mi ammalavo. Certe volte ho anche pensato di essere come lei. Non cosi grave certo. Cmq tu sei stato molto coraggioso e sono contenta che le cose vanno meglio. Perchè si dice sempre che per le famiglie non c’e scampo. Ma se nessuno neanche ci prova a migliorare le cose, le cose spontaneamente non migliorano. So che puoi capire quello che ti dico perchè sai di che parlo. Chi non ci è passato, purtroppo, non si rende conto. Buonanotte
fabrizio detto
fa male capire che le persone che ti circondano e circondano il malato non accettano questa condizione e lasciano andare tutto, tutti i comportamenti piu strani, tutte le avvisaglie, se ne fregano di visite colloqui ecc. e se provi con pieno diritto visto che nel mio caso e mio padre a fargli notare che ce qualcosa che non va, un peggioramento, la non prosecuzione della cura il fatto che alle due di notte devi andare in strada a recuperarlo, passi per quello che lo vuole internare, per l infame per quello che non ha rispetto e in piu trovi un muro dalla parte degli enti sanitari. allora te ne vai, io me ne sono andato di casa per permettere anche a mia madre di andare via.. pero cosi lo abbandoni ? no se non me ne andavo abbandonavo solo me stesso. sono stato piu libero di agire.. ho rotto il legame con tutti quelli che non mi hanno aiutato. l unico pensiero che ti fa andare avanti e quello di un domani migliore.
cassy detto
caro fabrizio hai ragione su tutto ma tanto chi non ci passa non può capire. Anche io all’inizio non mi ero resa conto. Io non ce l’ho con i border ma con la loro malattia perchè se non si curano sono pericolosi e non mi si venisse a dire che sono più buoni di quello che sembrano! Palle.. Solo palle. Anche io mi sono allontanata da chi invece di credermi mi ha detto che ero matta io. I border sono molto bravi a metterti gli altri conto e a farti disprezzare. Era chiaro che quelle persone non erano mie amiche. Cmq tu sei stato molto bravo e da esempio per chi li asseconda per quieto vivere e diventa codipendente senza accorgersi che diventa malato quanto il border da cui dipende. Nessuno deve subire violenza tanto più dalla sua famiglia. Anche lui mi disse che sperava in un futuro migliore.. Ma poi si è sbarazzato di me e non delle persone da cui evidentemente preferisce subire violenza. Io dico no.. Ora che l’ho vista la metarealtà. A me il mago o meglio la maga di oz non mi avrà. Buon we
Alberto detto
La verità è che i manicomi, per il bene dei pazienti e di chi gli è intorno, andrebbero riaperti come lo sono in tutto il resto del mondo: noi non siamo più bravi degli altri.
Gianfranco detto
A me risulta che siano aperti, si chiamano comunità, smettiamola di fare gli ipocriti
Nuovo Effatà detto
Ecco alcune cose che dicono loro:
http://effataopgre.wordpress.com/
redazione di nuovoEffatà
romina detto
vorrei sapere se e` possibile che le persone negl opg ,possano ricevere lettere o telefonata almeno una volta al mese ,ci sono i giorni ch ei pazienti possono ricevere telefonate o lettere? anche parenti lontani che portano lo stesso cognome posso visitarli , so che un mio cugino e ricoverato in uno degl opg, se chiamo potranno dirmi se lui e` li? avendo nome ,cognome e data di nascita? ce` un modo per aiutare un familiare che e` in un opg a fargli sentire che non e solo` ,penso che quando si riesce a farli entire amati accettati ……dal mondo esteriore sia ositivo per loro che non si sentano exclusi dal mondo esteriore, vi ringrazio in anticipo della vostra risposta che aspetto con ansia …………..davvero vorrei stare vicino al mio familiare in questo momento cosi` difficile ,grazie.
Romina
FABRIZIO detto
L’OPG è una struttura a regime carcerario anche se ogni struttura ha delle peculiarità che la differenziano da un altra. ad esempio la str. di castiglione delle stiviere ha una tendenza piu di ospedale mentre quella di reggio emilia è piu a carattere detentivo. risulta molto complicato ricevere informazioni, inviare lettere o ricevere/effettuare telefonate. un tentativo lo puoi fare attingendo info dalla struttura in questione ma la cosa fondamentale è rivolgerti all’avvocato di questo tuo parente perche solo tramite il tribunale si possono avere i relativi permessi perche di fatto chi si trova in opg ha commesso un reato piccolo o grande che sia sempre un reato.
mi permetto di dirti che sarebbe meglio, prima di contattare questa persona informarsi sulla sua situazione e sulla patologia soprattutto se non hai mai avuto particolari rapporti con essa visto che l’incontro potrebbe essere emotivamente provante.
FABRIZIO detto
ciao cassy come va?
cassy detto
Ciao Fabrizio piacere di risentirti. Bella domanda : ). Potrei dire – non lo so – risposta che ho sempre dato fin dall’adolescenza… invece voglio dire – bene – . Cambiamo disco una volta tanto! A distanza dell’ultima volta che ho postato e grazie alla psicoterapia che continua, ho capito come l’incontro con una persona tanto disturbata possa avermi, nella disgrazia, aiutata a prendere atto dei miei punti deboli. Ora non ho più odio. Ho perdonato, ma non torno indietro. Sono come lei? Considerando i problemi che ho da una vita… forse… ma io non faccio del male a chi amo… e riconosco quando la mia linea di condotta ferisce e allora mi fermo.. perchè è bello svegliarsi la mattina e trovare tua madre che ti dice – che bello vederti sorridere questa mattina : )
Il border può fare lo stesso, solo che non lo fa. Scelte. Sono tornata a scrivere e spero presto di pubblicare il mio libro, a disegnare e ho anche un blog che metto a disposizione tua e di tutti gli utenti se hanno voglia di raccontare una storia triste: http://www.chiaralucemiro.net
Chissà che magari un giorno non ci aggiungo anche un forum. Come sottolineato a risposta di un commento. Non ci guadagno su una lira con il blog.. è solo perchè le persone parlino e si confrontino. Perchè mai si debbano sentire soli o abbandonati. E’ strano… ma riscontro molta più solidarietà nei blog o nei forum che negli e dagli amici o presunti tale. Nessuno di loro si è mai scomodato a dirmi – Come va? – tu, che neanche mi conosci me lo hai chiesto… e forse è proprio per questo che la mia risposta è stata differente dal solito. Spero che tutto vada bene anche per te e spero che tu possa intervenire nel mio blog. So che c’è ancora poco, e devo cercare di renderlo visibile nelle prime pagine dei motori di ricerca… ma per ora una cosa alla volta… c’è tutto il tempo.
Ti abbraccio
PS. Chiara è il mio vero nome : )
romina detto
grazie x la risposta……….che tristezza …..per chi ha una patologia cosi`………e` un mondo che pochi nel mondo riescono o cercano di capire………..guardavo tanti videi di aversa………..e sono rimasta colpita delle storie di tutti queti essere umani dimenticati a volte dalla societa`…………o mi chiedevo come un cervallo uomano posso avere questi cambiamenti di personalita……………bho sara` che sono triste …….avrei mille domande………..e forse poche risposte……grazie ancora
Antonino detto
Salve, ho letto il vostro blog e lo trovo molto interessante. Sono uno studente di lettere e sto scrivendo la tesi su un poeta che prima di morire suicida è stato ricoverato in diversi ospedali psichiatrici giudiziari. Sapete dirmi come posso ricostruire l’iter dei suoi ricoveri? chi può e se può dirmi da quando a quando è stato ricoverato lì o da un’altra parte?
Grazie della vostra attenzione.
Antonino.
Sara detto
Ciao ragazzi,
sono una studentessa di scienze infermieristiche, sto facendo una tesi sull OPG, argomento un pò insolito per la mia facoltà….
il titolo esatto è : IL RUOLO DELL’INFERMIERE NELL’OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO.
qualcuno di voi può darmi una mano a reperire materiale?
Avrei dei questionari da far girare, si spendono dieci minuti ma x me sarebbe un aiuto grandissimo….
c’è qualcuno di voi che ha avuto esperienze con l’opg che può aiutarmi, a cui posso inviarlo?
Grazie a tuttiiiiiiiiii
michela detto
ciao vorrei informazioni riguardo l’opg di reggio emilia.Funziona bene??un mio familiare dovrà essere ricoverato li…
grazie!
Nuovo Effatà detto
Ciao michela…
puoi farti un’idea attraverso quanto trovi negli scritti del giornalino… sul sito:
ettataopgre.wordpress.com …
Elena detto
Ciao a tutti,mi chiamo Elena,sono un oss,e mi domandavo,che cosa bisogna fare per entrare a lavorare in un OPG.è una domanda molto semplice, ma davvero non ne ho la minima idea,e vorrei capire come si può fare.Vorrei capire,se basta una qualifica da o.s.s o esistono corsi più specialistici da fare,che non siano corsi di laurea.perdonate la totale ignoranza.
grazie in anticipo.
Gianfranco detto
Ciao a tutti , mio figlio é stato ricoverato a Castiglione e non so piu’ cosa fare , qualcuno di voi lavora la ?
fabrizio detto
per gianfranco,
se è stato ricoverato li voul dire che ha commesso qualche reato, di conseguenza e il primo posto dove un gip manda persone ritenute colpevoli che maniestano incapacita di intendere e volere al momento in cui hanno commesso il fatto e affetti da vizi totali o parziali di mente di conseguenza dovresti gia essere in contatto con un avvocato e un medico di parte e insieme a loro valutare il reale stato di salute di tuo figlio e la gravita del reato commesso. in base a tutti questi elementi bisogna muoversi con i servizi sul territorio al fine di capire se in seguito sara possibile l’inserimento di suo figlio in una comunita piu o meno protetta.
fabrizio
Gianfranco detto
Grazie per la risposta Fabrizio, da quando ho fatto il post mi sono mosso e ora la situazione è piu’ chiara. Inoltre mi sono recato a Castiglione e sono rimasto molto rassicurato dalla professionalità del personale sanitario e ho visto che è un ospedale e non un carcere, dove mi sembra proprio che mio figlio sia in buone mani. Dunque sono piu’ tranquillo. Grazie ancora.
Gianfranco
stigol martin detto
ciao, volevo dire grazie, per non avere chiuso la porta in faccia a queste persone con il tuo blog, volevo dirti grazie, e spero che tu vada avanti con la inchiesta di modo tale che questi LAGER a 100 metri di casa siano chiusi al più presto. Spero che il tuo impegno porti delle nuove.
Ma come si fa a dormire in pace dopo avere visto questo?
grazie
antoniettasartorio detto
sono una studente universitaria sto preparando la tesi sulle disabilità nei penitenziari e il focus vorrei impostarlo sulle o.p.g. avrei bisogno di materiali, interviste e soprattutto chiarire come e per quale reato i disabili psichici vengono rinchiusi in o.p.g. mille grazie. cordialmente. Antonietta
franco previte detto
Signor Direttore,
il tema del superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari ha sempre incontrato difficoltà, perché la loro istituzione deriva dal Codice Penale e non possono essere eliminati se non lo si modifica nella tematica che riguarda l’imputabilità, la sicurezza il ricovero.
Complessi iter operativi che impediscono la chiusura se non con una apposita legge.
Comunque è urgente una riforma legislativa, richiamando le Istituzioni alle loro responsabilità; far svolgere le funzioni dai servizi di salute mentale: e far uscire dai OPG i “malati” curandoli nelle apposite strutture e non in quei lager.
Finché non sarà superato questo “intralcio” ci saranno sempre “persone” che continueranno a ritenere utile l’internamento in OPG.
La sede naturale ed immediata è il Parlamento, in quanto le Commissioni servono solo a “segnalare” e basta!
E’ auspicabile un intervento, da parte del Governo e del Parlamento, urgente su questa “questione” che si ritiene prioritaria.
Un cordiale saluto.
Previte
http://digilander.libero.it/cristianiperservire
Cristiani per servire
http://digilander.libero.it/cristianiperservire
e-mail previtefelice@alice.it
Il Presidente
Ospedali psichiatrici giudiziari : malgrado che la “Commissione Parlamentare sul Servizio Sanitario Nazionale” Presieduta dal Senatore Ignazio Marino ne ha accertato la vergognosa situazione, continuano ad essere in vita !
Purtroppo, oggi, in Italia si continua a dare spazio al superamento dei “manicomi”, rispetto alla gravità dei malati sul territorio.
Gli ospedali psichiatrici Giudiziari ( OPG ) in numero di 6, sono strutture che dopo la riforma del 1975 hanno sostituito i “manicomi criminali”, tutt’ora dipendenti dall’Amministrazione Penitenziaria e fino al giugno 2010 contenevano circa 1500 detenuti.
Il 28 luglio 2011 gli OPG venivano posti agli onori della cronaca in quanto il Servizio Sanitario Nazionale ha disposto un accertamento della loro “vitalità”. ( Notizia appresa dai TG Nazionali).
Domenica 20 marzo 2011 il programma RAI 3 ( speriamo non in funzione politica !) nella rubrica “Presa diretta” ha mandato in onda le terribili immagini a seguito del lavoro compiuto dalla “Commissione Parlamentare per il SSN “.
La “Commissione Parlamentare sul Servizio Sanitario Nazionale”, ( formalizzata anche ai sensi dell’art.82 della Costituzione che in campo sanitario ha lo stesso potere dell’Amministrazione Giudiziaria ) presieduta dal Senatore Ignazio Marino, è stata costituita dal Senato della Repubblica nel 2010 per conoscere la situazione in cui “dimorano” gli “internati” sottoposti alla detenzione ivi compreso i detenuti ai quali devono essere ancora accertate le infermità psichiche.
Sono questioni assai complesse e delicate che avvolgono la qualità giuridica, etica o squisitamente politica non risolvibili da una “Commissione Parlamentare d’Inchiesta”, ma solo di competenza delle Camere Legislative.
Certo che per una Nazione che si definisce civile e democratica ammettere e considerare che la detenzione di persone la cui infermità mentale è stata riconosciuta tale – perché giudicate incapaci di intendere e volere al momento in cui hanno compiuto un reato – non dovrebbe tollerare pazienti che necessitano di cure e siano invece detenuti come qualsiasi recluso.
Dall’ “Indagine Parlamentare sul Servizio Sanitario Nazionale” del Senatore Marino condotta sui sei ospedali giudiziari localizzati in diverse parti d’Italia – dalla Sicilia alla Campania, dalla Toscana alla Lombardia, passando per l’Emilia Romagna – emerge un quadro tanto inquietante quanto quello da recepire il degrado vergognoso di queste realtà e che vengono solo ora “scoperte” dopo ben 33 anni della loro sopravvivenza, in quanto la legislazione sulla tematica mentale non ha distinto il malato mentale responsabile di atti criminosi da quelli relativamente innocui, come stabilito da Codice Rocco ( ricovero in manicomio criminale).
Ma la “Commissione d’Inchiesta” del Senato della Repubblica non ha voluto fermarsi all’apparenza e così, dopo aver visitato le strutture, ha redatto un “Documento” nel quale viene evidenziato il prolungarsi dei tempi di detenzione oltre quelli programmati ( come aveva esposto e relazionato molto bene nel 2005 il “Commissario Europeo per i Diritti Umani”.
Il “Documento Marino”, come al solito, non è l’ ultimo e non strettamente vincolante sulla situazione della malattia mentale in Italia, ma per gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari “ è iniziato da alcuni anni un processo di progressiva dimissione”.
( Documento conclusivo della Commissione Parlamentare di Inchiesta “Sullo stato dell’assistenza psichiatrica in Italia”. Legislatura 14° Resoconto Sommario – Senato della Repubblica n.312 del 1.2.2006).
Siamo proprio stranieri nella nostra Patria o siamo forieri di notizie non vere ? Ma perché prendere in giro il popolo!
Secondo quanto riportato dal “Documento” per alcune unità è stata prevista una proroga della pena, per solo 5 sono stati ritenuti socialmente pericolosi, altri non sono stati liberati perché non hanno un progetto terapeutico, non hanno famiglia che li accolga, o un ASL che li possa assistere. ( Non è eccessivo pensare che per gli stranieri l’assistenza sanitaria è molto “positiva”, mentre per i cittadini italiani è molto “arida”.)
“Gli ospedali psichiatrici giudiziari, pur ospitando e seguendo psicologicamente gli internati, sono malgrado tutto dei centri penitenziari, gestiti dall’amministrazione giudiziaria. E’ pertanto inconcepibile e inaccettabile, a mio avviso, che delle persone siano costrette a restare in una struttura carceraria perché mancano posti all’esterno, ( punto 117 del Rapporto dr.Alvaro Gil-Robles “Commissario Europeo per i Diritti Umani” sulla sua visita in Italia 10/17 giugno 2005, CommDH (2005) 9 Strasburgo 14 dicembre 2995. Una “lectio schola aliquem auditum ire” ( imparare la lezione) davvero esemplare !
Le condizioni igieniche vergognose, sempre secondo quel “Documento Marino”, ritenute inammissibili, tra altre, sono in breve ad esempio, “tre metri quadro” di spazio per ogni detenuto, “acqua ghiacciata da bere sotto il water” “ affollamento in stanze ridotte” ed altre “anomalie” irripetibili seppur vere, insomma una situazione disumana che il rispetto per cani e gatti resta ed è superiore a quello che avviene in questi lager, “cose!”, ripeto, conosciute da ben 33 anni, che ci fanno accapponare la pelle ri-conoscerle solo ora ! Ma dove è stata la politica e la Sanità in tutti questi anni ?
Perché a seguito di tutta questa “ movimentazione”,di questo “ bailame”, di questa “visione” semipolitica, gli Ospedali
Psichiatrici Giudiziari continuano ad essere in vita ?
Il Senatore Marino lancia un appello affinché le realtà sanitarie presenti sul territorio collaborino per permettere, a chi ne ha il diritto, di lasciare quei luoghi da incubo: “ Raccogliere i primi dati non è stato per niente semplice: reticenze, diffidenze, inesattezze hanno scandito le prime settimane di lavoro soprattutto negli Opg più degradati. Ci sono, tuttavia, realtà come quella di Reggio Emilia dove gran parte dei dimissibili hanno già lasciato la struttura. Speravamo di poter fare molto e al più presto, ma abbiamo bisogno di collaborazione delle realtà regionale e non dobbiamo tollerare degrado e condizioni di vita incompatibili con il più elementare rispetto della dignità”.
Ma chi le fa le leggi-quadro ? ( Art.70 e seg.ti della Costituzione Italiana !).
E’ necessario, nonché impellente, ricordare che la legge 180/1978, la famosa legge Basaglia, ha voluto abolire i “manicomi” priva del Regolamento d’Applicazione, ha attivato poche strutture residenziali alternative previste dai vari “Progetti-Obiettivi di salute mentale”, ma non ha migliorato le condizioni dei malati, così come la legge 833 ( che garantisce l’universalità delle cure ai malati di mente), non ha “chiuso” questi Ospedali Psichiatrici Giudiziari in contrasto con il dettami costituzionali, contro la stessa legge, contro il Piano Sanitario 2003-2005 contro i vari Provvedimenti Legislativi e che non ha adeguato la normativa penale a quella civile per i 6 OPG.
Purtroppo oggi si continua a dare ampia rilevanza al superamento dei “manicomi”, rispetto alla gravità dei malati sul territorio ed alle priorità come nel caso in esame.
I malati, anche quelli in OPG, sono soli e questa situazione urgente ed irrevocabile ha una sua drammatica attualità e riscontri tragici.
Il problema, al di là di condizioni etico-giuridiche-sociali riscontrate da quella “Commissione”, ha ripeto, una priorità assoluta e la Comunità Civile, le Istituzioni, TUTTE, devono uscire dal silenzio, dall’indifferenza e dal disinteresse e non smarrire il senso del bene comune.
Il disinteresse è un insulto alla legalità, alla logica, all’etica civile, in quanto occorre ridare ai valori etico-sociali il loro primario significato.
Occorre ridare ai singoli dignità, umanità e fiducia, esigenze fondamentali della civiltà che una “Commissione Parlamentare” per i quanti poteri possa avere, come le Assemblee Legislative i Governi passati ed il Governo Berlusconi in atto, non hanno saputo o voluto assumere le loro responsabilità ed evidenziare l’urgenza, ancora in atto oggi agosto 2011, perché ricordiamo che “i valori della vita possono essere dipendenti dalle mode e dalla politica” (Santo Padre Benedetto XVI° – Udienza Generale 17 ottobre 2007 in piazza S.Pietro ).
Previte
http://digilander.libero.it/cristianiperservire
ALESSANDRO detto
salve, sono alessandro la mia domanda e’ un semplice aiuto:
cerco una struttura in italia dove possono curare mio fratello,
e’ rinchiuso in un carcere di firenze e ha bisogno di questo trasferimento in un altra struttura dove possono curare la sua patologia: mania di persecuzione ,disturbo di personalita’ di tipo paranoico.
grazie per la vostra attenzione.
fabrizio detto
SALVE ALESSANDRO,
LA RISPOSTA E COMPLESSA SPERO DI ESSERE CHIARO E SINTETICO. ESSENDO IN CARCERE VUOL DIRE CHE HA COMMESSO UN REATO E QUINDI E STATO O VERRA GIUDICATO DI CONSEGUENZA DOVREBBE AVERE UN AVVOCATO. TRAMITE QUESTO AVVOCATO SE IL GIUDICE NON L’HA GIA DISPOSTA BISOGNA CHIEDERE UNA PERIZIA PSICHIATRICA PER ACCERTARE LA CAPACITA DI INTENDERE E VOLERE, LA PERICOLOSITA SOCIALE, E SE RIESCE AD AFFRONTARE IL PROCESSO. A QUESTO PUNTO SAREBBE IL CASO PROBABILMENTE DI CHIEDERE ANCHE L’INTERDIZIONE, O INABILITAZIONE O AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO ( I TEMPI DI QUEST ULTIMA SONO MOLTO PIU RAPIDI).
LA PERIZIA STABILIRA QUAL E LA STRUTTURA PIU ADATTA A SUO FRATELLO, IL CARCERE, L’OPG ( MONTELUPO FIORENTINO)LA COMUNITA ECC..
SUO FRATELLO PUO TRAMITE IL SUO AVVOCATO FARE RICHIESTA DI TRASFERIMENTO NELLA STRUTTURA CHE RITERRA PIU IDONEA IN BASE ANCHE ALLA SENTENZA E AL PROCESSO.
SE E IN CARCERE NESSUNO A PARTE IL GIUDICE PUO DECIDERE IL TRASFERIMENTO E LO FARA SU BASE DI REFERTI MEDICI DI PERITI DA LUI NOMINATO O DI PARTE ( SUO FRATELLO).
L’OPG O LA COMUNITA SONO LE UNICHE ALTERNATIVE AL CARCERE.
SPERO DI AVER SGROSSATO LA DOMANDA.
NON ESITARE A PORRE ALTRE DOMANDE
FABRIZIO
ALESSANDRO detto
salve fabrizio,
voglio ringraziarti per dedicare il tuo tempo siccome queste persone sono aiutate poco.
un’altra domanda e’ di sapere quale OPG funziona bene.
ti tengo presente che tutta la famiglia vive a napoli.
grazie ancora a presto.
Carlo detto
Ciao Alessandro, un mio vicino parente è stato a Castiglione, purtroppo è molto lontano da Napoli, ma ho potuto costatare che il personale è molto umano e competente. Ovviamente per le visite , che come tutti sappiamo sono importantissime per i pazienti, saresti molto sfavorito.
Buona fortuna
FABRIZIO detto
Lancio una provocazione,
non mi piace quando si lasciano post dove si richiedono info sugli opg o su come si possa entrare in opg per scopi come tesi di laurea. Anche se assomigliano a dei circhi o a degli zoo, ahime’ al loro interno ci sono delle persone, altre hai “pazienti” ci sono agenti di polizia penitenziaria, psichiatri, infermieri, medici e soprattutto i volontari…
Intuisco che per chi ha intrapreso una carriera scolastica con indirizzo medico, medico/psichiatrico, è sicuramente importante visitare questi luoghi, lo è stato per me che non ho nulla a che fare con l’ambiente medico, immagino per loro. Non trovo giusto esternare questa volonta sul web, ci sono altri canali anche piu efficaci del web.
ORA CHE LA VITA DELL’OPG E’ AGLI SGOCCIOLI, MI CHIEDO PERCHE’ ANZICHE UNA TESI SU COME FUNZIONA UN OPG, STRUTTURA CHE STA PER CHIUDERE, OBSOLETA E SOTTO CERTI PUNTI DI VISTA DISUMANA, NON CI SIA LA VOGLIA DI REALIZZARE UNA TESI SU ALTERNATIVE ALL’OPG, SU COME NON TROVARSI IMPREPARATI QUANDO QUESTI SARANNO CHIUSI.
CI SIAMO TROVATI IMPREPARATI CON LA CHIUSURA DEI MANICOMI, MA TROVARSI IMPREPARATI ALLA CHIUSURA DEGLI OPG E MOLTO PIU PERICOLOSO.
FABRIZIO
matteo detto
Saluti a tutti
ho letto molti dei post qui pubblicati, ma mi sembra che non ci si renda realmente conto di cosa si sta parlando, vi metto un link con un video che documenta lo stato delle strutture e di chi viene gettato all’interno…
io mi chiedo se in un paese piu o meno civilizzato come il nostro sia possibile ritrovarsi di fronte a una realtà del genere??? e con tutto il rispetto a chi li trova interessanti io prima di parlare li inviterei a provare solamente a pensare a cosa si può provare in una situazione di disumanità del genere…